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Da “Avvenire”:
profughi nordafricani in Italia: a 7 su 10 sarà negato il permesso
di soggiorno
20 gennaio 2012- Al
70% dei 62mila profughi giunti dal Nord Africa nel 2011 l’Italia non
concederà il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Ben 28mila
di questi sono subsariani, il diniego è dovuto dal fatto che non
sono fuggiti da persecuzioni né originari di Paesi in conflitto.
Erano infatti
lavoratori magari in nero a Tripoli e dintorni e sono fuggiti da una
guerra che non li riguardava. Al governo, che sabato incontrerà il
nuovo governo libico, Christopher Hein direttore del Consiglio
Italiano per i Rifugiati (CIR), ha chiesto mercoledì a Milano
durante un convegno al Pirellone sui 60 anni della Convenzione di
Ginevra, di concedere una protezione umanitaria di 6 mesi durante i
quali ciascuno possa scegliere tra rimpatrio volontario, rientro in
Libia per chi è stato costretto a salire sui barconi dai militari di
Gheddafi che inviavano “bombe umane” o permanenza in Italia. E’la
stessa protezione umanitaria concessa ai tunisini sbarcati prima del
5 aprile 2011. “Non ha senso consigliare il ricorso in caso di
diniego della domanda d’asilo – ha aggiunto Hein – allo Stato
costerebbe meno avviare progetti di rientro che non sopportare tutte
queste cause giudiziarie”. L’assessore regionale alle politiche
sociali Boscagli ha poi confermato che la Lombardia ha accolto
finora 3.600 profughi. Uno su cinque è ospite in strutture delle
Caritas lombarde. “L’emergenza ha messo in luce le difficoltà che
già esistevano nell’accoglienza – ha spiegato don Roberto D’Avanzo,
direttore di Caritas ambrosiana – e i profughi dal Nord Africa,
proprio perché in attesa di asilo politico, per legge non possono
lavorare. Stiamo creando una forma di assistenzialismo che
sconcerta”.
Di Paolo Lambruschi,
Avvenire
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