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SAVE
THE CHILDREN
19 Febbraio 2009
Minori Migranti: Save the
Children, in Italia 7.797 ragazzi e ragazze stranieri non
accompagnati. Marocco, Egitto, Albania, Palestina ed Afghanistan i
principali paesi di provenienza.
7.797 minori stranieri non
accompagnati sono arrivati in Italia nel 2008. Vengono da Marocco
(15,29%), Egitto (13,75%), Albania (12,49%), Palestina (9,47%) ed
Afghanistan (8,48%), seguiti da Eritrea (4,99), Nigeria (4,14%),
Somalia (3,90%), Serbia (3,76%) ed Iraq (3,68%), per un totale di 78
paesi diversi rappresentati. La maggior parte di questi minori è di
sesso maschile, pari al 90,46%, contro il 9,54% di sesso femminile,
ed ha un’età compresa tra i 16 (26,22%) ed i 17 anni (50,58%)(1).
Questi i dati più significativi che emergono dal Dossier sulle
condizioni di vita dei minori migranti in Italia presentato oggi da
Save the Children in occasione del lancio di
CivicoZero, il centro
diurno creato a Roma per l’orientamento, la consulenza legale, la
fornitura di servizi essenziali e la realizzazione di attività
formative e ricreative per minori stranieri non accompagnati, “male
accompagnati”, in situazioni di marginalità e rischio devianza. Il
progetto è il naturale proseguimento e integrerà le azioni di unità
di strada e di mediazione sociale e culturale già sperimentate
dall’Organizzazione, attraverso il progetto
Orizzonti a Colori,
finanziato dalla Fondazione Vodafone Italia.
“Riteniamo che il dato d’insieme, tuttavia, sia profondamente
sottostimato, perché in esso non sono inclusi i minori
neocomunitari, i richiedenti asilo, le vittime di tratta oltre,
naturalmente, a quelli che non sono mai entrati in contatto con il
sistema istituzionale di accoglienza”, ha specificato Claudio
Tesauro, Presidente di Save the Children Italia.
A conferma di ciò, basti pensare che i minori rumeni, che
attualmente non sono inclusi nel numero sopraccitato, in quanto
neocomunitari, ha costituito sempre una percentuale importante del
totale degli arrivi nel nostro paese e in particolare nel 2006,
ultimo anno in cui sono stati conteggiati, rappresentavano ben il
33,5% (2).
La presenza dei minori
stranieri sul territorio. Nel Lazio, soprattutto rumeni e afgani.
I minori migranti sono presenti e ricevono assistenza principalmente
nelle grandi città italiane (oltre 100.000 abitanti), ma negli
ultimi tempi anche quelle di medie dimensioni (tra i 15.000 e i
100.000 abitanti) hanno registrato un incremento nel numero dei
minori accolti. Le principali regioni di arrivo dei minori stranieri
non accompagnati sono state la Sicilia (34,4%), Lombardia (14,3%),
Emilia Romagna (8,5%) e Piemonte (8,2%) (3). Da sottolineare il
rapporto tra paese di provenienza ed area geografica di
destinazione, che conferma l’importanza delle “catene migratorie”,
ovvero il ruolo della rete dei parenti e dei connazionali che funge
da ponte tra l’Italia ed il paese di provenienza dei minori. Così,
negli ultimi anni, i minori rumeni risultavano presenti soprattutto
in Lazio ed in Friuli Venezia Giulia, quelli albanesi in Emilia
Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Puglia, i marocchini in
Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna e gli afgani soprattutto nelle
Marche e nel Lazio (4).
I ragazzi provenienti dall’Africa arrivano soprattutto a Lampedusa e
in seguito alla collocazione in comunità alloggio molti si
disperdono sul territorio, come rilevato da Save the Children nel
monitoraggio effettuato sull’isola e nelle comunità siciliane.
Infatti, su un totale di 2.201 minori arrivati a Lampedusa da maggio
a dicembre 2008, la maggior parte proveniva da Egitto (25%), Eritrea
(15%), Nigeria (13%), Palestina (11%) e Somalia (9%) 1.721 sono
stati collocati in comunità alloggio e, di questi, ben 959 si sono
allontanati, pari a circa il 55%.
La città di Roma, i dati
dell’accoglienza
Nel solo comune di Roma, sono stati 1.152 i minori stranieri e
richiedenti asilo accolti nel 2007 (5). Il gruppo più numeroso è
costituito dai rumeni, seguito dagli afgani, moldavi, egiziani e
marocchini. Il gruppo che risulta aver registrato il più alto tasso
di crescita nella capitale è senza dubbio quello afgano, passato da
32 minori del 2004 a 264 nel 2007, pari al 22,8% del totale (6).
