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11 aprile 2007

 

152 RIFUGIATI IRACHENI RESPINTI IN GRECIA.

IL CIR INTERVIENE PRESSO IL MINISTERO DELL'INTERNO.

Il 9 aprile, 152 iracheni, 16 afgani, 6 cittadini dello Sri Lanka, 6 pachistani e 3 iraniani, rintracciati in tre TIR nel porto di Bari, sono stati respinti verso la Grecia a bordo del traghetto "Ionian Queen", scortati da 70 uomini delle forze dell'ordine. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR), in una nota indirizzata alla Sottosegretaria Marcella Lucidi, ha espresso la sua grave preoccupazione per questa operazione durante la quale, apparentemente, a nessuno degli interessati č stata data l'effettiva opportunitā di richiedere asilo.

"Sembra incredibile" dichiara il Direttore del CIR Christopher Hein "che di fronte al dramma di 2 milioni di rifugiati iracheni nel Medio Oriente e all'appello dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati alla comunitā internazionale di condividere gli oneri di questa crisi umanitaria, l'Italia abbia semplicemente respinto ad un altro Paese comunitario un elevato numero di rifugiati provenienti dall'Iraq".

Nella nota viene anche rilevato che il respingimento verso un altro paese europeo č vietato dalla normativa comunitaria. La preoccupazione del CIR č aggravata da informazioni attendibili secondo le quali in Grecia gruppi interi di rifugiati iracheni sono stati respinti senza alcun esame delle loro domande d'asilo. Non č quindi da escludere che l'operazione di Bari metta le persone a concreto rischio di trovarsi, alla fine di una catena di deportazioni, proprio nei Paesi dai quali sono fuggiti per salvare la loro vita e libertā.

Il CIR ha inoltre espresso il suo disappunto sul fatto che la polizia non ha interpellato lo specifico servizio che da tempo č stato istituito al porto di Bari, in convenzione con la Prefettura, che ha proprio lo scopo di fornire prima assistenza e orientamento ai cittadini stranieri in arrivo intenzionati a chiedere asilo.

Il CIR ha infine chiesto chiarimenti riguardo l'effettivo accertamento individuale sull'eventuale minore etā per quegli stranieri, tra i 183 respinti, apparentemente molto giovani.