CIR

 Consiglio Italiano per i Rifugiati onlus 

Via del Velabro 5/A
00186 Roma
Tel.06-69200114
Fax.06-69200116

p.iva 04132611007

C.f. 96150030581
cir@cir-onlus.org

Chi siamo Presidente Direzione e Struttura Bilancio Dove siamo COME AIUTARE  CONTATTI Home  

ATTIVITA'

Cosa facciamo

Utenza CIR

Rapporti annuali

 

PROGETTI

Servizi sul territorio

Integrazione

Gruppi vulnerabili

Collaborazioni Internazionali

 

 

I RIFUGIATI

Chi è un rifugiato

Glossario

Quadro statistico

Le storie

 

DIRITTI

La procedura in Italia

Informazioni pratiche

Archivio giuridico

Giurisprudenza

 

 

COMUNICAZIONE

Ufficio Stampa 

Comunicati news

Pubblicazioni

Interviste

Gallerie fotografiche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FORMAZIONE

Corsi e Master

 

COLLABORA CON NOI

 

LINK

 

Segui il CIR su

 

 

______________

 

Risoluzione consigliata 1024x768

webmaster

Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

ECRE  Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli

 

 

Nell’ambito dell’ECRE, il CIR partecipa ai lavori di ELENA, il network legale Europeo per l’Asilo e dell’ECRAN- Network Europeo per la Promozione e il coordinamento ECRE/ICVA sulla ex Jugoslavia, che agiscono per la promozione e realizzazione di attività di formazione e advocacy  a livello europeo e nazionale sul tema dei rifugiati e del diritto d’asilo.

--------------------------------------------

Nell'ambito dell'ECRE, il CIR partecipa anche alle attività del NGO Network of integration focal points che riunisce 28 organizzazioni che lavorano nel campo dell'asilo e della migrazione in 19 diversi Paesi europei. Obiettivo del network è promuovere e realizzare attività di advocacy volte a promuovere migliori politiche di integrazione in Europa; formulare raccomandazioni elaborate sulla base delle esperienze di pratiche integrative sviluppate dalle ONG e dalle comunità dei migranti;, monitorare l'implementazione delle azioni governative a favore dell'integrazione e la loro rispondenza con i Common Basic Principles on Integration, scambiare buone pratiche sull'integrazione dei rifugiati e migranti.

-------------------------------------

 

Progetto REFUGEE STORIES

Il CIR è partner italiano del progetto europeo Refugee Stories coordinato dall'European Council on Refugees and Exiles (ECRE) che ha coinvolto organizzazioni di tutela dei rifugiati provenienti da 13 diversi Paesi. L’idea di base del progetto, finanziato dall'European Refugee Fund, Oxfam, Dutch Refugee Council e UNHCR, è che attraverso la diffusione di storie di vita di rifugiati e richiedenti asilo si possa incoraggiare una migliore informazione e una più equa percezione delle difficili condizioni in cui questi sono costretti a vivere in Europa. Sono state quindi raccolte storie, attraverso testimonianze, case studies e interviste in profondità, che denunciano come le vite dei rifugiati siano drammaticamente condizionate dalle politiche europee sull’asilo e dai conseguenti recepimenti nelle legislazioni nazionali. Parte essenziale del progetto è la promozione della massima diffusione di tale materiale attraverso i media al fine di raggiungere una più ampia e informata sensibilizzazione su questi temi.

In Italia, in particolare, il focus d’indagine è stato l’impatto del cosiddetto Regolamento Dublino II sulle condizioni esistenziali dei rifugiati. Tale regolamento (vedi approfondimento nel box) stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame delle domande di asilo. Questo strumento è stato introdotto al fine di risolvere il cosiddetto problema dei rifugiati in orbita. Ovvero, per garantire che ogni richiedente asilo abbia la sua domanda esaminata da uno Stato membro dell’Unione Europea, evitando il rischio di essere “rimbalzato” da uno Stato all’altro senza una chiara presa in carico dell’analisi della sua domanda. I parametri individuati per determinare lo Stato ruotano però intorno ad un unico principio: lo Stato che permette l’ingresso, regolare o no, nel territorio dell’Unione Europea del richiedente asilo è quello responsabile dell’esame e dell’eventuale accoglimento dell’istanza, indipendentemente da dove questa venga presentata. Tale principio può essere derogato solo nel caso in cui in un Paese dell’Unione siano presenti parenti stretti (moglie/marito; figli minorenni; genitori se si tratta di minori) del richiedente asilo già riconosciuti rifugiati.

Queste rigide regole si stanno dimostrando estremamente rischiose e spesso distruttive per l’equilibrio della vita di centinaia di persone e dovranno essere riviste nel corso di quest’anno. Parliamo di vite drasticamente interrotte, di persone che hanno fortuitamente attraversato una frontiera e dopo anni di vita (a volte addirittura 4/5) vissuta in uno Stato in cui hanno cominciato un già difficile percorso di inserimento si vedono rispedire in un Paese diverso, che non hanno scelto, dove forzatamente ricominciare l’ennesimo processo di integrazione affettiva, culturale e sociale. Un gruppo coordinato dall’Ecre e formato da 73 organizzazioni per la difesa del diritto d’asilo provenienti da vari Paesi europei, ha presentato il 27 giugno 2006  ufficialmente una lettera al Commissario Frattini, competente per la materia, sottolineando come tale Regolamento stia fallendo nel garantire ai richiedenti asilo delle procedure eque, mettendo i rifugiati a rischio e causando inutili sofferenze alle famiglie, ai minori e ai sopravvissuti a tortura. Le organizzazioni hanno anche formulato diverse raccomandazioni.

All’interno del progetto Refugee Stories abbiamo raccolto 10 storie di richiedenti asilo e rifugiati la cui vita è stata drasticamente modificata a causa di tale strumento legislativo.

--------------------------------------------