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Prima missione della Commissione sui centri di trattenimento a Lampedusa e Crotone

 

La Commissione sui centri di trattenimento, istituita formalmente dal Decreto del Ministro dell’Interno del 6 luglio 2006 ha concluso la sua prima missione a Lampedusa e Crotone il 22 luglio scorso.

Oltre al Presidente de Mistura e al Segretario della Commissione Falco, hanno partecipato il Prefetto Piscitelli - Pubblica Sicurezza; il Prefetto Prete – Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione; Pacini – Anci; Ngo Dinh – Caritas; Gulia –ACLI; Duprè – FCEI; Miraglia – ARCI; Schiavone – ASGI; Hein – CIR.
La Commissione ha deciso di pronunciarsi in modo dettagliato sulle visite soltanto a fine mandato nella relazione finale prevista per la fine di dicembre 2006 e di avanzare proposte e raccomandazioni solo in quella sede.
Tuttavia la Commissione vuole contribuire ad un immediato miglioramento delle condizioni di trattenimento in itinere, presentando alle autorità competenti, al termine di ogni visita, alcune proposte che possano essere accolte senza modificare la normativa oppure l’assetto generale del trattenimento.


Nei due giorni di visita a Lampedusa, 19 e 20 luglio, la Commissione ha constatato, da una parte, un netto miglioramento delle condizioni rispetto allo scorso anno, dall’altra ha notato alcuni aspetti preoccupanti. Il miglioramento si concretizza, primo nell’effettivo cambiamento della natura giuridica del Centro da CPT a “centro di primo soccorso e prima assistenza”. Questo comporta anche una permanenza media dei migranti di 48 ore nel centro, dal quale vengono poi tutti trasferiti in altri centri in Calabria, Puglia e Sicilia.
Dopo la fine di marzo 2006 non si sono più verificati casi di respingimento in Libia o misure di rimpatrio forzato in altri paesi. Di recente si è anche introdotta la possibilità di richiedere di verbalizzare le richieste di asilo (attraverso il cosiddetto modello C3) direttamente a Lampedusa. Fin qui, comunque, poco più di 200 persone hanno fatto uso di questa possibilità.
Il secondo aspetto positivo di rilievo è la presenza stabile di operatori UNHCR, OIM CRI.
L’operatore UNHCR distribuisce a tutti i nuovi arrivati un foglio informativo sulla procedura di asilo in 8 lingue e può avere colloqui con tutti. Terzo, l’istituzione di una sezione separata per donne e minori stranieri non accompagnati è certamente un passo importante. Quarto, le condizioni materiali del centro, tra l’abbattimento delle recinzioni di filo spinato interne, la mensa ecc., mostrano un evidente miglioramento. Tra gli aspetti che invece destano preoccupazione c’è il servizio medico sanitario; l’assenza di interpreti per alcune lingue importanti, il fatto che UNHCR e OIM non abbiano un regolare accesso alla parte residenziale del centro.
Durante la visita a Lampedusa ci sono stati incontri con il Prefetto di Agrigento, il Dirigente della Questura, i Comandanti della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri e della Marina Militare. Naturalmente la Commissione ha incontrato il gestore del centro (Misericordia) e le organizzazioni operative nel centro (UNHCR, OIM, CRI); MSF che presta servizio di pronto soccorso all’arrivo delle imbarcazioni nel porto.
La Commissione ha inoltre incontrato il Sindaco, il Responsabile della ASL e alcuni esponenti della società civile presenti sull’isola.
Nell’incontro con la stampa il 20 luglio, la Commissione ha voluto dare apprezzamento all’opera di soccorso in mare, che negli ultimi anni ha salvato la vita a molte migliaia di migranti. Inoltre, la Commissione ha voluto sottolineare gli aspetti importanti di miglioramento dando - allo stesso tempo – atto di preoccupazione ed annunciando – in quest’ultima materia – proposte immediate.




Per quanto concerne la visita nei centri di S.Anna di Crotone, nel territorio di Isola Capo Rizzuto, bisogna innanzitutto sottolineare che il CPT è una realtà numericamente ben meno importante (ha una capienza di 124 posti, attualmente però solo 62 a causa di lavori necessari dopo che alcune risse hanno provocato seri danni) rispetto ai centri di prima accoglienza (CPA) e ai centri di identificazione (CID) con una capienza complessiva di 1400 posti. Durante la visita erano presenti circa 1000 persone, di cui circa il 90% richiedenti asilo.
Si è notata una durata molto lunga della permanenza nel centro prima della verbalizzazione delle richieste di asilo e del colloquio con la Commissione Territoriale che opera nel CID.
Il CPA e il CID sono gestiti congiuntamente da vari enti che si occupano dei diversi aspetti: Misericordia, CRI, Caritas, Comune di Isola. Non c’è una direzione del centro oltre al coordinamento generale della Prefettura.
Il CIR, in convenzione con il Comune di Isola, presta opera di orientamento legale insieme ad operatori Caritas.
Nell’incontro stampa a Crotone, il 22 luglio, la Commissione ha voluto innanzitutto dare atto agli aspetti di criticità del centro S. Anna annunciando, anche in questo caso, proposte concrete che in questi giorni saranno fatte per un immediato miglioramento di alcune condizioni.
La Commissione ha comunque ricordato che il suo mandato, in ultima istanza, non è l’elaborazione di proposte per il “miglioramento” dei centri, bensì per il loro “superamento”.
Anche a Crotone la Commissione ha incontrato oltre la Prefettura, la Questura, la ASL e gli Enti gestori, anche i sindaci di Isola e Crotone, nonché le associazioni del territorio che non operano nel centro ed al quale, fin qui, non hanno avuto nemmeno accesso, come ad esempio l’ARCI.

La Commissione continuerà le sue visite ai centri di trattenimento nella prima parte del mese di settembre.