“Nel 2008, benché non esistano ancora dati dettagliati al riguardo,
dal lavoro su strada degli operatori di Save the Children,
congiuntamente alle osservazioni delle istituzioni competenti,
emerge un ulteriore cambiamento di scenario, tutt’ora in atto”,
afferma Laura Lagi, responsabile del progetto CivicoZero di Save the
Children. “ Risultano infatti in aumento le richieste di sostegno e
accoglienza di minori egiziani e bengalesi, a fronte di una
flessione di quelle di ragazzi rumeni e afgani”.
Tutti questi minori sono particolarmente vulnerabili e spesso
possono essere coinvolti loro malgrado in fenomeni di sfruttamento
e abuso, nonché inglobati nei circuiti dell’illegalità. Inoltre, ad
essi, come ha registrato l’esperienza diretta del team
dell’Organizzazione, bisogna aggiungere quei bambini e adolescenti
che formalmente o apparentemente hanno genitori o familiari i quali,
tuttavia, non sono spesso in condizioni di costituire un valido
punto di riferimento. Per prevenirne la devianza, supportarli e
orientarli, sono necessarie forme di intervento innovative, che
prevedano un rafforzamento del dialogo inter-istituzionale e con i
soggetti privati del no profit e che impieghino, tra l’altro, equipe
di strada ed educatori alla pari.
Minori Migranti: le
raccomandazioni di Save the Children
Sulla base della propria esperienza, Save the Children
raccomanda che:
- i minori stranieri, nel rispetto del principio di non
discriminazione, siano trattati alla pari di tutti gli altri minori,
al di là di qualsiasi considerazione relativa al loro status di
migranti o alla loro nazionalità;
- in particolare, venga garantito il diritto alla protezione a tutti
i minori stranieri che si trovano sul territorio nazionale e sia
favorito il loro accesso al sistema di accoglienza attraverso lo
sviluppo di un sistema di presa in carico ed assistenza efficiente
che comprende il potenziamento della messa in rete di iniziative
differenziate di intervento sociale che possano rispondere ai
bisogni ed ai percorsi individuali di ogni minore.
(1) Fonte: Comitato per i Minori Stranieri, organo
inter-istituzionale istituito nel 1998 (Legge 40/1998), responsabile
– tra le altre cose - di censire i minori stranieri non accompagnati
e di vigilare sul loro soggiorno in Italia.
(2) Fino al 31 dicembre 2006, i minori di nazionalità rumena erano
ancora censiti dal Comitato per i Minori Stranieri.
(3) Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e
dell’Adolescenza, 4° Rapporto di Aggiornamento sul monitoraggio
della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
2007-2008 (2008).
(4)ANCI, Minori Stranieri Non Accompagnati. Secondo Rapporto Anci –
2007 (2008).
(5) La cifra comprende anche i minori neocomunitari.
(6) Fonte: Report annuale di Rendicontazione del Comune di Roma,
2007.
(7)Orizzonti a Colori è un progetto volto alla prevenzione della
devianza e il reinserimento sociale di minori sottoposti a
procedimento penale nella capitale, avviato nel settembre 2005, in
collaborazione con il Ministero della Giustizia - Dipartimento di
Giustizia Minorile, Assessorato alle Politiche Sociali e Promozione
della Salute del Comune di Roma, Provincia di Roma, Fondazione
Vodafone Italia, Casa dei Diritti Sociali Focus e Cies, e con il
sostegno di Toro Assicurazioni, Lottomatica, Alleanza Assicurazioni,
Fondazione Simonetta Seragnoli.
(8) Per “contatto” s’intende ogni singolo colloquio effettuato
dall’equipe, pertanto la stessa persona può essere stata contattata
più di una volta.
(9) CivicoZero è un progetto di Save the Children realizzato in
collaborazione con ISMA e con il sostegno del Ministero
dell’Interno, Ikea, Autostrade per l’Italia e Poste Italiane.
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27 Gennaio 2009
Lampedusa,
Centro di Accoglienza: Save the Children, 2646 i
minori, la gran parte dei quali non accompagnati,
ospitati nel centro nel corso del 2008 spesso in
condizioni critiche e inadeguate. 81 gli arrivi di
minorenni, 1035 di adulti a gennaio 2009
Nonostante
l'impegno delle istituzioni nella gestione dei
flussi migratori nel corso degli ultimi mesi, Save
the Children rileva alcune criticità relative
all'accoglienza e protezione dei minori all'interno
del Centro
di Soccorso e
Prima Accoglienza (Cspa) di
Lampedusa.
