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Richiedenti asilo, dati EUROSTAT sul 1° trimestre 2016: calano a 287 mila (da 426mila) le domande. 1 milione le richieste ‘pendenti’

16 giugno 2016 – Resi noti da EUROSTAT i dati relativi al 1° trimestre 2016 sulle richieste d’asilo nell’UE:  in tutto sono state 287.085, contro le 426mila dell’ultimo periodo dello scorso anno, un calo del 33%.  Anche in Italia calano del 10%, arrivando a oltre 22mila. In grande crescita le richieste d’asilo ancora ‘pendenti’, arrivate a 1 milione (60mila in Italia).

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Italia- Sebbene anche l’Italia veda numeri in calo del 10%, dalle 24.710 domande ricevute nel quarto trimestre 2015 alle 22.335 dei primi tre mesi del 2016, il Paese è al secondo posto in Europa (8%), dopo la Germania (175mila; 61%), per richieste ricevute. Seguono Francia, Austria e Gran Bretagna. (ANSA).  In Italia hanno chiesto asilo soprattutto migranti originari del Pakistan (4.125; 18%), Nigeria (3.535; 16%) e Gambia (1.940; 9%).

Sei profughi su dieci hanno presentato la loro richiesta di asilo in Germania, Paese che a differenza del trend generale europeo, ha registrato un rialzo dell’8% di domande. In proporzione alla popolazione di ciascun Stato, il tasso più alto di richieste si è registrato in Germania (2.155 per milione di abitanti) e in Austria (1.619), seguono Malta (904), Lussemburgo (888), Svezia (790), Cipro (749) e Ungheria (693 per milione). Al contrario, i dati più bassi si riscontrano in Slovacchia (3 per milione di abitanti), Estonia (4) e Romania (11).

Oltre un terzo dei  richiedenti asilo sono siriani (36%) e circa l’85% di questi hanno presentato richiesta in Germania. Iraq e Afghanistan rappresentano le altre due nazionalità (12% ciascuno). (da ANSA Bruxelles)

Richieste d’asilo in attesa –   Sono oltre un milione le richieste d’asilo ancora all’attenzione delle autorità dei Paesi europei, secondo dati Eurostat aggiornati a fine marzo. A fine marzo 2015 erano circa 560mila. Con 473mila richieste all’esame (il 47% dell’Ue) la Germania si trova di gran lunga a gestire la quota più importante, seguono la Svezia (147.300; 15%), Austria (84.500; 8%), Italia (60.000; 6%) e Francia (42.900; 4%). (ANSAmed)