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Articolo del 08/03/2007

Registrata alla Corte dei Conti la direttiva del Ministro Amato sui minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo

Per il sottosegretario Lucidi, individuati percorsi e luoghi di aiuto che favoriranno tempi di intervento più rapidi

 

Registrata questa mattina dalla Corte dei Conti la direttiva che rafforza la presa in carico da parte delle istituzioni dei minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo. Il Ministro dell´Interno, Giuliano Amato e il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, hanno firmato il testo il 15 dicembre scorso.

La direttiva, automaticamente in vigore, «favorisce la presentazione della richiesta d´asilo e riduce i tempi d´attesa -  per il suo affidamento ad un servizio appositamente dedicato - dall´arrivo del minore in Italia fino alla consegna della sua domanda d´asilo da parte del tutore», spiega il sottosegretario all´Interno Marcella Lucidi con delega all´Immigrazione. «Obiettivo: evitare che il ragazzo scappi e finisca nella rete dello sfruttamento senza alcuna tutela giuridica ma, soprattutto, che diventi un invisibile».

La direttiva stabilisce che, all´arrivo in frontiera, il minore, dopo la presa in carico del giudice tutelare, sia subito affidato al Sistema Nazionale di Protezione per Richiedenti Asilo e non ad una struttura qualsiasi come finora è accaduto.
Il Sistema di Protezione, infatti, oltre ad avere una quota di posti che ogni anno vengono destinati alle categorie vulnerabili, ha competenza e formazione per seguire il minore aiutandolo nella difficile fase di inserimento in un contesto culturale nuovo e diverso.

«Inoltre - aggiunge il sottosegretario - è stabilito all´art. 1 che al momento dell´arrivo siano subito date al minore tutte le informazioni necessarie sui suoi diritti e le opportunità legali esistenti. Basta solo che manifesti la volontà di chiedere asilo per far partire la procedura».

Finora il minore straniero non accompagnato, anche se richiedente asilo, veniva affidato dalla Questura all´ente locale, in attesa che gli venisse nominato un tutore. In principio era accolto, quindi, in un servizio genericamente individuato in base alla disponibilità sul territorio e solo in un secondo momento era inserito nel Sistema di protezione nazionale. 

«E´ questa una fase delicata perchè, - spiega il sottosegretario all´Interno Marcella Lucidi - in attesa che venga nominato un tutore dal giudice tutelare e che il ragazzo sia assegnato ad una struttura del Servizio di Protezione Nazionale, possono passare anche diversi mesi. Un arco di tempo in cui spesso si verifica che il minore scappi e faccia perdere le sue tracce. Non bisogna dimenticare che i minori stranieri non accompagnati sono tre volte vulnerabili: perché minori, stranieri e soli – questo il commento in chiusura sulla direttiva del sottosegretario Lucidi. Mentre le prime due sono condizioni oggettive su cui non si può intervenire, la terza richiede tutta la nostra attenzione. La direttiva contribuisce – conclude – ad individuare percorsi e luoghi di aiuto ai minori stranieri, assicurando che i tempi di intervento in loro favore siano rapidi per fornirgli, così, la tutela di cui hanno bisogno».

Tratto dal sito del Ministero dell’Interno: www.interno.it