|
ESODO DI RIFUGIATI
DALL'IRAQ
Conferenza stampa CIR-
Euro-Mediterranean Human Rights Network
11 maggio 2007 – La condizione dei rifugiati
iracheni si fa ogni giorno più allarmante: "L'Europa ha risposto
a questa emergenza umanitaria chiudendo le sue porte" dice
Christopher Hein Direttore del CIR. In Germania si sta addirittura
annullando l'asilo già concesso in precedenza. In Svizzera si
ritiene che gli iracheni possano essere rinviati nelle regioni del
Nord Iraq. In Italia più di 200 rifugiati iracheni sono stati
respinti nelle ultime settimane dai porti dell'Adriatico. Escludendo
la Svezia, che riceve il 40% dei richiedenti asilo iracheni nel
nostro continente riconoscendo lo status all'80%, la media europea
di riconoscimento nei confronti degli iracheni è al 10%. A fronte
dei numeri esorbitanti di rifugiati iracheni nei Paesi
mediorientali, in Europa non sono stati pianificati programmi
significativi di reinsediamento”. Per discutere di questo
drammatico problema il CIR e l’Euro-Mediterranean Human Rights
Network hanno promosso oggi, alle ore 11.00, a Roma, presso la Sala
CIDE - Palazzo Campanari, via IV Novembre, 149, una Conferenza
Stampa sul tema: “Esodo
di rifugiati dall’Iraq: l’Europa non può più guardare dall’altra
parte”.
Alla Conferenza stampa intervengono: Marc Schade-Poulsen, Direttore
esecutivo dell'EMHRN – Danimarca, Laura Boldrini, Portavoce
UNHCR Roma, Maria de Donato, Responsabile Settore Legale, CIR,
Samira Trad, Direttrice Frontiers Ruwad Association – Libano, Rola
Badra, Palestinian Human Rights Organisation – Libano. La Conferenza
è moderata dal Direttore del CIR Christopher Hein.
La condizione dei rifugiati iracheni si fa ogni giorno più
allarmante. Gli ultimi dati UNHCR parlano di più di 4 milioni di
iracheni costretti a lasciare le proprie città: 1.9 milioni sono
sfollati interni, circa 2 milioni si sono rifugiati nei Paesi
limitrofi e 200 mila in altre regioni del mondo. I Paesi
mediorientali non possono più sopportare le dimensioni di questo
esodo.
"L'Europa ha risposto a questa emergenza umanitaria chiudendo le
sue porte" dice Christopher Hein Direttore del CIR. In Germania si
sta addirittura annullando l'asilo già concesso in precedenza. In
Svizzera si ritiene che gli iracheni possano essere rinviati nelle
regioni del Nord Iraq. In Italia più di 200 rifugiati iracheni sono
stati respinti nelle ultime settimane dai porti dell'Adriatico.
Escludendo la Svezia, che riceve il 40% dei richiedenti asilo
iracheni nel nostro continente riconoscendo lo status all'80%, la
media europea di riconoscimento nei confronti degli iracheni è al
10%.
A fronte dei numeri esorbitanti di rifugiati iracheni nei Paesi
mediorientali, in Europa non sono stati pianificati programmi
significativi di reinsediamento. Dal 2004 meno di 100 iracheni
all'anno sono stati reinsediati in Paesi dell'Unione.
L'Europa non può più aspettare ma deve:
- sviluppare una politica europea che offra un significativo
numero di possibilità di reinsediamento per rifugiati iracheni;
- garantire che nessuno sarà forzatamente espulso o respinto
in Iraq;
- autorizzare i richiedenti asilo iracheni le cui domande
sono state respinte a vivere dignitosamente sino a quando si avranno
condizioni che permettano un sicuro ritorno;
- provvedere tecnicamente e finanziariamente all'assistenza
per cure mediche ed educative per assistere i rifugiati nei
confinanti Paesi della regione.
Una chiamata di corresponsabilità e solidarietà internazionale che
ci viene fatta dalla Comunità internazionale e dai Paesi
mediorientali. Alla conferenza stampa parteciperanno infatti
rappresentanti dell'Euro-Mediterranean Human Rights Network, rete
composta da 82 associazioni e che dal 1995 opera per la difesa dei
diritti umani in 30 Paesi della regione del Mediterraneo.
PER
ULTERIORI INFORMAZIONI:UFFICIO STAMPA CIR - Vittoria Pugliese
tel. 06
69200114 int. 216 E-mail:
cirstampa@cir-onlus.org
|