26 GIUGNO
2010: ‘CANCELLIAMO LA TORTURA’
CIR PRESENTA SPETTACOLO TEATRALE AL TEATRO ARGENTINA
DI ROMA
23 giugno 2010- Il
prossimo 26 giugno, Giornata Internazionale a sostegno delle vittime
di tortura, il CIR porterà in scena a Roma al Teatro Argentina (ore
21-ingresso gratuito) un gruppo di 14 rifugiati coinvolti
nelle attività del laboratorio di riabilitazione psico-sociale con
lo spettacolo ‘Lampedusa Mon Amour’
,
diretto da Nube Sandoval e Bernardo Rey. In occasione
dello spettacolo, presentato da Jean-Léonard Touadi, verrà
anche trasmesso il video realizzato da Artigiani Digitali che
raccoglie le testimonianze di Andrea Camilleri e di Moni Ovadia sul
tema della tortura e sull’esperienza di questo laboratorio teatrale
di riabilitazione.
Il
26 giugno viene celebrata in tutto il mondo la Giornata
Internazionale a sostegno delle vittime di tortura, proclamata
nel 1997 dall’Assemblea Generale dell’ONU.
Il
sistema giuridico internazionale proibisce l’utilizzo della tortura
in qualsiasi circostanza. Malgrado la sua stigmatizzazione
ufficiale, però, la tortura non é ancora stata sconfitta e continua
a essere praticata infliggendo sofferenze fisiche e psichiche.
Secondo il rapporto Amnesty International 2010 sono almeno 111 i
paesi nel mondo che praticano la tortura. Si stima che attualmente
l'Europa accolga oltre 400.000 rifugiati vittime di tortura, e che
ogni anno arrivino nel nostro continente 65.000 richiedenti asilo
sopravvissuti a esperienze di tortura.
L’eliminazione della pratica della tortura nel mondo costituisce
quindi ancora oggi una delle maggiori sfide per la comunità
internazionale che deve essere affrontata su diversi piani. A
livello giuridico con la creazione di un sistema internazionale di
prevenzione e repressione davvero efficace; a livello sociale
tramite il sostegno e la riabilitazione delle vittime.
Il Consiglio Italiano per i Rifugiati è impegnato da anni sul tema
della tortura e delle sue vittime e gestisce dal 1996 progetti
specifici (attualmente con il sostegno del Fondo Europeo per i
Rifugiati e del Fondo Volontario delle Nazioni Unite per le Vittime
di Tortura) che mettono in atto azioni mirate alla riabilitazione
dei sopravvissuti a tortura e di denuncia di tale pratica.
Attualmente sono circa
610 gli utenti presi
in carico dal progetto.
Unendo queste due
caratteristiche, il prossimo 26 giugno alle ore 21.00 al Teatro
Argentina a Roma il CIR porterà in scena un gruppo di 14
rifugiati coinvolti nelle attività del laboratorio di riabilitazione
psico-sociale con lo spettacolo
‘Lampedusa Mon Amour’,
liberamente ispirato
alla tragedia di Eschilo ‘Le
Supplici’
(ingresso gratuito). Questo spettacolo è stato costruito all'interno
del laboratorio durato cinque mesi e portato avanti da Nube
Sandoval e Bernardo Rey, registi e formatori.
La presenza in scena di questi testimoni è un
modo per rompere il complotto del silenzio e invisibilità che
da sempre circonda la tortura e le sue vittime, e un’occasione per
ridare loro voce e legittimità.
Il
testo di Eschilo diventa un pretesto, una falsariga per far sì che
ogni rifugiato possa raccontare la propria storia anche attraverso
la cultura e i canti dei Paesi d’origine. Nel 463, Eschilo scrisse
quest’opera che ancora oggi offre un messaggio sorprendentemente
contemporaneo. Il dramma vede protagoniste le figlie di Danao, che
fuggite con il padre per sottrarsi alle nozze coi cugini, gli Egizi,
si recano ad Argo per chiedere protezione al re Pelago. Quest’ultimo
si trova di fronte ad una scelta difficile, o accogliere le Danaidi,
rischiando un conflitto con gli Egizi, o negare loro l’ospitalità,
incorrendo nell’ira di Zeus protettore degli esuli. Pelago non
nasconde alle Danaidi il dubbio che lo attanaglia nel dover
affrontare un conflitto inatteso. Sostenuto dall’assemblea
cittadina, decide però di accogliere la supplica delle ragazze
concedendo l’asilo e obbedendo all’originaria e inviolabile legge
sull’accoglienza.
Come evidenziano i registi e formatori del
gruppo, ‘Lampedusa Mon amour’
attualizzando ‘Le Supplici’ di
Eschilo
racconta il dramma di
un gruppo di uomini e donne che sopravvissuti a violenze e soprusi
una volta approdati sulle coste europee innalzano le bandiere
bianche e chiedono protezione, rifugio, accoglienza.
La
filosofia di fondo di questa esperienza e la scelta condivisa da
tutto il gruppo di lavoro è quella di non lavorare sull’argomento
specifico della tortura, ma su testi che valorizzano i
temi della democrazia, della solidarietà fra i popoli, della
promozione interculturale e dei diritti umani
In
occasione dello spettacolo verrà anche trasmesso il video realizzato
da Artigiani Digitali che raccoglie le testimonianze di
Andrea Camilleri e di Moni Ovadia sul tema della tortura
e sull’esperienza di questo laboratorio teatrale di riabilitazione.
Presenterà la serata Jean-Léonard
Touadi.
Per
ulteriori informazioni:
UFFICIO STAMPA CIR
Valeria Carlini tel.
06 69200114 int. 216