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Pacchetto sicurezza: il reato di
ingresso e soggiorno illegale mette a rischio l’accesso ad alcuni
diritti fondamentali dei migranti, sia adulti che minori
7 maggio 2009- Amnesty International
Italia (AI), Associazione studi giuridici sull’immigrazione (ASGI),
Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir), Medici Senza Frontiere (MSF),
Save the Children e Società italiana di medicina delle migrazioni
(SIMM) si appellano ai parlamentari affinché stralcino l’art. 21 del
ddl 2180 o esprimano voto contrario.
Alla vigilia del voto in Aula alla Camera dell’ultima parte del
cosiddetto “pacchetto sicurezza” (ddl 2180), le organizzazioni di
tutela dei diritti esprimono profonda preoccupazione per le barriere
all'esercizio di alcuni diritti fondamentali da parte dei migranti,
che sorgerebbero con l’introduzione del reato di ingresso e
soggiorno illegale previsto dell’articolo 21 del disegno di legge in
discussione.
Stabilire che fare
ingresso o risiedere irregolarmente in Italia equivale a violare la
legge penale significa infatti rendere obbligatoria la denuncia del
migrante che si trovi in tale situazione da parte di ogni pubblico
ufficiale (art. 361 c.p.) o incaricato di pubblico servizio (art.
362 c.p.) che ne venga a conoscenza.
Le
organizzazioni firmatarie sono fortemente preoccupate dal fatto che
i migranti, per timore di essere denunciati con conseguenze di
rilievo penale, sarebbero indotti a sottrarsi al contatto con tutti
gli incaricati di pubblico servizio, in qualunque ambito, innescando
un’allarmante situazione di compromissione dei diritti fondamentali.
Il timore di avvicinarsi a ogni tipo di servizio pubblico
escluderebbe dall’accesso all’assistenza e ai diritti soprattutto le
fasce più deboli della popolazione migrante, quali le vittime di
tratta, i minori e le altre persone vulnerabili. Ne sarebbero
probabilmente anche colpiti coloro che hanno una situazione di
soggiorno regolare ma precaria.
Ad esempio, per sottrarsi al pericolo
di denuncia da parte dell’ufficiale di stato civile, il genitore
straniero privo di permesso di soggiorno potrebbe evitare di
registrare
la nascita del figlio o di perfezionare il
procedimento di riconoscimento dello stesso (il permesso di
soggiorno per gravidanza è rilasciato alla madre, in virtù di quanto
previsto dal TU immigrazione, solo se munita di passaporto o
documento equipollente, ipotesi che spesso non si verifica). A causa
del mancato riconoscimento, potrebbero aprirsi procedure di
adottabilità di questi minori, con conseguenze anche gravi,
sul diritto del minore, universalmente riconosciuto, a vivere e
crescere insieme alla propria famiglia. Oppure potrebbero
verificarsi situazioni in cui la madre, consapevole del rischio
della denuncia sia indotta a partorire in casa, con evidenti rischi
per la salute sua e del nascituro.
Proprio l'ambito socio-sanitario ed assistenziale è particolarmente
sensibile, infatti il rischio di denuncia creerebbe fra gli
immigrati privi di permesso di soggiorno e bisognosi di cure mediche
una reazione di paura che ne ostacolerebbe l'accesso alle strutture
sanitarie.
Oltre a gravare di un
ulteriore peso l'apparato giudiziario, l'introduzione del reato di
soggiorno illegale sembra inoltre smentire la Direttiva 2008/115/CE
sui rimpatri ancor prima di una sua attuazione in Italia.
Tale direttiva infatti
privilegia il rimpatrio volontario dello straniero prima
dell'applicazione della misura di allontanamento coattivo,
prevedendo di non applicare tali possibilità solo agli stranieri per
i quali il rimpatrio sia sanzione penale o conseguenza di una
sanzione penale. Poiché, con evidente paradosso, in Italia, tutte le
espulsioni sarebbero comunque disposte quale conseguenze della
condanna per il reato di ingresso e soggiorno irregolare, ogni
ipotesi di rimpatrio volontario sarebbe negata alla radice, in
chiaro contrasto con la citata norma comunitaria.
Per le ragioni sopra
esposte, le sottoscritte associazioni ed enti auspicano che un
dibattito aperto e approfondito sull’articolo 21 non sia impedito
dal ricorso al voto di fiducia e rivolgono un forte appello ai
deputati di tutti gli schieramenti affinché chiedano lo stralcio
dell'art. 21 dal disegno di legge, ovvero, esprimano voto negativo
sugli articoli rilevanti, se posti in votazione.
Amnesty International
Italia (AI), Associazione studi giuridici sull’immigrazione (ASGI),
Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), Medici Senza Frontiere (MSF),
Save the Children e Società italiana di medicina delle migrazioni
(SIMM)
Per contatti:
Medici senza Frontiere
06/4486921 - 334/6538545
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International Italia: Tel. 06 4490224 - cell.348-6974361,
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