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DIRETTORE CIR INCONTRA MINISTRO MARONI

1 luglio 2008- Oggi si è svolto un incontro– il primo in questa legislatura –  tra il Direttore del CIR Christopher Hein e il Ministro dell’Interno Roberto Maroni; tre i principali temi affrontati: la prevista riforma della procedura d’asilo nel “pacchetto sicurezza”; i futuri  programmi di reinsediamento di rifugiati dalla Libia in Italia assieme con la questione dell’ingresso regolare di richiedenti asilo e rifugiati,  nonché le attività in territorio libico in favore di rifugiati ed immigrati; il censimenti dei “nomadi”,  inclusi i rilievi biometrici di minori rom e sinti.

E’ previsto un incontro tra Maroni e il Presidente del CIR, Savino Pezzotta, che per impegni parlamentari, non ha potuto partecipare al colloquio.   

Sul primo punto il Direttore del CIR Hein ha ribadito perplessità e preoccupazioni, innanzitutto per quanto concerne la prevista cancellazione dell’effetto sospensivo del ricorso contro una decisione negativa in prima istanza. Il Ministro Maroni ha prospettato un nuovo incontro sul tema, una volta che le Commissioni della Camera e del Senato avranno dato il loro parere, e prima che il provvedimento ritorni al Consiglio dei Ministri. In tale incontro – presumibilmente verso la fine di luglio – saranno discusse  modifiche al testo attuale, anche alla luce dei pareri. Maroni ha voluto assicurare che i richiedenti asilo possibilmente eleggibili per il riconoscimento della protezione internazionale debbano avere una “seconda possibilità” e poter rimanere in Italia in attesa del giudizio.

Sul secondo punto, Maroni vede molto positivamente una continuità di reinsediamento di rifugiati e il Diretore Hein presenterà delle proposte articolate. Per i programmi in Libia, Maroni ha incaricato il suo consigliere diplomatico di richiedere anche il parere del Ministero degli Affari Esteri. Hein ha ribadito che il previsto potenziamento dei controlli e delle sorveglianza tanto in acque libiche quanto alle frontiere meridionali della Libia non risolve i problemi ma avrà solo l’effetto di spostare le vie dei movimenti migratori, rendendoli ancora più rischiose per le persone.

Sulla questione del censimento dei “nomadi”, Maroni ha sottolineato che la sua intenzione non  è mai stata di fare discriminazioni su base etnica  e che l’Ordinanza del Presidente del Consiglio del 30 maggio non parla di Rom o Sinti. L’intenzione, secondo Maroni, è di ottenere un quadro della situazione nei campi per poter impostare dei programmi sociali e per prevenire le devianze criminali. Il Direttore Hein - informando il Ministro anche delle esperienze fatte dal CIR negli anni ’90 con censimenti di rom dalla ex Jugoslavia  in numerose città italiane - ha sottolineato che,  per accertare le presenze nei campi sotto il profilo quantitativo e qualitativo, esistono altri metodi che potrebbero  evitare misure che appaiono discriminatorie. In questo contesto si è anche parlato della necessità di mobilitare meglio i fondi comunitari esistenti per il co-finanziamento di programmi sociali e per soluzioni abitative.