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Il presente rapporto del CIR prende in considerazione le attività
svolte durante tutto il 2006.
Essendo stato eletto Presidente del CIR solo nel settembre, mi sento
di commentare essenzialmente una tra le tante attività
dell’associazione che mi ha coinvolto personalmente: la promozione
di una legge organica sul diritto d’asilo e la protezione
sussidiaria.
Considero questa la vera sfida per un’organizzazione che, dalla sua
nascita, 17 anni fa, ha sempre avuto l’obiettivo di fare in modo che
l’Italia abbia finalmente una legge equa, moderna, aperta e
funzionante sul diritto d’asilo, in osservanza dei principi
universali dei diritti umani e del sistema di protezione dei
rifugiati, nonché della nostra Costituzione. La decisione, quindi di
elaborare una propria proposta articolata è nella logica stessa del
CIR.
All’inizio della mia presidenza, ho subito visto con piacere che era
stato predisposto un testo per cui valeva la pena di impegnarsi fino
in fondo. In questa ottica, abbiamo incontrato i Presidenti di
Camera e Senato Bertinotti e Marini, il Ministro dell’Interno Amato
e il Sottosegretario Lucidi. In questa ottica, abbiamo poi
presentato la nostra proposta a tutti i gruppi parlamentari e con
molto piacere abbiamo visto il pieno supporto all’iniziativa di un
numero considerevole di deputati e senatori di entrambi gli
schieramenti.
Così il testo del CIR è diventato “testo Zaccaria”, poiché porta la
prima firma dell’on.le Roberto Zaccaria, che lo ha depositato alla
Camera dei Deputati.
Non facciamoci però illusioni. Viste le esperienze passate – sette
anni di dibattiti parlamentari senza esito- non possiamo fermarci
qui. Ci vuole una forte alleanza anche con enti e associazioni che
non fanno parte del CIR e altre voci della società civile. Non
chiediamo che il nostro testo sia condiviso in tutti i dettagli;
anzi, siamo lieti di confrontarci e di dialogare con tutti, fermo
restando la salvaguardia di alcuni principi fondamentali; è
necessario infatti che una legge sull’asilo:
-
attui il dettato
costituzionale
-
preveda una procedura
per il riconoscimento del diritto d’asilo equa, unica, veloce e con
sufficienti garanzie per un soggetto debole, come lo è il
richiedente asilo;
-
garantisca una effettiva
seconda chance per chi è stato respinto in prima istanza e quindi un
ricorso al Tribunale con effetto sospensivo;
-
offra e promuova un
percorso di inserimento socio-lavorativo-culturale per coloro ai
quali è stata riconosciuta la protezione nel nostro paese;
-
ricerchi e preveda dei
canali di arrivo legale e protetto dei rifugiati e richiedenti asilo
e offra un’alternativa agli sbarchi e ai drammatici viaggi per
arrivare in Europa, durante i quali ci sono immensi rischi per la
vita umana.
Questi sono solo
alcuni dei punti essenziali, ma potrei continuare.
Quello che, secondo
me, è di fondamentale importanza è lo sviluppo di una maggiore
“cultura dell’asilo” attraverso la promozione di iniziative
pubbliche di informazione, sensibilizzazione e formazione.
L’attenzione dell’opinione pubblica, molto interessata al fenomeno
dell’immigrazione, deve essere spinta a considerare maggiormente la
condizione, spesso drammatico, dei rifugiati e dei richiedenti
asilo in Italia.
Il CIR ha maturato una
lunga esperienza “sul campo”, in contatto diretto e quotidiano con i
rifugiati, con coloro che sono sopravvissuti a torture, con minori
stranieri non accompagnati, come viene dettagliato in questo
rapporto.
Questo bagaglio di
conoscenza di problemi, nonché il confronto con tante organizzazioni
sorelle in altri paesi europei e del mondo, credo ci permetta di
rappresentare, nei confronti del Governo, del Parlamento e
dell’opinione pubblica, la sorte di chi come rifugiato non ha voce.
Ma ci impegniamo anche
a dare supporto alle varie comunità di rifugiati e ai loro
comitati affinché loro stessi siano in grado di essere il “verbo
degli invisibili”, come cita la bellissima opera teatrale del
progetto “VI.TO.”
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