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LE
ORGANIZZAZIONI UMANITARIE E DI TUTELA DEI RIFUGIATI CHIEDONO
SPIEGAZIONI URGENTI AL GOVERNO ITALIANO SULLA VICENDA DEI 227
MIGRANTI AVVISTATI AL LARGO DI LAMPEDUSA E CONDOTTI IN LIBIA
7 maggio 2009- Gli
enti di tutela dei rifugiati riuniti nel Tavolo Asilo -Amnesty
International Italia, Arci, Asgi, Centro Astalli, Consiglio Italiano
Rifugiati - CIR, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia,
Medici Senza Frontiere e Save the Children- chiedono spiegazioni
urgenti al governo italiano e al ministro dell’Interno su quanto
accaduto stanotte nelle acque del Mediterraneo e pretendono
informazioni sulla sorte dei 227 migranti che, secondo comunicazioni
del Viminale, sono stati “avvistati al largo di Lampedusa e
ricondotti in Libia”, con un’operazione senza precedenti, annunciata
con toni esultanti ma che lascia allibiti per le sue modalità e
possibili conseguenze.
Le organizzazioni del Tavolo Asilo e
la società civile non dispongono al momento di notizie certe sulla
nazionalità, sull’età, sulle condizioni di salute e sui motivi per
cui le 227 persone ricondotte in Libia tentavano l’accesso in Europa
e non sono quindi in condizioni di escludere che si trattasse di
richiedenti asilo in fuga da guerre e persecuzioni, come la maggior
parte di coloro arrivati a Lampedusa nell’ultimo anno.
Le modalità alla base
dell’operazione, svolta in aperta violazione delle norme che
tutelano i richiedenti asilo dal refoulement (art. 33 della
Convenzione di Ginevra e art. 3 della Convenzione europea dei
diritti umani) non sono note. Anche dopo la firma e la frettolosa
ratifica dell’accordo quadro tra Italia e Libia da parte del
Parlamento, lo scorso febbraio, la gran parte dei contenuti
concreti delle intese tra i due paesi in materia di immigrazione
resta inaccessibile alla società civile, nonostante le ripetute
richieste di trasparenza da parte degli organismi internazionali.
Per lungo tempo, senza
ricevere mai alcuna risposta, le organizzazioni firmatarie hanno
chiesto alle autorità italiane cosa sarebbe accaduto ai diritti e
alle stesse vite delle persone fermate in mare e rinviate in Libia
sulla base dell’accordo tra Roma e Tripoli. La Libia non ha una
procedura di asilo e non ha sinora offerto alcuna garanzia di
protezione. L’operazione svolta questa notte da unità navali
Italiane, senza consentire l’accesso al territorio Italiano e alla
procedura d’asilo alle 227 persone coinvolte, pone dunque
interrogativi drammatici.
Le organizzazioni del
Tavolo Asilo ritengono le autorità Italiane responsabili delle
operazioni svolte nella notte e delle loro conseguenze per i diritti
umani delle 227 persone che, secondo le ultime scarne notizie
disponibili si troverebbero a Tripoli. Pertanto, allarmate e
rattristate, chiedono alle autorità italiane di assumersi le proprie
responsabilità per far sì che simili situazioni non si ripetano e di
fornire al più presto notizie precise sugli interrogativi aperti.
FINE DEL
COMUNICATO
Roma, 7 maggio 2009
Firmatari:
Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Centro Astalli, Consiglio
Italiano Rifugiati - Cir, Federazione delle Chiese Evangeliche in
Italia, Medici Senza Frontiere e Save the Children
Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia -
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