Roma
11 maggio 2005
COMUNICATO
STAMPA
Il dramma dei
rifugiati dall’Iraq: “L’Europa si prenda le sue responsabilità”
Nell’incontro con
la stampa di stamane a Roma, il Consiglio Italiano per i Rifugiati
ha lanciato un appello al governo italiano e agli altri governi
europei affinché venga subito attivato un programma di protezione in
favore dei rifugiati dall’Iraq.
“L’Europa non può
più guardare dall’altra parte e addirittura respingere i rifugiati
iracheni, quando già più di 2 milioni di persone di questo
martoriato paese sono arrivate nei paesi confinanti, Giordania e
Siria in testa” ha detto Christopher Hein, direttore del CIR.
Nella conferenza
sono state denunciate le prassi che vengono applicate in Europa nei
confronti dei rifugiati iracheni: la Germania sta addirittura
annullando l'asilo già concesso in precedenza; la Svizzera ritiene
che gli iracheni possano essere rinviati nelle regioni del Nord
Iraq; l’Italia ha respinto nelle ultime settimane più di 200
rifugiati iracheni dai porti dell'Adriatico. Escludendo la Svezia,
che riceve il 40% dei richiedenti asilo iracheni nel nostro
continente riconoscendo lo status all'80%, la media europea di
riconoscimento nei confronti degli iracheni è al 10%.
La deputata Tana de
Zulueta, Vice Presidente della Commissione Affari Esteri della
Camera dei Deputati ha affermato: “si deve constatare la rimozione
che sin qui ha causato una politica europea di chiusura che si
configura come una fuga dalle proprie responsabilità”. Ha
sottolineato la necessità di rafforzare l’impegno internazionale per
gli aiuti umanitari nei paesi confinanti, ma anche di coordinare la
responsabilità attraverso l’accoglienza e il reinsediamento dei
gruppi più vulnerabili tra la popolazione rifugiata.
Rola Badran, della
Palestinian Human Rights Organisation, ha messo in evidenza la
condizione dei rifugiati palestinesi, per anni residenti e protetti
in Iraq, che, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, si
trovano oggi bersagliati come nemici ai quali anche i diritti più
elementari vengono negati. I palestinesi così vengono un’altra volta
costretti alla fuga.
Laura Boldrini,
dell’UNHCR da poco tornata da una visita nei campi profughi in
Siria, ha testimoniato le terribili condizioni di vita quotidiana di
una gran parte della popolazione irachena che oggi, diversamente dal
primo periodo del conflitto, si vede costretta a fuggire.
Alla fine
dell’incontro, che è stato organizzato dal CIR e dalla Rete
Euro-Mediterranea per i Diritti Umani (che raccoglie 82
organizzazioni attive in tutti i paesi del Medio Oriente e del Nord
Africa al fianco di associazioni europee), tutti gli intervenuti
hanno concordato sulla imminente necessità di cambiare rotta e di
affrontare in modo solidale il dramma dei rifugiati iracheni. In
conclusione Hein ha ricordato che negli anni 90 durante il conflitto
dell’ex Jugoslavia l’Europa è stata incapace di dare una risposta
comune. Oggi si rischia di commettere nuovamente lo stesso errore.
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