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MILANO, PROFUGHI DEL NORD AFRICA. IL COMUNE INAUGURA UN NUOVO MODELLO DI GESTIONE DELL’ACCOGLIENZA. APRE IL CENTRO DI VIA BARZAGHI

 

11 agosto 2011 – Riportiamo comunicato del comune di Milano: Cambio di strategia nelle politiche di accoglienza dei profughi provenienti dal Nord Africa. D’ora in avanti sarà  il Comune anzichè la Prefettura,  in particolare l’Assessorato alle Politiche sociali e Servizi per la Salute, a coordinare e garantire gli interventi di assistenza a Milano.

 

Una novità  a livello nazionale: la città  sperimenta un modello di gestione che ci auguriamo possa permettere di risparmiare tempo e  risorse, assicurando prestazioni adeguate e di livello a tutte le persone accolte. Tutto questo è possibile grazie a un accordo raggiunto nelle scorse settimane con la Prefettura. “Vogliamo uscire dalla logica dell’emergenza - spiega l’assessore Politiche sociali e Servizi per la Salute Pierfrancesco Majorino - con cui è stato affrontato finora l’arrivo dei profughi. Milano ha la possibilità  di accogliere queste persone con serenità  e senso di responsabilità, rispettando la nostra Costituzione, la Convenzione di Ginevra e la normativa italiana in materia di richiedenti asilo. Una adeguata assistenza, peraltro, è il modo migliore per evitare situazioni di tensione come accaduto nel Sud Italia. Il Comune s’impegna a garantire un sistema omogeneo di servizi sin dalla prima accoglienza, a differenza di quanto successo fino ad ora”.
Per questo motivo l’assessorato verificherà  direttamente che gli Enti convenzionati con il Comune offrano nel loro complesso non solo vitto e alloggio, ma tutti i servizi previsti dalla normativa vigente in materia di richiedenti asilo: controllo medico, sostegno psicologico, assistenza legale, mediazione linguistica per la prima fase di accoglienza; percorsi di inserimento sociale attraverso, per esempio, l’orientamento al lavoro e corsi di formazione per chi accede allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Il tutto a parità di costo rispetto al passato (46 euro giornalieri a persona stanziati dal Governo). Per rendere più¹ efficace l’azione del Comune, attraverso la collaborazione con l’assessorato alla Protezione Civile, è stato allestito un centro di prima accoglienza e orientamento per un numero massimo di 40 richiedenti asilo, presso la sede della Protezione Civile di via Barzaghi. L’ospitalità  in questa struttura non potrà  superare i 15 giorni nel corso dei quali operatori socio-sanitari, interpreti, medici, psicologi, mediatori linguistici, personale della Questura, garantiranno:   
- la prima audizione e la raccolta delle richieste di asilo; 
- l’identificazione e il rilascio del permesso di soggiorno provvisorio; 
- lo screening sanitario e la consegna della tessera sanitaria; 
- la verifica dei casi vulnerabili; 
- l’orientamento legale; 
-   informazioni sui servizi previsti e sul rimpatrio assistito. 

L’Accoglienza in questa fase sarà  supportata dalla struttura della Protezione Civile del Comune di Milano e dai Volontari del gruppo comunale: “Attivando così-?ha affermato l’assessore Marco Granelli - la professionalità  della Protezione Civile e la competente disponibilità  dei volontari che così¬ offriranno una prima risposta accogliente ed efficiente, degna di una città  moderna europea che si fa carico delle conseguenze della critica situazione internazionale nel mediterraneo e nel continente africano” .
Il centro consentirà  di velocizzare tutte le pratiche di riconoscimento perchè verranno svolte in un unico luogo, permettendo così¬ un risparmio notevole di tempo e di risorse. E’ stata inoltre istituita una commissione territoriale supplementare, composta da rappresentanti della Prefettura, della Questura, dell’?assessorato alle Politiche sociali e dall’ACNUR (l’Alto Commissariato   delle Nazioni Unite per i Rifugiati), con lo scopo di stabilire chi abbia i requisiti necessari per ottenere l’asilo politico. Il tutto nell’arco di circa un mese con molto anticipo rispetto a quanto accaduto sinora.

Sarà  possibile valutare le condizioni di ciascun ospite in modo da predisporre il loro trasferimento in altri luoghi di accoglienza ritenuti più¹ adatti al singolo caso. Per garantire la seconda fase di assistenza sono state individuate ulteriori strutture con disponibilità  di posti sufficienti ad accogliere le 100 persone attese sino al 20 settembre, a scaglioni di 20 la settimana.  In particolare sono la Cascina Monluà, gli appartamenti messi a disposizione dalle associazioni Arca e Aspi, la Casa di accoglienza di viale Ortles, strutture che si aggiungono a quelle utilizzate per  ospitare i 260 profughi arrivati a Milano nelle scorse settimane. Ognuna di queste garantirà  i servizi previsti dal sistema SPRAR che comprendono percorsi di inserimento sociale (all’8 agosto 2011 a Milano erano presenti 239 profughi). 
Sono invece 454 le persone oggi ospitate a Milano ed inserite nei circuiti ordinari di accoglienza dei richiedenti asilo. Le associazioni milanesi impegnate da tempo nella tutela dei richiedenti asilo saranno coinvolte attivamente nell’assistenza delle persone accolte. A loro verrà  affidato il compito di organizzare le attività  ricreative e socio-culturali proposte quotidianamente ai profughi.
Chi non avrà  ottenuto alcuna protezione internazionale, verrà  comunque seguito dal Comune attraverso il programma Rivan, che organizza i rimpatri assistiti. Ogni 15 giorni l’Assessorato alle Politiche Sociali e Servizi per la Salute, nel solco della politica di trasparenza che intende adottare, informerà  la città  sulla situazione degli arrivi e dell’assistenza ai profughi.

la lettera predisposta per i richiedenti asilo

la lista delle strutture si accoglienza

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