STOP AI
RESPINGIMENTI
VERSO LA GRECIA
Il Consiglio Italiano per i
Rifugiati chiede che nessun
richiedente asilo venga più
rimandato in Grecia. In questo
appello il CIR si unisce a quello
lanciato oggi dall'ECRE, un network
europeo di 63 organizzazioni in 27
paesi diversi, rivolto a tutti gli
Stati Membri dell'Unione e alla
Commissione Europea affinché siano
sospesi immediatamente i
trasferimenti di rifugiati verso la
Grecia.
E' ormai evidente che la Grecia non
è una terra d'asilo. Diversi
rapporti in questi ultimi mesi,
elaborati da organizzazioni
internazionali e da parlamentari
europei, denunciano gravi violazioni
dei diritti dei rifugiati.
Maltrattamenti fisici e psichici,
respingimenti, deportazioni e
detenzioni sono prassi quotidiane.
Perfino i minori vengono sottoposti
al regime di detenzione che si
applica indistintamente a tutti gli
stranieri.
Inoltre, la percentuale di
riconoscimenti dello status di
rifugiato in Grecia è prossima allo
zero: nel 2007 è stata dello 0,4 %,
nel 2006 dello 0,5, nel 2005 sono
invece stati riconosciuti 39
rifugiati, mentre nel 2004 solamente
11. Non risulta che ad alcun
iracheno sia stato riconosciuto lo
status di rifugiato.
La normativa europea, in particolare
il "Regolamento Dublino II" che
definisce lo stato competente per
l'analisi della domanda d'asilo,
parte dal presupposto che le
condizioni dei rifugiati siano
pressoché identiche in tutti gli
stati membri. Il caso Grecia
dimostra che non è così. Per questo
motivo la Norvegia 3 settimane fa ha
sospeso ogni rinvio forzato di
persone in Grecia. Molti tribunali
in Germania e Gran Bretagna hanno
recentemente adottato la stessa
linea.
L'Italia invece continua a rimandare
richiedenti asilo nei termini del
Regolamento Dublino II al vicino
paese. Quotidianamente decine di
cittadini stranieri, innanzitutto
iracheni e afgani, vengono respinti
dai porti dell'adriatico in Grecia.
Lo scenario è sempre lo stesso:
durante i controlli in questi porti
vengono rintracciati i cittadini
stranieri nascosti nei tir e vengono
immediatamente "affidati" al
comandante della stessa imbarcazione
che li ha condotti in Italia dalla
Grecia e respinti verso questo
paese. Nessuna valutazione sulla
loro possibilità di richiedere asilo
viene effettuata.
"Ormai da mesi" dichiara Christopher
Hein direttore del CIR "il CIR ha
espresso la sua preoccupazione per i
respingimenti in Grecia e per i
gravi rischi che corrono i rifugiati
che, anziché trovare protezione in
Europa, rischiano di essere
deportati in Turchia e da lì in
Afghanistan e Iraq. Dobbiamo
purtroppo constatare che nulla è
cambiato. Di fronte ad un grido di
allarme che si è diffuso in tutta
Europa speriamo che stavolta
l'Italia non si sottragga al suo
impegno umanitario".
In allegato
l'appello dell'ECRE.