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CASSAZIONE, NO PENE
INASPRITE PER MIGRANTI IRREGOLARI
1 maggio 2011-
Riportiamo una nota ANSA del 27 aprile che riporta e spiega una
importante sentenza della Cassazione: ‘Non si applica agli stranieri
extracomunitari che vivono in Italia senza il permesso di soggiorno
la norma introdotta nel pacchetto sicurezza del 2009 che inasprisce
con l'arresto fino ad un anno e l'ammenda fino a duemila euro, la
mancata esibizione agli agenti di pubblica sicurezza del documento
di identita' e del documento che attesta la regolare presenza nel
territorio italiano.
Lo hanno deciso le
sezioni unite penali della Cassazione nella sentenza 16453
depositata oggi che ha 'picconato' l'articolo 6, comma 3, del
decreto legislativo 286 del 1998 a seguito delle modificazioni
introdotte dall'articolo 1, comma 22, lettera 'h' della legge 94 del
2009.
IMMIGRAZIONE:
CASSAZIONE, NO PENE INASPRITE PER IRREGOLARI (2)
(ANSA) - ROMA, 27 APR
- Secondo i Supremi giudici, il
legislatore con
l'inasprimento delle pene introdotte dal pacchetto sicurezza ha
inteso perseguire ''il diffuso fenomeno dell'uso di documenti di
soggiorno falsi o contraffatti'', tanto e' vero che le recenti
modifiche normative estendono ''la pena della reclusione da uno a
sei anni anche all'utilizzazione di uno dei documenti, contraffatti
o alterati, relativi
all'ingresso di
soggiorno''. Nelle pene piu' dure, in sostanza, non puo' incappare
lo straniero irregolare che ''in quanto irregolarmente presente nel
territorio dello Stato, non puo', per cio' stesso, essere titolare
di permesso di soggiorno''. Occorre dunque prendere atto - spiegano
le sezioni unite, per mano del consigliere relatore Francesco
Ippolito - ''che e' intervenuta una modificazione legislativa che ha
escluso dall'ambito della fattispecie incriminatrice la condotta
dello straniero irregolare, con conseguente 'abolitio criminis' per
gli stranieri in posizione irregolare''. Questo non significa,
spiega la sentenza, che i clandestini ''siano sciolti dai vincoli
connessi al dovere di farsi identificare, a richiesta anche di
ufficiali e agenti di pubblica sicurezza'' in quanto a tutti gli
stranieri, regolari e non, si applica la norma che 'consente di
sottoporre a rilievi fotodattiloscopici e
segnaletici lo
straniero nel caso che vi sia motivo di dubitare della sua identita'
personale''.
Secondo la Cassazione
il legislatore ''ha introdotto un 'doppio binario', sanzionando gli
stranieri regolarmente soggiornanti per la mancata esibizione dei
documenti con la pena inasprita, e gli stranieri in posizione
irregolare con un crescendo sanzionatorio-repressivo... sempre
finalizzata all'espulsione dal territorio nazionale nel piu' breve
tempo
possibile, obiettivo
che rischierebbe di essere compromesso dai tempi processuali di
accertamento e di eventuale esecuzione di pena per il reato della
mancata esibizione del documento di identita' e del permesso di
soggiorno'' per il quale, fanno notare i Supremi giudici, ''non sono
previsti i meccanismi facilitatori dell'espulsione''. Dopo aver
fatto una rassegna dei lavori parlamentari che hanno portato al varo
del pacchetto sicurezza 2009, la Cassazione e' giunta alla
conclusione che 'al legislatore, in effetti, interessa poco la
sanzione penali per gli stranieri che sono entrati o soggiornano
illegalmente nello Stato; interessa piuttosto attivare il meccanismo
rapido volto all'espulsione''.
Con questo verdetto le
sezioni unite hanno respinto il ricorso con il quale la procura del
tribunale di Pordenone chiedeva l'applicazione delle pene inasprite
nei confronti di un
moldavo sprovvisto di
permesso di soggiorno e di ogni documento di identificazione nei
confronti del quale, invece, era stato dichiarato il ''non luogo a
procedere perche' il fatto non e'previsto dalla legge come reato''
dal Gup di Pordenone. Era stato proprio il Gup a sostenere, come
adesso fa anche la Cassazione, che l'inasprimento del pacchetto
sicurezza si applica solo ai 'regolari' in quanto gli 'irregolari'
non possono essere in possesso, e quindi non potrebbero mai esibire,
di permesso di soggiorno. (ANSA).
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