| Direttore del
CIR:"I libici sono spinti da una situazione di violenza. Dovrebbero
rientrare nella protezione temporanea"
20 aprile 2011-
Riportiamo di seguito l’intervista rilasciata ieri a Redattore
Sociale dal Direttore del CIR Christopher Hein: "Ogni conflitto
armato genera un esodo di persone. E' prevedibile e dovrebbe essere
previsto anche in questa occasione".
È quanto afferma
Christopher Hein, Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati
(CIR) riferendosi all'ultimo sbarco avvenuto poche ore fa (ieri-ndr)
sulle coste di Lampedusa,dove su di un'imbarcazione sono arrivati
oltre 700 migranti provenienti dalle proprio dalla Libia. Anche se
al momento non c'e' ancora la certezza riguardo la presenza di
cittadini libici tra i migranti, il loro arrivo sulle coste italiane
si fa sempre piu' probabile. "C'e' da aspettarselo se vediamo il
numero, inforte aumento di libici, che sono arrivati negli
ultimissimi giorni al confine con la Tunisia". A scappare, spiega
Hein, sono soprattutto i cittadini che si trovano a poca distanza
dal confine, ma che ci possano essere dei gruppi che decidano di
arrivare in Italia non e' da escludere.Per i libici, spiega Hein, il
CIR aveva gia' chiesto di prevederne l'accoglienza. "Gia' quando si
e' parlato dell'allestimento del centro di Mineo a Catania noi
avevamo detto che sarebbe stato meglio avere una risorsa di
accoglienza nell'eventualita' di arrivi di cittadini libici". Al
momento non e' ancora chiaro se i libici rientrano nel piano di
distribuzione nei vari centri disposti in diverse regioni italiane,
aggiunge Hein, quello che e' certo e' che i cittadini libici
rappresentano un caso particolare. "Abbiamo finora parlato di
rifugiati del cono d'Africa e alcuni dell'Africa Subsahariana, un
secondogruppo molto piu' numeroso sono i tunisini per la maggior
parte spinti da motivi economici, i libici, invece, sono spinti da
una situazione di violenza e di guerra e anche loro, secondo
leinterpretazioni della Commissione europea, dovrebbero rientrare
nei parametri della direttiva dell'Ue sulla protezione temporanea.
Nel caso il numero cresca e' esattamente cio' che prevede questa
direttiva del 2001. Questo non esclude che possano avanzare una
richiesta d'asilo e invocare una paura di persecuzione per motivi
politici o eventualmente di appartenenza etnica o tribale, ne' e'
detto che possano ricadere nelle clausole di esclusione se si sono
macchiati di reati contro l'umanita'". (www.redattoresociale.it)
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