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PROGETTO VI-TO.- INCONTRO CON ANDREA CAMILLERI

 

24 luglio 2009- Lo scorso 16 Giugno Andrea Camilleri ha visitato il laboratorio di riabilitazione psicosociale del progetto (del CIR) Vi.To. - Accoglienza e cura delle vittime di tortura, che si tiene con incontri regolari presso un barcone ormeggiato sul Tevere. Lì ha incontrato e si è intrattenuto  con i partecipanti al laboratorio, richiedenti asilo e rifugiati sopravvissuti ad esperienze di tortura. All’incontro erano presenti la coordinatrice del progetto Vi.To. Fiorella Rathaus, gli operatori e i registi  Nube Sandoval & Bernardo Rey.  Il maestro Camilleri ha  parlato di tortura, di integrazione, di respingimenti, della magia del  teatro. Riportiamo di seguito alcuni dei più significativi passi di questo speciale incontro.  

 

Andrea Camilleri:

(…)“La tortura è una storia vecchia, una storia vecchia quanto l’uomo.

Ci abbiamo messo milioni di anni per riuscire a raggiungere una civiltà, una civiltà di rapporti, anche tra nemici, anche tra avversari.

E tutto questo viene annullato in un attimo”.

 

(…) “Ho imparato a scuola, leggendo il nostro maggiore scrittore italiano, Alessandro Manzoni, che alla fine dei “Promessi Sposi” inserì “Storia della colonna infame”, di poche pagine, dove c’è il risultato che si ottiene torturando delle persone, fino al punto da far dire ad una di queste, per far finalmente finire la tortura, “ditemi cosa volete che io vi dica”.  

Quindi la tortura non è mai una strada per la verità, ma è sempre una via per la menzogna attraverso l’avvilimento totale dell’individuo torturato.

E’ l’espressione peggiore dell’uomo”.

 

(…) “Questa vostra (il laboratorio del progetto “VI.TO.”) è una strada giusta, perché significa non elaborare e cercare di superare la propria esperienza da soli, nel chiuso di una stanza, che altrimenti diventa impossibile, ma traendo forza e conforto dalla stessa medesima esperienza subita dagli altri.

Un uomo solo è sempre un uomo debole.

Tanti uomini messi insieme fanno un uomo forte”.

 

(…) “Anche a  noi seduti da quest’altra parte può succedere lo stesso in qualsiasi momento. Quindi non si tratta solo di esorcizzare, ma anche di prevenire che questo accada.

Sembra follia dirlo, sembra detto da un vecchio pessimista ma l’Olocausto si può ripetere in qualsiasi momento in un mondo così instabile, dove la realtà, la loro realtà, viene costantemente rifiutata e non voluta vedere”.   

 

(…)”Alcuni anni fa ho fatto delle esperienze  di teatro.  Ho messo in scena con “Sei personaggi in cerca d’autore” con attori italiani, russi ed inglesi. Ebbene, si sono perfettamente integrati tra di loro, recitando ognuno nella sua lingua senza problemi.

Il teatro -  questa immediata comunione che si crea tra il pubblico e coloro che agiscono – è una trasmissione prima ancora che di parole, di sentimenti e questo lo avverti anche se non capisci le parole.

Per questo dico che il teatro è veramente la forma primaria di comunicazione, interrelazione e conoscenza”.

 

(…) “Il teatro  è questa realtà immensa di comunicazione.

Una volta, quando era  funzionario della RAI mi dissero: ‘Questo teatro non lo segue più nessuno, è così ripetitivo…’. Io risposi: ‘Anche fare l’amore è ripetitivo, eppure piace sempre. In fondo fai sempre le stesse cose…’.      

 

Dall’incontro è stato tratto un video (realizzato da Artigiani Digitali), trasmesso lo scorso 26 giugno, Giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura, al Teatro India di Roma, prima dello spettacolo teatrale “Voci di Babele”, diretto da Nube Sandoval & Bernardo Rey.  

 

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