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Roma, 11 settembre 2007

Respingimenti degli iracheni verso la Grecia: grave preoccupazione del CIR

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) esprime grande preoccupazione per i respingimenti verso la Grecia che negli ultimi giorni stanno avvenendo sempre con maggiore frequenza dal porto di Ancona. Respingimenti che, dalle informazioni riportate nella stampa locale, nella maggior parte dei casi hanno coinvolto iracheni.

Il CIR vuole sottolineare la Risoluzione del Parlamento Europeo, adottata l'11 luglio 2007, nella quale gli Stati membri venivano sollecitati, proprio in considerazione della gravissima crisi umanitaria che coinvolge i rifugiati iracheni, a non procedere a trasferimenti o respingimenti (in applicazione del "Regolamento Dublino II") verso quegli stati nei quali vi è certezza che le domande dei richiedenti asilo iracheni non verranno esaminate correttamente. Questo è precisamente il caso della Grecia dove, come denunciato lo scorso giugno dal Rapporto della Delegazione della Commissione LIBE -Libertà Civile, Giustizia e Affari Interni del Parlamento Europeo, nel 2006 lo 0% di iracheni ha ottenuto asilo o una forma di protezione sussidiaria. Un paese nel quale, inoltre, è prassi accertata l'interruzione e l'annullamento della procedura d'asilo nel caso in cui un richiedente lasci senza autorizzazione il centro di accoglienza che gli è stato assegnato. Questa pratica, che ha sollevato numerose critiche internazionali, comporta la negazione del fondamentale diritto di avere effettivamente esaminate e valutate le domande d'asilo dei richiedenti che hanno lasciato la Grecia.

La nostra preoccupazione è aggravata anche dal non coinvolgimento e dal non segnalamento di queste persone agli operatori legali del CIR che dal 2001 portano avanti un servizio di accoglienza e assistenza legale alla frontiera portuale di Ancona, in convenzione con la stessa Prefettura.