| Era ora!
Scarcerati i pescatori tunisini
Finalmente dopo 32
giorni sono stati scarcerati i 7 pescatori tunisini, anche se 2 di
loro rimangono sottoposti agli arresti domiciliari.
"Siamo molto
contenti di questa decisione del tribunale che ritiene non ci siano
a carico degli imputati gravi indizi di colpevolezza di
favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La mobilitazione
internazionale, nazionale e locale degli ultimi giorni, vede così
concretizzarsi un primo risultato incoraggiante. Rimane però ancora
intatta la richiesta per la messa in libertà dei 2 comandanti, per
il dissequestro dei pescherecci e per una rapida e positiva
conclusione del processo cui dovrà seguire, immediatamente, il
risarcimento dei danni subiti" dichiara Christopher Hein, direttore
del Consiglio Italiano per i Rifugiati.
Il CIR continua a
chiedere al governo delucidazioni sul motivo per il quale lo scorso
8 agosto ai due pescherecci, che ricordiamo avevano tratto in salvo
44 naufraghi, non sia stata subito data l'autorizzazione ad entrare
nelle acque territoriali italiane e a sbarcare a Lampedusa.
Ricordiamo infatti che la Convenzione SOLAS (Convenzione
internazionale per la sicurezza della vita in mare del 1974) obbliga
il comandante di una nave a prestare con la maggiore rapidità
possibile assistenza alle persone in pericolo in mare, mentre la SAR
(Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso in mare del
1979) impegna gli Stati a garantire che ad ogni persona in pericolo
in mare, a prescindere dalla sua nazionalità o status, sia prestata
assistenza, siano fornite le prime cure mediche e sia garantito il
trasferimento in luogo sicuro.
Sollecitiamo,
pertanto, il Governo a dichiarare inequivocabilmente e pubblicamente
che il soccorso e il salvataggio in mare di persone in pericolo
abbiano la precedenza su qualunque altra considerazione.
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