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COMUNICATO STAMPA SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE del  8/08/05

 

 Il Consiglio Italiano per i Rifugiati esprime grande preoccupazione riguardo la sentenza della Corte di Cassazione 16571 che potrebbe essere interpretata in modo tale da consentire di “legittimare” le espulsioni collettive di persone appartenenti ad uno specifico gruppo etnico attraverso l’adozione di provvedimenti”fotocopia”.

 

L’articolo 4 del protocollo 4  della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che prevede il divieto di espulsioni collettivo di stranieri è stato adottato proprio per contrastare le espulsioni di massa o di gruppi verificatesi in passato per motivi religiosi, etnici o di nazionalità, com’è accaduto del resto anche per i cittadini italiani dell’ Istria.

 

Il rischio è che si venga ad istaurare una prassi in base alla quale non sia garantita un’adeguata valutazione delle istanze individuali  e che vengano adottati provvedimenti standardizzati, ledendo quindi i diritti umani fondamentali dei destinatari di decreti di espulsioni, tra cui potrebbero esserci persone appartenenti a categorie particolarmente vulnerabili. Non è da considerarsi un’ipotesi remota se si tiene conto del numero di ricorsi già presentati in quest’ultimo periodo alla Corte Europea su tale questione.

 

Cosa succederebbe a quei  gruppi di  richiedenti asilo,  non ancora qualificati come tali dalle autorità, costretti a raggrupparsi e a trovare riparo in luoghi che vengono occupati  abusivamente - a causa di insufficiente capacità di accoglienza – e quindi soggetti a “legittimo sgombero” dopo essere “casualmente” identificati  e poi espulsi sulla base di  provvedimenti “fotocopia”?

 

Il CIR si auspica che la sentenza della Corte di Cassazione non apra le porte a procedimenti espulsivi contrari alla lettera e alla filosofia della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.