Fino anche a 37 giorni la permanenza dei ragazzi nel
Cspa prima del trasferimento nelle comunità
d'accoglienza siciliane; mancanza di posti letto,
con minori costretti a dormire per terra su
materassi; inadeguate condizioni igieniche;
inadeguate procedure per l'accertamento medico
dell'età.
Sono alcune delle evidenze emerse dal Dossier di
Monitoraggio. Accoglienza e tutela dei diritti dei
minori nel centro di Lampedusa realizzato da Save
the Children, sulla base delle attività condotte
all'interno del centro di soccorso dell'isola
siciliana, nell'ambito del progetto Praesidium. Da
maggio del 2008 Save the Children è impegnata nel
progetto Praesidium in partenariato con CRI, OIM e
UNHCR e in convenzione con il Ministero
dell'Interno. L'organizzazione è dunque coinvolta
nella realizzazione del modello multi-agenzia di
gestione dei flussi migratori misti, basato sul
soccorso e l'accoglienza dei migranti in arrivo via
mare e sul successivo trasferimento in strutture
appropriate sul territorio italiano.
31.250
(1) i migranti giunti nel Centro nel 2008: di essi,
l'8,4% - pari a
2646
- è costituito da minori, provenienti spesso da aree
afflitte da guerre o teatro di gravi violazioni dei
diritti umani. Da maggio, data di avvio delle
attività di Save the Children sono 1902 i minori
arrivati da soli, mentre, nel mese di gennaio sono
81
i minori sbarcati e
1035
gli adulti (2).
"Il rapporto mostra con chiarezza non solo come i
minori, soprattutto non accompagnati, rappresentino
una quota non marginale degli arrivi”, commenta
Valerio
Neri, Direttore Generale di Save the
Children Italia, "ma anche come alla base della
migrazione di tanti ragazzi o anche adulti ci sono
ragioni di grave necessità che devono spingerci ad
aumentare gli sforzi per dare loro adeguata
accoglienza e tutela, affinché a questi minori sia
garantito un futuro diverso da quello che si
lasciano alle spalle. E' in tale ottica che abbiamo
realizzato un rapporto di monitoraggio facendo
emergere anche alcuni limiti e inadeguatezze nella
tutela e accoglienza dei minori all'interno del
Centro di Soccorso e Accoglienza di Lampedusa, dove
operiamo dal maggio 2008”.
I migranti
adulti: la gran parte provengono da Tunisia e
Nigeria
Secondo il dossier di monitoraggio di Save the
Children, gli arrivi di migranti adulti sono passati
dai 12.169 del 2007 ai
31.250
del 2008. Sul totale dei migranti adulti, l'86%
è costituito da uomini e il
14%
da donne e provengono in pravalenza da Tunisia
(24%), Nigeria (21%), Eritrea (12%) e Somalia (11%).
I minori
migranti: vengono per lavorare o da aree di crisi
Sul totale dei 2646 minori arrivati nel 2008, la
gran parte è rappresentato da minori non
accompagnati: 1902 quelli giunti tra maggio e
dicembre a fronte di 299 accompagnati da genitori o
familiari. Quanto all'andamento degli arrivi dei
minori, sia accompagnati che non, per mese, si passa
dai 174
di maggio ai
411
del mese di ottobre, ai
208
del mese di novembre ai
190
di dicembre.
"Questi dati, come d'altra parte quelli relativi
agli adulti, lasciano supporre che i rischi del
viaggio connessi alla stagione invernale
costituiscono sempre meno un deterrente alle
partenze di tanti minori spinti ad abbandonare il
proprio paese o a causa di guerre o perché alla
ricerca di un lavoro, per sostenere sé e le proprie
famiglie”, commenta ancora Valerio Neri. "Pur di
arrivare in Italia, affrontano viaggi anche di 2
anni, finendo talvolta in prigione, in Libia,
attraversando il deserto e rischiando di morire nel
tragitto via mare sui barconi”.
Per quanto riguarda i paesi di provenienza dei
minori, Egitto (25%), Eritrea (15%), Nigeria (13%),
Palestina (11%), e Somalia (9%), sono le nazionalità
più rappresentate; ma non mancano anche ragazzi
arrivati dalla Tunisia (7%) e dal Ghana (6%) mentre
è più ridotta l'incidenza di paesi come il Marocco
(2%) e il Togo (2%). Quanto ai minori non
accompagnati in arrivo a Lampedusa, hanno
generalmente un'età compresa tra i 16 e i 17 anni,
ma ve ne sono anche di età inferiore (13 e 14 anni).
