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‘PACCHETTO
SICUREZZA 2’, NON PASSA EMENDAMENTO CHE INTRODUCEVA IL REATO DI
TORTURA NEL NOSTRO CODICE PENALE
6 Febbraio
2009- Ieri il Senato, durante le votazioni riguardanti il cd
“Pacchetto sicurezza 2” ha respinto per appena 6 voti (123 sì,129
no, 15 astenuti su 268 votanti) l'emendamento sostenuto dalla
sen.Poretti e dal sen. Perduca insieme ad altri 70 senatori di
opposizione e maggioranza per l'introduzione del reato di tortura
nel nostro codice penale. Questo voto condanna ancora una volta
l'Italia di fronte al contesto internazionale per il non adempimento
degli impegni sottoscritti e ratificati più di 20 anni fa con
l'adesione alla Convenzione ONU contro la tortura e i trattamenti
inumani e degradanti.
Il CIR,che in
questi anni ha lanciato campagne e petizioni per raggiungere questo
obiettivo, continuerà a impegnarsi affinchè il Parlamento avvii al
più presto l'iter dei disegni di legge depositati in entrambi i rami
del Parlamento,per il riconoscimento e la comprensione della tortura
quale reato punito dallo Stato.
La Convenzione
ONU approvata dall'Assemblea generale dell’ONU il 10 dicembre 1984 e
ratificata dall'Italia ai sensi della legge 3 novembre
1988,n.498,all'art.1 definisce il crimine della tortura e all'art.4
prevede che ogni Stato parte,vigili affinchè tutti gli atti di
tortura vengano considerati quali trasgressioni nei confronti del
proprio diritto penale. Nasce così un obbligo giuridico
internazionale ad oggi inadempiuto dal nostro Paese.
L'introduzione
del reato di tortura nel codice penale italiano è stata del resto
ripetutamente sollecitata sia dal Comitato sui diritti umani,
istituito dal Patto sui diritti civili e politici sia dal Comitato
istituito dalla stessa Convenzione sulla tortura, che nell'esame dei
vari rapporti periodici sull'Italia ha sottolineato l'improrogabile
necessità di supplire a questa lacuna normativa.
Ricordiamo che
il nuovo Presidente degli Stati Uniti Obama, appena insediato, ha
ripudiato ogni forma di tortura e proclamato il rispetto rigoroso
delle convenzioni internazionali.
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