L'UNHCR CHIEDE UN
AUMENTO DELLE QUOTE DI REINSEDIAMENTO E MAGGIOR SUPPORTO PER
L’INTEGRAZIONE DEI RIFUGIATI REINSEDIATI
5 luglio 2011 -
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR)
chiede un aumento delle quote di reinsediamento per i più
vulnerabili tra i 10,5 milioni di rifugiati nel mondo riconosciuti
sotto il suo mandato. La maggior parte dei rifugiati fa ritorno nei
propri paesi d'origine o ha la possibilità di rimanere nei paesi di
primo asilo. Ma per alcuni di loro il reinsediamento in un paese
terzo rimane l'unica soluzione possibile.
Attualmente sono
80.000 le quote di reinsediamento disponibili ogni anno. Si stima
che per i prossimi tre o cinque anni il reinsediamento sarà la
soluzione per 780.000 rifugiati. Di questi, 172.000 avranno la
priorità per il 2012.
“Se gli Stati non
renderanno disponibili più quote, quasi 100.000 rifugiati
vulnerabili, che hanno bisogno di essere reinsediati, quest’anno
rimarranno senza una soluzione. E’ di fondamentale importanza capire
che queste persone non hanno alcuna alternativa e che il loro
mancato reinsediamento significa rimanere in un limbo di lenta
agonia”, ha detto Wei-Meng Lim-Kabaa, responsabile del servizio di
reinsediamento dell'UNHCR. Lim-Kabaa è intervenuto oggi all’apertura
delle Consultazioni Annuali Tipartite sul Reinsediamento.
L'UNHCR sta osservando
un significativo calo nelle partenze dei rifugiati a cui è stato
concesso il reinsediamento. Ciò è dovuto a controlli di sicurezza
molto rigorosi e le varie sfide che i paesi di reinsediamento
affrontano nel gestire le procedure di reinsediamento stesso. Nel
2009, 84.657 rifugiati sono stati reinsediati mentre nel 2010 il
numero è sceso a 72.914. L'UNHCR teme che nel 2011 il numero di
rifugiati che verranno concretamente reinsediati sarà
significativamente inferiore alle 80.000 quote disponibili.
Questo crescente
divario tra le esigenze di reinsediamento a livello globale e i
posti disponibili così come il calo di partenze effettive, saranno
al centro delle consultazioni tripartite di quest'anno tra l’UNHCR,
i governi e il terzo settore. L’incontro di tre giorni, dal 4 al 6
luglio 2011, sarà co-presieduto dall'Ufficio sulla Popolazione, i
Rifugiati e la Migrazione degli Stati Uniti, il Consiglio dei
Rifugiati degli Stati Uniti e l’UNHCR.
Le consultazioni si
concentreranno oltre che sulla carenza delle quote di reinsediamento
e sui problemi di gestione della relativa procedura anche
su l'utilizzo strategico del sistema di reinsediamento, al fine di
fornire soluzioni per i rifugiati altrimenti non aventi diritto al
reinsediamento, in una serie di situazioni prioritarie quali in
Africa, Medio Oriente, Asia e America Latina.
“Il reinsediamento può
produrre risultati positivi oltre a quelli a diretto beneficio
dell’individuo. Reinsediare un numero considerevole di rifugiati,
alleviando così l’onere che pesa sui paesi di primo asilo, aiuta a
negoziare migliori condizioni per i rifugiati che rimangono, o per i
rifugiati in arrivo” ha dichiarato Larry Bartlett, direttore della
sezione per l’accesso al territorio dei rifugiati per l’Ufficio
sulla Popolazione, i Rifugiati e la Migrazione del Dipartimento di
Stato Americano e co-moderatore delle consultazioni di quest'anno.
L'ordine del giorno
per le consultazioni di quest'anno include anche la promozione
di misure per migliorare l'accoglienza e l'integrazione dei
rifugiati, una volta raggiunta la loro nuova destinazione. L'UNHCR
ed i partner governativi e non governativi, stanno cercando di
migliorare l’assistenza per l’integrazione dei rifugiati in arrivo
nei paesi di reinsediamento.
“L'integrazione non
avviene da sé, ma richiede impegno da entrambe le parti: i rifugiati
e le comunità di arrivo. Coinvolge anche molti altri attori tra cui
gli organi governativi, le organizzazioni non governative, i datori
di lavoro, i sindacati, gli operatori sanitari e così via. Abbiamo
bisogno del coinvolgimento di tutti i partner” ha dichiarato Dan
Kosten, presidente del Consiglio dei Rifugiati degli Stati Uniti.
Le consultazioni
offriranno all'UNHCR un forum per portare l'attenzione sulle grandi
sfide del reinsediamento per i rifugiati fuggiti dalle continue
violenze e dalle gravi violazioni dei diritti umani in Libia e che
ora sono bloccati al confine con la Tunisia e l'Egitto. Sulla scia
degli esodi di massa, l'UNHCR ha lanciato un’iniziativa Globale di
Solidarietà per il Reinsediamento e ha avviato un’operazione di
reinsediamento di emergenza, unica per dimensioni e complessità e
che pone notevoli sfide per tutti i partner interessati.
L'UNHCR chiede agli
Stati di mettere a disposizione delle quote aggiuntive di
reinsediamento alle quote ordinarie per questi rifugiati. Di fronte
a questa situazione straordinaria, l’UNHCR chiede agli Stati di
accelerare le loro procedure decisionali, nonché di dare il via
libera alle partenze al fine di portare in salvo questi rifugiati il
più velocemente possibile.
Nel 2010, l'UNHCR ha
presentato oltre 108.000 casi di reinsedimento. Circa 73.000
rifugiati sono stati reinsediati con l'assistenza dell'UNHCR.
Secondo le statistiche dei governi, 22 paesi hanno riferito di aver
accolto oltre 98.000 rifugiati ammessi al reinsediamento nel corso
del 2010, con o senza l'assistenza dell'UNHCR. Gli Stati Uniti hanno
accettato il numero più alto, più di 71.000.
tratto dal sito
www.unhcr.it
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