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APPROVATO IL “PROGRAMMA DI STOCCOLMA 2010-2014”

Commento del Direttore del CIR

4 gennaio 2010-  Dieci anni dopo le ormai storiche conclusioni del Consiglio Europeo straordinario di Tampere, lo scorso 11 dicembre lo stesso Consiglio Europeo ha approvato il “Programma di Stoccolma”. Su questa importante novità, di seguito riportiamo un ampio commento del Direttore del CIR Christopher Hein.

 

“Facendo seguito al Programma dell’Aja del dicembre 2004, il testo contiene la tabella di marcia per i prossimi 5 anni per tutti gli aspetti riguardanti l’area libertà, sicurezza e giustizia, che va dalla promozione dei diritti fondamentali alla politica europea sulla giustizia civile e penale, includendo i capitoli sull’immigrazione e sul diritto d’asilo.

Passaggi rilevanti per la protezione dei rifugiati si trovano comunque non solo in tali capitoli, ma anche sotto le rubriche dei diritti del fanciullo, dei gruppi vulnerabili, della cooperazione con paesi terzi e della gestione delle frontiere esterne.

Come priorità politica, il Consiglio Europeo si focalizza sugli “interessi e i bisogni dei cittadini”.

Dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona viene annunciato l’adesione dell’Unione  europea – che con tale Trattato assume personalità giuridica propria- alla Convenzione Europea sui diritti umani, colmando un così una lacuna.     

Per quanto riguarda l’accesso al territorio europeo e alla protezione, il Programma si limita alla ripetizione di ciò che è stato già affermato nel Patto per una politica europea sull’immigrazione e l’asilo del dicembre 2008: “il rafforzamento dei controlli alle frontiere non dovrà ostacolare l’accesso ai sistemi di protezione delle persone che ne hanno diritto”. Niente viene detto su come tali persone – ovvero richiedenti asilo e rifugiati- possano entrare regolarmente nel territorio dell’Unione. E’ comunque da sottolineare che verrà data priorità ai bisogni dei minori non accompagnati e ad altri gruppi di persone in situazione di vulnerabilità.

Nel testo del Programma si trovano varie pagine sulle modalità di controllo alle frontiere e del ruolo di Frontex-Agenzia comunitaria di coordinamento delle frontiere esterne, quando invece la questione dell’accesso alla protezione internazionale viene “risolta” nell’unica frase sopra citata.

Anche nel capitolo riguardante la politica dei visti non c’è alcuna menzione della possibilità di rilasciare visti per motivi di protezione.

Le tragedie in mare durante i viaggi verso l’Europa vengono menzionate per la prima volta in un documento del Consiglio Europeo. Tuttavia, la riposta si esaurisce con la seguente frase: “quando sfortunatamente succedono queste situazioni tragiche, si dovrebbero esplorare modalità migliori per registrare e, quando possibile, per identificare i migranti nel tentativo di arrivare nell’Unione europea”.

Considerando il fatto che il Trattato di Lisbona non conferisce competenze legislative sull’ingresso di migranti per motivi di lavoro, lasciando questa materia cruciale integralmente alla competenza dei singoli Stati Membri, il rispettivo capitolo del Programma si limita ad alcuni aspetti relativi all’immigrazione che non affrontano la materia degli ingressi: aspetti che vanno dalle rimesse al dialogo con le comunità di migranti, a sistemi di formazione e informazione nei paesi di origine.

Viene comunque suggerita una eventuale revisione della Direttiva sul ricongiungimento familiare.

Più incisivo è il capitolo sull’asilo, considerando che in questa materia esiste già nel Trattato di Amsterdam del 1997 una precisa competenza legislativa dell’Unione europea.

Il Programma di Stoccolma si focalizza sulla costruzione del Sistema Comune Europeo di Asilo-CEAS, anche con l’obiettivo di arrivare ad un livello equivalente in tutti gli Stati Membri per quanto riguarda l’accoglienza, le procedure e la determinazione dello status, riconoscendo allo stesso tempo che ancora esistono tra i vari Stati notevoli differenze di standard e di trattamento.

Come punto di partenza del CEAS, il Programma ripete le stesse parole delle conclusioni di Tampere: “la piena e inclusiva applicazione della Convenzione di Ginevra sui rifugiati”. Viene annunciata anche l’adesione dell’Unione europea come tale a questa Convenzione.

Per la costruzione del CEAS, particolare importanza viene data all’istituzione dell’Ufficio Europeo di Supporto all’Asilo, che avrà dal 2010 sede a Malta. Questo Ufficio avrà anche un ruolo centrale per coordinare le misure di “capacity building”, nonché nell’attuazione di programmi volontari di  condivisione di responsabilità tra gli Stati Membri, ovvero, come già succede nel caso di Malta, di ricollocare gruppi di rifugiati da uno Stato Membro che si trova sotto particolari  pressioni verso un altro Stato Membro.

Sviluppando il Programma dell’Aja, il testo di Stoccolma mette enfasi sulla dimensione esterna dell’asilo, ovvero il partenariato e la cooperazione con paesi terzi che ospitano numeri maggiori di rifugiati.

In cooperazione con l’UNHCR, con altri attori e con il coinvolgimento dell’Ufficio Europeo di Supporto all’Asilo, dovranno essere sviluppati strumenti di solidarietà con paesi terzi, vista la loro capacità di gestione dei flussi migratori e di affrontare situazioni con rifugiati di lungo periodo.

In questo contesto, il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione vengono invitati ad incoraggiare la partecipazione a programmi europei di reinsediamento di rifugiati e di aumentare il numero di rifugiati beneficiari di tali programmi, che comunque continueranno ad essere attuati su base volontaria, quindi senza alcun obbligo formale nei confronti dell’Unione europea.

Infine, la Commissione europea “viene invitata ad identificare modi di più incisivo supporto all’UNHCR, nonché ad esplorare, in questo contesto e quando appropriato, nuovi approcci sull’accesso alle procedure d’asilo, dando priorità ai principali paesi di transito, anche attraverso programmi di protezione per gruppi particolari e per determinate procedure per l’esame delle domande d’asilo, programmi nei quali gli Stati Membri possono partecipare su base volontaria”.    

            

 (a cura di Luca C. Zingoni)