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Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Presentata l’indagine nazionale “Minori stranieri non accompagnati”, il secondo Rapporto ANCI 2007 promosso dal Dipartimento Immigrazione, che ha coinvolto 5328 realtà, circa il 70% dei Comuni italiani.

Tratto dal sito www.anci.it:

“Circa 1110 Comuni ha dichiarato di aver preso in carico minori non accompagnati attivando un servizio, una risorsa, un'attività di orientamento, un intervento di tutela o un progetto di accoglienza negli ultimi tre anni, per un totale di 6629 minori nell’anno 2004, 7593 nel 2005 e 7870 nel 2006. Il fenomeno ha registrato pertanto un aumento del 19% nel triennio preso in esame.

A prendere in carico i minori non accompagnati sono principalmente le città con più di 100mila abitanti (60% nel 2006) e le città medie, che nel tempo hanno visto crescere la presenza sul loro territorio (passando dal 23% nel 2004 al 30% nel 2006). Le Regioni che segnalano il più alto numero di minori presi in carico sono il Lazio, l’Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia, dove, nel 2006, si concentra più della metà dei minori (54,5%). Passando ad analizzare i dati riferiti ai minori non accompagnati entrati in strutture di prima/pronta accoglienza, l’indagine rileva anche in questo caso un forte incremento: 4930 nel 2004, 6041 nel 2005 e 6102 nel 2006.

Nel triennio considerato il Lazio, l’Emilia-Romagna e la Lombardia hanno accolto in prima accoglienza tra il 57 e il 59% del totale dei minori stranieri non accompagnati, con variazioni significative in alcune Regioni, tra cui spicca il caso della Sicilia, che vede un incremento di +151%.

Con riferimento alla dimensione delle città, dall’indagine emerge che nel 2006 il 75% dei minori accolti si concentra nelle città con più di 100mila abitanti, mentre nelle città tra i 15mila e i 100mila abitanti il numero raddoppia nel corso del triennio, registrando una variazione relativa del 76%. Realtà in aumento anche nei piccoli Comuni (da 5mila a 15mila abitanti), dove si registra un incremento del 62% tra il 2004 e il 2006.

Il passaggio successivo alla prima accoglienza è quello della seconda accoglienza, rispetto alla quale si registra un aumento significativo di presenze nel triennio considerato, passando dai 2631 del 2004 ai 3515 minori accolti in seconda accoglienza nel 2006.

La variazione in aumento del fenomeno interessa principalmente le città medie (tra i 15 e i 100mila abitanti) le quali vedono raddoppiare, in soli tre anni, il numero dei minori inseriti in strutture, passando ad accogliere dal 22% del totale dei minori nel 2004 al 34% nel 2006 registrando una variazione del +105%. Quasi il 65% del totale dei minori accolti in strutture di seconda accoglienza si trova in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte; nel triennio l’aumento più significativo è stato registrato al Sud (+134%) e al Nord-ovest (+42%).

Dalla ricerca emerge anche un altro dato fortemente preoccupante: su 3515 minori accolti in seconda accoglienza solo il 40,7% risulta in possesso di un titolo di soggiorno, di cui il 32,5% per minore età e l’8,3% per affidamento. Il 59,3% del totale dei minori accolti in seconda accoglienza non risulta in possesso di nessuna tipologia di permesso. Puglia, Toscana, e Marche sono le Regioni nelle quali ritroviamo circa 7/8 minori su 10 titolari di un permesso di soggiorno, seguite da Piemonte, Trentino, Liguria e Friuli dove il rapporto è di 6/7 su 10. In Emilia-Romagna, il 44% dei minori accolti è in possesso di un permesso di soggiorno, in Veneto il 33%, mentre in Lombardia solo il 14%, in Sicilia ancora meno del 9% e in Lazio e Campania, addirittura, poco più dell’1%.

Il Rapporto ANCI è stato certamente utile anche per evidenziare alcune linee di intervento: è necessario implementare il lavoro di “aggancio” dei minori attraverso il sostegno, il rafforzamento e l’ampliamento dei servizi di prima accoglienza per prevenire l’imponente numero di minori che fugge e/o si rende irreperibile; per la buona riuscita del progetto risulta essenziale l’avvio di procedure più rapide e omogenee sull’intero territorio nazionale di rilascio del permesso di soggiorno dal momento in cui il 60% dei minori accolti in seconda accoglienza ne è sprovvisto; emerge la necessità di rafforzare e formalizzare i rapporti inter-istituzionali tra i soggetti, così come quella prioritaria di garantire agli Enti locali adeguate risorse economiche da destinare agli interventi e l’adeguamento in termini di strutture, potenziando il numero dei posti disponibili deputati all’accoglienza dei minori non accompagnati”. (fr)