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Registrata questa mattina dalla Corte dei Conti la
direttiva che rafforza la presa in carico da parte delle
istituzioni dei minori stranieri non accompagnati
richiedenti asilo. Il Ministro dell´Interno, Giuliano
Amato e il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella,
hanno firmato il testo il 15 dicembre scorso.
La direttiva, automaticamente in vigore, «favorisce la
presentazione della richiesta d´asilo e riduce i tempi
d´attesa - per il suo affidamento ad un servizio
appositamente dedicato - dall´arrivo del minore in
Italia fino alla consegna della sua domanda d´asilo da
parte del tutore», spiega il sottosegretario all´Interno
Marcella Lucidi con delega all´Immigrazione. «Obiettivo:
evitare che il ragazzo scappi e finisca nella rete dello
sfruttamento senza alcuna tutela giuridica ma,
soprattutto, che diventi un invisibile».
La direttiva stabilisce che, all´arrivo in frontiera, il
minore, dopo la presa in carico del giudice tutelare,
sia subito affidato al Sistema Nazionale di Protezione
per Richiedenti Asilo e non ad una struttura qualsiasi
come finora è accaduto.
Il Sistema di Protezione, infatti, oltre ad avere una
quota di posti che ogni anno vengono destinati alle
categorie vulnerabili, ha competenza e formazione per
seguire il minore aiutandolo nella difficile fase di
inserimento in un contesto culturale nuovo e diverso.
«Inoltre - aggiunge il sottosegretario - è stabilito
all´art. 1 che al momento dell´arrivo siano subito date
al minore tutte le informazioni necessarie sui suoi
diritti e le opportunità legali esistenti. Basta solo
che manifesti la volontà di chiedere asilo per far
partire la procedura».
Finora il minore straniero non accompagnato, anche se
richiedente asilo, veniva affidato dalla Questura
all´ente locale, in attesa che gli venisse nominato un
tutore. In principio era accolto, quindi, in un servizio
genericamente individuato in base alla disponibilità sul
territorio e solo in un secondo momento era inserito nel
Sistema di protezione nazionale.
«E´ questa una fase delicata perchè, - spiega il
sottosegretario all´Interno Marcella Lucidi - in attesa
che venga nominato un tutore dal giudice tutelare e che
il ragazzo sia assegnato ad una struttura del Servizio
di Protezione Nazionale, possono passare anche diversi
mesi. Un arco di tempo in cui spesso si verifica che il
minore scappi e faccia perdere le sue tracce. Non
bisogna dimenticare che i minori stranieri non
accompagnati sono tre volte vulnerabili: perché minori,
stranieri e soli – questo il commento in chiusura sulla
direttiva del sottosegretario Lucidi. Mentre le prime
due sono condizioni oggettive su cui non si può
intervenire, la terza richiede tutta la nostra
attenzione. La direttiva contribuisce – conclude – ad
individuare percorsi e luoghi di aiuto ai minori
stranieri, assicurando che i tempi di intervento in loro
favore siano rapidi per fornirgli, così, la tutela di
cui hanno bisogno».
Tratto dal sito del Ministero dell’Interno:
www.interno.it |