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28 maggio 2007

 

Malta rifiuta salvataggio e sbarco dei naufraghi

Il CIR esprime fortissima preoccupazione per la situazione delle 26 persone soccorse dal peschereccio spagnolo Monfalcon, che attualmente si trovano a poche miglia dalla costa maltese. Malta ha l'obbligo internazionale di autorizzare immediatamente lo sbarco di queste persone e sarebbe colpevole per ogni vita umana persa. Una eventuale distribuzione di questi naufraghi in altri Paesi dell'Unione Europea si può e si deve discutere successivamente. Il comportamento maltese, un paese da 3 anni membro dell'Unione Europea, e quindi vincolato in modo particolare da tutte le norme comunitarie, è una vergogna per tutto il continente.

Il CIR rimane tuttora allarmato per la sorte di altri 53 cittadini africani avvistati su un'imbarcazione una settimana fa dalle forze militari maltesi e da allora scomparsi nel nulla.

La condivisione degli oneri e la solidarietà necessaria con un piccolo Paese come Malta è e deve essere affrontata urgentemente in sede comunitaria, però questo non può in ogni modo essere una scusa per non rispettare le regole elementari di qualunque società civile che impongono di salvare in primo luogo le vite dei naufraghi.

D'altra parte, in una nota odierna ai Ministri dell'Interno e della Difesa il CIR ha dato il suo apprezzamento per il salvataggio dei 27 cittadini africani con l'impiego del pattugliatore Orione della Marina Militare Italiana.

"L'azione della Marina Italiana in acque libiche ha finalmente messo fine all'odissea di uomini da giorni aggrappati ad una gabbia per tonni trainata dalla nave maltese Budafel. I Sudanesi e i cittadini di 5 diverse Paesi dell'Africa occidentale rischiavano la loro vita, mentre le autorità maltesi e libiche stavano ancora discutendo di chi fosse la responsabilità del salvataggio.

E' a dir poco inquietante che in pochi giorni, ad estate non ancora iniziata, abbiamo assistito nel canale di Sicilia ad una nave scomparsa, a uomini lasciati in acqua per giorni e a naufraghi sospesi in navi che non vengono accolti a terra" ha dichiarato Christopher Hein, Direttore del CIR.