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Il CIR: accesso alla stampa e all'assistenza legale perchè i CIE escano alla luce del sole

 

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati ha aderito alla mobilitazione LasciateCIEntrare  che ha avuto luogo il 25 Luglio davanti a 13 Centri per migranti e rifugiati sia CIE che CARA disseminati su tutto il territorio nazionale da Gradisca a Lampedusa. La  mobilitazione è stata lanciata dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, per protestare contro la circolare 1305 del Ministero dell’Interno che rende ancora più inaccessibili questi Centri, sospendendo di fatto il diritto all’informazione.

 

Il presidente del CIR, Savino Pezzotta, è entrato nel centro milanese di Via Corelli insieme a Jean Leonard Touadì, a tre consiglieri regionali e all’assessore alle Politiche Sociali del comune.

 

“L’accesso della stampa è indispensabile per documentare quanto avviene in questi centri e informare l’opinione pubblica” dichiara Pezzotta “ma fondamentale è altresì garantire ai migranti lì detenuti l’accesso all’orientamento e all’assistenza legale”.

 

“Il divieto d’accesso alla stampa alimenta il sospetto che davvero qualcosa lì dentro tema di uscire alla luce del sole” aggiunge Pezzotta.    

 

Il CIR esprime forte preoccupazione per le condizioni in cui i migranti, e tra di loro anche richiedenti asilo, sono trattenuti nei Centri di Identificazione ed Espulsione e per il prolungamento dei termini di detenzione fino a 18 mesi che esaspera la situazione di  grave disagio e sofferenza.

 

Oltre lo stato deplorevole dei servizi igenico-sanitari, gravi lacune sono state infatti registrate per la mancanza di un servizio legale indipendente e qualificato a favore di chi è detenuto nei CIE. Il CIR è convinto che l’accesso alla tutela legale è  passaggio minimo e imprescindibile per una fruizione e una garanzia dei diritti fondamentali.

 

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