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MALTA-ITALIA: NON SI PUO’ GIOCARE CON LA
VITA DEI RIFUGIATI
15 luglio 2011
- Il CIR è estremamente preoccupato per le
condizioni dei migranti soccorsi dalla Nave Spagnola Almirante Juan
de Borbón, che a 6 giorni dal salvataggio, non hanno ancora trovato
un approdo sicuro. Come riportato dalla stampa, i 111 migranti
partiti dalla Libia su un barcone sono stati soccorsi dall’imbarcazione
spagnola sotto il
comando NATO domenica scorsa, a causa del motore in panne. Ma da
domenica non hanno ancora trovato un porto sicuro che li accolga:
sono ancora bloccati nelle acque internazionali.
La nave soccorsa a 88
miglia nautiche da Lampedusa e 141 da Malta, ha portato i migranti
verso Malta che ne ha rifiutato lo sbarco. Solamente un bimbo di 10
mesi e una donna incinta hanno trovato soccorso e sono assistiti a
Malta. Non chiara la dinamica dei rapporti tra Nato, Italia e Malta.
“Ancora una volta
l’unica cosa chiara è che ci troviamo di fronte a egoismi nazionali
che vanno a colpire le vite delle persone. Finalmente le navi che
pattugliano il Mediterraneo stanno provvedendo al soccorso delle
persone in difficoltà. Cosa aspettano Malta e Italia a dare loro
accoglienza?” dichiara Christopher
Hein Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati.
Ricordiamo che le
Convenzioni sul diritto del mare stabiliscono che le persone salvate
debbono essere portate verso il primo porto sicuro, e lì debbono
essere subito soccorse.
“In questi mesi
abbiamo visto morire quasi 2.000 migranti e rifugiati nel tentativo
di cercare protezione. Vedere che operazioni fondamentali di
salvataggio siano ostacolate non permettendo lo sbarco dei naufraghi
non è accettabile, è semplicemente inumano” conclude Christopher
Hein.
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