CIR

 Consiglio Italiano per i Rifugiati onlus 

Via del Velabro 5/A
00186 Roma
Tel.06-69200114
Fax.06-69200116

p.iva 04132611007

C.f. 96150030581
cir@cir-onlus.org

Chi siamo Presidente Direzione e Struttura Bilancio Dove siamo COME AIUTARE  CONTATTI Home  

ATTIVITA'

Cosa facciamo

Utenza CIR

Rapporti annuali

 

PROGETTI

Servizi sul territorio

Integrazione

Gruppi vulnerabili

Collaborazioni Internazionali

 

 

I RIFUGIATI

Chi è un rifugiato

Glossario

Quadro statistico

Le storie

 

DIRITTI

La procedura in Italia

Informazioni pratiche

Archivio giuridico

Giurisprudenza

 

 

COMUNICAZIONE

Ufficio Stampa 

Comunicati news

Pubblicazioni

Interviste

Gallerie fotografiche

 

 

FORMAZIONE

Corsi e Master

 

COLLABORA CON NOI

 

LINK

 

Segui il CIR su

 

 

______________

 

Risoluzione consigliata 1024x768

webmaster

Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

RAPPORTO ATTIVITA’ DEL CIR 2006-

INTRODUZIONE DI SAVINO PEZZOTTA, PRESIDENTE DEL CIR

 

Il presente rapporto del CIR prende in considerazione le attività svolte durante tutto il 2006.

Essendo stato eletto Presidente del CIR solo nel settembre, mi sento di commentare essenzialmente una tra le tante attività dell’associazione che mi ha coinvolto personalmente: la promozione di una legge organica sul diritto d’asilo e la protezione sussidiaria.

Considero questa la vera sfida per un’organizzazione che, dalla sua nascita, 17 anni fa, ha sempre avuto l’obiettivo di fare in modo che l’Italia abbia finalmente una legge equa, moderna, aperta e funzionante sul diritto d’asilo, in osservanza dei principi universali dei diritti umani e del sistema di protezione dei rifugiati, nonché della nostra Costituzione. La decisione, quindi di elaborare una propria proposta articolata è nella logica stessa del CIR.

All’inizio della mia presidenza, ho subito visto con piacere che era stato predisposto un testo per cui valeva la pena di impegnarsi fino in fondo. In questa ottica, abbiamo incontrato i Presidenti di Camera e Senato Bertinotti e Marini, il Ministro dell’Interno Amato e il Sottosegretario Lucidi. In questa ottica, abbiamo poi presentato la nostra proposta a tutti i gruppi parlamentari e con molto piacere abbiamo visto il pieno supporto all’iniziativa di un numero considerevole di deputati e senatori di entrambi gli schieramenti.

Così il testo del CIR è diventato “testo Zaccaria”, poiché porta la prima firma dell’on.le Roberto Zaccaria, che lo ha depositato alla Camera dei Deputati.

Non facciamoci però illusioni. Viste le esperienze passate – sette anni di dibattiti parlamentari senza esito- non possiamo fermarci qui. Ci vuole una forte alleanza anche con enti e associazioni che non fanno parte del CIR e altre voci della società civile. Non chiediamo che il nostro testo sia condiviso in tutti i dettagli; anzi, siamo lieti di confrontarci e di dialogare con tutti, fermo restando la salvaguardia di alcuni principi fondamentali; è necessario infatti che una legge sull’asilo:

-         attui il dettato costituzionale

-         preveda una procedura per il riconoscimento del diritto d’asilo equa, unica, veloce e con sufficienti garanzie per un soggetto debole, come lo è il richiedente asilo;

-         garantisca una effettiva seconda chance per chi è stato respinto in prima istanza e quindi un ricorso al Tribunale con effetto sospensivo;

-         offra e promuova un percorso di inserimento socio-lavorativo-culturale per coloro ai quali è stata riconosciuta la protezione nel nostro paese;

-         ricerchi e preveda dei canali di arrivo legale e protetto dei rifugiati e richiedenti asilo e offra un’alternativa agli sbarchi e ai drammatici viaggi per arrivare in Europa, durante i quali ci sono immensi rischi per la vita umana.

 Questi sono solo alcuni dei  punti essenziali, ma potrei continuare.

Quello che, secondo me, è di fondamentale importanza è lo sviluppo di una maggiore “cultura dell’asilo” attraverso la promozione di iniziative pubbliche di informazione, sensibilizzazione e formazione. L’attenzione dell’opinione pubblica, molto interessata al fenomeno dell’immigrazione, deve essere spinta a considerare maggiormente la condizione, spesso drammatico,  dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Italia.

Il CIR ha maturato una lunga esperienza “sul campo”, in contatto diretto e quotidiano con i rifugiati, con coloro che sono sopravvissuti a torture, con minori stranieri non accompagnati, come viene dettagliato in questo rapporto.

Questo bagaglio di conoscenza di problemi, nonché il confronto con tante organizzazioni sorelle in altri paesi europei e del mondo, credo ci permetta di rappresentare, nei confronti del Governo, del Parlamento e dell’opinione pubblica, la sorte di chi  come rifugiato non ha voce.

Ma ci impegniamo anche  a dare supporto alle varie comunità di rifugiati  e ai loro comitati affinché loro stessi siano in grado di essere il “verbo degli invisibili”, come cita la bellissima opera teatrale del progetto “VI.TO.”