Domani 20 giugno in occasione della
Giornata Mondiale per i Rifugiati -
il Consiglio Italiano per i
Rifugiati (CIR) - lancia un appello
affinché venga salvaguardato il
diritto di chiedere e di ottenere
asilo e vengano tutelati i diritti
umani di tutti i cittadini compresi
quelli di cittadinanza diversa da
quella italiana.
Nel momento attuale il CIR assieme
con tanti altri enti ed
associazioni, in Italia ed in
Europa, ritiene che ci sia la
necessità di ribadire ciò che per
molto tempo era apparso ovvio: che i
diritti umani non distinguono la
cittadinanza della persona o il suo
status giuridico, non fanno
distinzione tra chi ha un permesso
di soggiorno e chi no, non fanno
distinzione etnica, religiosa, di
età o di genere.
Ieri la maggioranza del Parlamento
Europeo ha dato via libera alla
direttiva comunitaria sul rimpatrio
degli stranieri in situazioni
irregolari. La nuova normativa dà
licenza agli Stati Membri di
applicare la detenzione
amministrativa fino a 18 mesi in
attesa dell'allontanamento del
cittadino straniero inclusi minori
non accompagnati. Durante il
dibattito è stato spesso citato il
caso Italia dove nel "pacchetto
sicurezza" si prevede esattamente
questo: trattenimento fino ad un
anno in centri di identificazione e
di espulsione, centri chiusi e
vigilati.
Anche i richiedenti asilo, dopo un
diniego della protezione
internazionale decretato in prima
istanza amministrativa potranno
essere colpiti dalla detenzione, nel
caso in cui il pacchetto sicurezza
entri in vigore come proposto dal
Governo. Infatti la cancellazione
del diritto al ricorso effettivo fa
sì che anche un potenziale rifugiato
diventi uno straniero irregolare
soggetto all'espulsione.
In occasione del 20 giugno
esprimiamo però anche la speranza
che ci sia un ripensamento, prima di
tutto da parte del Parlamento
italiano e che le restrizioni
previste al diritto di chiedere
asilo non siano avallate ha
dichiarato Christopher Hein,
Direttore del CIR. Di fronte a
migliaia di morti, tra immigrati e
rifugiati, che disperatamente
cercano di arrivare in Italia e in
Europa, la politica dovrebbe invece
cercare di aprire canali per un
arrivo ed un ingresso regolare e
protetto. Ci sembra proprio questo
all'ordine del giorno il 20 giugno:
non tollerare più che persone
costrette a fuggire dai propri Paesi
siano costrette un'altra volta a
buttarsi letteralmente nel mare solo
per raggiungere un porto sicuro, ha
aggiunto Hein.