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Nell’ambito dell’ECRE,
il CIR partecipa ai lavori di
ELENA,
il network legale Europeo per l’Asilo e dell’ECRAN-
Network Europeo per la Promozione e il coordinamento ECRE/ICVA sulla ex
Jugoslavia, che agiscono per la promozione e realizzazione di attività di
formazione e advocacy a
livello europeo e nazionale sul tema dei rifugiati e del diritto
d’asilo.
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Nell'ambito
dell'ECRE, il CIR partecipa anche alle attività del
NGO
Network of integration focal points che riunisce 28 organizzazioni che
lavorano nel campo dell'asilo e della migrazione in 19 diversi Paesi
europei. Obiettivo del network è promuovere e realizzare attività di
advocacy volte a promuovere migliori politiche di integrazione in Europa;
formulare raccomandazioni elaborate sulla base delle esperienze di
pratiche integrative sviluppate dalle ONG e dalle comunità dei migranti;,
monitorare l'implementazione delle azioni governative a favore
dell'integrazione e la loro rispondenza con i Common Basic Principles on
Integration, scambiare buone pratiche sull'integrazione dei rifugiati e
migranti.
------------------------------------- Progetto REFUGEE STORIES
Il CIR è partner italiano
del progetto europeo Refugee Stories
coordinato dall'European Council on
Refugees and Exiles (ECRE) che ha coinvolto organizzazioni di tutela
dei rifugiati provenienti da 13 diversi Paesi. L’idea di base del
progetto, finanziato dall'European
Refugee Fund, Oxfam, Dutch Refugee Council e UNHCR,
è che attraverso la diffusione di storie di vita di rifugiati e
richiedenti asilo si possa incoraggiare una migliore informazione e una più
equa percezione delle difficili condizioni in cui questi sono costretti a
vivere in Europa. Sono state quindi raccolte storie, attraverso
testimonianze, case studies e
interviste in profondità, che denunciano come le vite dei rifugiati siano
drammaticamente condizionate dalle politiche europee sull’asilo e dai
conseguenti recepimenti nelle legislazioni nazionali. Parte essenziale del
progetto è la promozione della massima diffusione di tale materiale
attraverso i media al fine di raggiungere una più ampia e informata
sensibilizzazione su questi temi.
In
Italia, in particolare, il focus d’indagine è stato l’impatto del
cosiddetto Regolamento Dublino II sulle condizioni esistenziali dei rifugiati.
Tale regolamento (vedi approfondimento nel box) stabilisce i criteri e i
meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame
delle domande di asilo. Questo strumento è stato introdotto al fine di
risolvere il cosiddetto problema dei rifugiati in
orbita. Ovvero, per garantire che ogni richiedente asilo abbia la sua
domanda esaminata da uno Stato membro dell’Unione Europea, evitando il
rischio di essere “rimbalzato” da uno Stato all’altro senza una
chiara presa in carico dell’analisi della sua domanda. I parametri
individuati per determinare lo Stato ruotano però intorno ad un unico
principio: lo Stato che permette l’ingresso, regolare o no, nel
territorio dell’Unione Europea del richiedente asilo è quello
responsabile dell’esame e dell’eventuale accoglimento dell’istanza,
indipendentemente da dove questa venga presentata. Tale principio può
essere derogato solo nel caso in cui in un Paese dell’Unione siano
presenti parenti stretti (moglie/marito; figli minorenni; genitori se si
tratta di minori) del richiedente asilo già riconosciuti rifugiati.
Queste
rigide regole si stanno dimostrando estremamente rischiose e spesso
distruttive per l’equilibrio della vita di centinaia di persone e
dovranno essere riviste nel corso di quest’anno. Parliamo di vite
drasticamente interrotte, di persone che hanno fortuitamente attraversato
una frontiera e dopo anni di vita (a volte addirittura 4/5) vissuta in uno
Stato in cui hanno cominciato un già difficile percorso di inserimento si
vedono rispedire in un Paese
diverso, che non hanno scelto, dove forzatamente ricominciare l’ennesimo
processo di integrazione affettiva, culturale e sociale. Un gruppo
coordinato dall’Ecre e formato da 73 organizzazioni per la difesa del
diritto d’asilo provenienti da vari Paesi europei, ha presentato il 27
giugno 2006 ufficialmente una
lettera al Commissario Frattini, competente per la materia, sottolineando
come tale Regolamento stia fallendo nel garantire ai richiedenti asilo
delle procedure eque, mettendo i rifugiati a rischio e causando inutili
sofferenze alle famiglie, ai minori e ai sopravvissuti a tortura. Le
organizzazioni hanno anche formulato diverse raccomandazioni.
All’interno
del progetto Refugee Stories
abbiamo raccolto 10 storie di richiedenti asilo e rifugiati la cui vita è
stata drasticamente modificata a causa di tale strumento legislativo.
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