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ITALIA, ALLARME DI AMNESTY INTERNATIONAL PER DIRITTO D’ASILO E REATO DI TORTURA 

 

ROMA, 28 maggio 2008 – Preoccupazione di Amnesty International  per i recenti provvedimenti del Governo e sul Disegno di legge che introduce il reato di immigrazione clandestina.  “Nel nuovo contesto normativo – ha spiegato Daniela Carboni, direttrice dell'Ufficio campagne e ricerca della Sezione italiana di Amnesty International, in occasione della presentazione del Rapporto 2008 sulla situazione dei diritti umani nel mondo -  i richiedenti asilo che fuggono da persecuzioni e tortura potrebbero essere accolti in Italia con un’incriminazione per ingresso irregolare – espressamente esclusa dalla Convenzione di Ginevra sullo status dei rifugiati – e con 18 mesi di detenzione in un CPT per il solo fatto di aver messo piede nel nostro paese. Una misura che, secondo gli standard internazionali, dovrebbe essere residuale ed eccezionale. Amnesty International è estremamente allarmata sia per il contenuto di queste misure, sia per le modalità affrettate e propagandistiche della loro emanazione e per il clima di discriminazione che le ha precedute e che le accompagna”.

L’Italia poi – ha ricordato Amnesty International - non ha una legge specifica sul diritto d’asilo in linea con la Convenzione Onu sullo status dei rifugiati.

Amnesty rileva anche altre lacune nella legislazione italiana, come il mancato recepimento nella sua interezza della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura: l'Italia è priva di uno specifico reato di tortura nel codice penale e ciò comporta delle ricadute sulla possibilità che le forze di polizia rispondano di eventuali abusi. A ciò si aggiunge la mancanza di forme di identificazione dei singoli agenti di polizia durante le operazioni di ordine pubblico, e l'assenza di organismi indipendenti di monitoraggio.