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152 RIFUGIATI IRACHENI
RESPINTI IN GRECIA.
IL CIR INTERVIENE
PRESSO IL MINISTERO DELL'INTERNO.
Il 9 aprile, 152
iracheni, 16 afgani, 6 cittadini dello Sri Lanka, 6 pachistani e 3
iraniani, rintracciati in tre TIR nel porto di Bari, sono stati
respinti verso la Grecia a bordo del traghetto "Ionian Queen",
scortati da 70 uomini delle forze dell'ordine. Il Consiglio Italiano
per i Rifugiati (CIR), in una nota indirizzata alla Sottosegretaria
Marcella Lucidi, ha espresso la sua grave preoccupazione per questa
operazione durante la quale, apparentemente, a nessuno degli
interessati č stata data l'effettiva opportunitā di richiedere
asilo.
"Sembra
incredibile" dichiara il Direttore del CIR Christopher Hein "che di
fronte al dramma di 2 milioni di rifugiati iracheni nel Medio
Oriente e all'appello dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per
i Rifugiati alla comunitā internazionale di condividere gli oneri di
questa crisi umanitaria, l'Italia abbia semplicemente respinto ad un
altro Paese comunitario un elevato numero di rifugiati provenienti
dall'Iraq".
Nella nota viene
anche rilevato che il respingimento verso un altro paese europeo č
vietato dalla normativa comunitaria. La preoccupazione del CIR č
aggravata da informazioni attendibili secondo le quali in Grecia
gruppi interi di rifugiati iracheni sono stati respinti senza alcun
esame delle loro domande d'asilo. Non č quindi da escludere che
l'operazione di Bari metta le persone a concreto rischio di
trovarsi, alla fine di una catena di deportazioni, proprio nei Paesi
dai quali sono fuggiti per salvare la loro vita e libertā.
Il CIR ha inoltre
espresso il suo disappunto sul fatto che la polizia non ha
interpellato lo specifico servizio che da tempo č stato istituito al
porto di Bari, in convenzione con la Prefettura, che ha proprio lo
scopo di fornire prima assistenza e orientamento ai cittadini
stranieri in arrivo intenzionati a chiedere asilo.
Il CIR ha infine
chiesto chiarimenti riguardo l'effettivo accertamento individuale
sull'eventuale minore etā per quegli stranieri, tra i 183 respinti,
apparentemente molto giovani.
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