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Il Ministro
dell'Interno Amato dispone la soppressione di alcuni Centri di
permanenza temporanea ed assistenza (CPTA), ed avvia uno studio per
la riqualificazione delle altre strutture
24/4/2006 - Il
Ministro dell'Interno, Giuliano Amato, ha disposto oggi la
soppressione dei Centri di permanenza temporanea ed assistenza di
Brindisi, Crotone e Ragusa e l'avvio di uno studio approfondito
sulle altre strutture per valutare eventuali future soppressioni o
procedere alla loro riqualificazione, che terrà conto della
valutazione dei Prefetti, dei Comitati Provinciali per l'Ordine e la
Sicurezza Pubblica e dei rappresentanti degli Enti territoriali.
COMUNICATO
STAMPA
Il Ministro
dell´Interno, Giuliano Amato, ha oggi disposto la soppressione dei
Centri di permanenza temporanea ed assistenza (CPTA) di Brindisi,
Crotone e Ragusa e ha avviato un approfondito studio sulle altre
strutture, in vista di ulteriori, eventuali, soppressioni o della
riqualificazione, anche in funzione di una diversa missione
istituzionale. Tale studio terrà conto delle esigenze che
emergeranno dal territorio, attraverso un´attenta valutazione dei
Prefetti e dei Comitati Provinciali per l´Ordine e la Sicurezza
Pubblica e della posizione espressa dai rappresentanti degli Enti
territoriali. Una particolare attenzione sarà dedicata alle
strutture di Torino, Bologna, Modena e Gradisca d´Isonzo (Gorizia).
Le strutture dei Centri di identificazione (CID) saranno rivisitate
e le misure di sicurezza in esse adottate saranno ricondotte ad una
doverosa proporzionalità, in relazione alle finalità dei Centri
medesimi. Il Capo Dipartimento per le Libertà Civili e
l´Immigrazione, inoltre, promuoverà progetti di riqualificazione dei
Centri di accoglienza (CDA) finalizzati al miglioramento degli
standards di ospitalità attualmente previsti, con particolare
attenzione al rispetto dei diritti e della dignità delle persone e
garantendo, altresì, l´unità dei nuclei familiari.Con una seconda
direttiva il ministro ha inoltre invitato i Prefetti ad assumere
nuovi criteri per l´accesso ai Centri, garantendo la più ampia
trasparenza e conoscenza dell´attività e dei servizi resi agli
ospiti.Sarà consentito l´accesso in tutti i Centri di accoglienza,
identificazione e permanenza temporanea ai rappresentanti delle
organizzazioni umanitarie internazionali e nazionali, come l´Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR),
l´Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e la Croce
Rossa Italiana. Saranno anche accolte le richieste di accesso
provenienti da Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidenti di
Giunta e di Consiglio Regionale. I soggetti del privato sociale, in
relazione alle proprie finalità, saranno ammessi a svolgere
specifiche attività di assistenza sulla base di convenzioni con gli
enti locali o con i Prefetti. I giornalisti, con i fotocineoperatori
che li accompagnano, potranno accedere ai Centri sulla base di
un´autorizzazione che sarà rilasciata dai Prefetti, sentiti gli enti
gestori delle strutture interessate. Nel determinare le modalità e i
tempi delle visite, si dovrà tener conto delle esigenze di tutela
della privacy di coloro che sono ospitati nei Centri e della
necessità di non creare intralcio alle attività svolte all´interno
delle strutture.
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