Per
ragazzi e ragazze, lunghe permanenze nel Centro
anche fino a 37 giorni
Analizzando quindi gli standard di tutela e
accoglienza, il dossier di Save the Children
sottolinea come negli ultimi mesi
i minori sono
rimasti nel centro
spesso per più di
20 giorni, con picchi di permanenza
superiori ai 37 giorni, nel mese di dicembre,
nonostante
per legge la permanenza non possa superare le 48 ore.
Inoltre, nell'ultimo periodo i minori sono stati
anche trasferiti in centri per adulti anziché in
comunità alloggio per minori come previsto dalla
normativa.
"Si tratta di una situazione determinata dalla
mancanza di posti nelle comunità per minori della
Sicilia e dall'assenza di un piano nazionale che
garantisca ai giovani migranti un'accoglienza
adeguata su tutto il territorio”, spiega il
Direttore Generale di Save the Children Italia. "In
particolare in questa situazione di confusione e
forte tensione, Save the Children raccomanda che
venga garantito il trasferimento di tutti i migranti
verso le strutture del territorio e dei minori nelle
apposite comunità”.
Scarsità
di posti letto e inadeguate condizioni igieniche
Nel corso del 2008 le condizioni di accoglienza del
centro di Lampedusa si sono rivelate spesso
critiche, si legge ancora nel dossier di Save the
Children. Il centro, che ha un numero massimo di
804 posti
è arrivato ad ospitare oltre
1800 migranti
contemporaneamente e più di
220 minori,
nell'arco di una stessa giornata, nel mese di
dicembre. Tenuto conto che i minori non accompagnati
vengono alloggiati insieme alle donne in un'unica
struttura che dispone di circa 60 posti letto, molti
ragazzi sono stati costretti a dormire, nel mese di
dicembre, all'aperto su materassi di gomma
sistemati sull'asfalto, sotto teli per riparasi
dalla pioggia. Inoltre, spesso, anche la
distribuzione di vestiario, kit igienici e beni di
prima necessità è risultata inadeguata così come le
generali condizioni igieniche.
"Questa situazione ormai cronica deve essere risolta
con un approccio strutturale, programmando e
pianificando i posti necessari nei centri di
destinazione dei minori sulla base degli arrivi
presunti”, precisa Valerio Neri.
Procedure
inadeguate per l'accertamento dell'età
A Lampedusa l'unico metodo utilizzato per
l'accertamento dell'età è la radiografia del polso
Nel referto medico non viene indicato il margine di
errore (calcolato in più o meno 2 anni); questo non
consente di applicare il principio del beneficio del
dubbio previsto dalla legge in favore del minore,
con la conseguenza che questi può essere soggetto a
provvedimenti di espulsione o, addirittura, al
rimpatrio.
"Secondo Save the Children è importante che vengano
utilizzati più metodi combinati per l'accertamento
dell'età, che l'accertamento venga realizzato solo
in caso di dubbio fondato, che venga sempre indicato
il margine di errore nel referto e che quest'ultimo
venga consegnato al minore anche per consentire
un'eventuale ricorso” dichiara Valerio Neri.
Preoccupante l'istituzione del Centro di
Identificazione ed espulsione (CIE)
"L'istituzione del CIE compromette il modello di
gestione dei flussi migratori misti sperimentatao in
questi anni, rischiando di rendere sommarie e
approssimative le procedure volte
all'identificazione dei gruppi vulnerabili, cioè
minori, richiedenti asilo, vittime di violenza e
tratta. In particolare", conclude Valerio Neri, "per
i minori Save the Children ravvisa il pericolo che
essi possano venire erroneamente identificati come
adulti sulla base del solo accertamento medico,
immediatamente trasferiti e rimpatriati, senza la
possibilità di appellarsi contro la decisione
relativa alla loro identificazione".
tel. 06 48070023-71
press@savethechildren.it
www.savethechildren.it
(1) I dati sono stati forniti dall’Ufficio
Immigrazione della Questura di Agrigento e inseriti
in un database informatico predisposto da Save the
Children. Per quanto riguarda invece l’attività di
rilevazione degli standard di accoglienza e tutela
dei diritti nel centro di Lampedusa è stata
utilizzata una griglia di monitoraggio basata sugli
standard nazionali e internazionali di tutela dei
diritti dei minori e, per ciò che attiene le
condizioni materiali di accoglienza, anche sulla
convenzione per la gestione del centro stipulata tra
l’ente gestore, la cooperativa Lampedusa
Accoglienza, e la Prefettura di Agrigento.
(2) Il dato si riferisce agli arrivi fino al 21
gennaio |
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