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MINISTRO AMATO SU DIRITTO D’ASILO E RIGORMA LEGGE
BOSSI-FINI
23 maggio 2007 - “Lascerei totalmente fuori dalla discussione
sulla normativa che regola il diritto d'asilo l'ingresso in Italia
per ragioni di lavoro": ha detto il ministro dell'Interno, Giuliano
Amato durante un intervento all’Università di Catania tenuto lo
scorso 22 maggio. Il ministro ha sottolineato come diritto d'asilo e
l'ingresso degli immigrati in Italia per ragioni di lavoro 'devono
stare in posti diversi''. Anche perche', se si mettono insieme le
due cose, ha aggiunto Amato, ''si rischia di danneggiare coloro che
chiedono asilo''.
'Respingerei totalmente – ha aggiunto il ministro- il suggerimento
proposto dalla legge Martelli che prevedeva una regolamentazione
simile sia per chi chiedeva lavoro sia per chi chiedeva asilo
politico. Non ci sono piu' i presupposti di allora", e "non deve
essere una riforma come la legge Bossi-Fini ad occuparsi della
materia perche' ha diverse competenze''. Amato ha anche sottolineato
che "su questo punto bisogna stare attenti, perche' chi si presenta
non ha mica scritto sulla fronte: 'diritto d'asilo'. Il diritto
d'asilo -ha continuato Amato- deve essere accertato considerando il
paese d'origine di chi lo chiede. Ma i paesi si dividono tra sicuri
ed insicuri e, tra questi ultimi, ci sono l'Iran e il Canada e,
questo, perche' basta che sia in vigore una normativa che regola la
pena di morte i paesi vengono classificati insicuri. Non essendoci
una normativa europea comune -ha concluso Amato- ciascun paese
decidera' caso per caso" (tratto dal sito-web vita.it).
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