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RIFUGIATI, MILANO, INAUGURATA MOSTRA ‘ASYLUM’
CIR A MONTI: PERMESSO
UMANITARIO A 62 MILA DEL NORD AFRICA
18 genanio 2012-
Successo a Milano per l’inaugurazione di “ASYLUM”,
la Mostra Fotografica
di Francesca Mancini promossa da
Fondazione
ISMU e
CIR,
aperta fino al 1 febbraio presso
la Regione Lombardia (Spazio Nucleo 3 - Piazza Città di Lombardia);
durante il dibattito pubblico
“Rifugiati, 60 anni di protezione. Ancora reale?”,
organizzato stamane, riportiamo alcune dichiarazioni di
Christopher Hein, Direttore
del CIR riprese da Redattore Sociale e dall’ANSA.
REDATTORE
SOCIALE/RIFUGIATI. CIR A MONTI: PERMESSO UMANITARIO A 62 MILA DEL
NORD AFRICA
La richiesta e' di
Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati:
"Quasi tutti hanno presentato una domanda di asilo politico, ma si
stima che al 70% di loro non verra' concesso perche' originari di
Paesi in cui non vi sono conflitti".
(RED.SOC.) Milano - Ai
62 mila profughi dal nord Africa va
concesso il permesso
di soggiorno per motivi umanitari. La
richiesta, indirizzata
al Governo Monti, e' di Christopher Hein,
direttore del
Consiglio italiano per i rifugiati (Cir). "Quasi
tutti hanno presentato
una domanda di asilo politico -afferma
intervenendo al
convegno al Pirellone sui 60 anni della
Convezione di Ginevra
-, ma si stima che al 70% di loro non
verra' concesso
perche' originari di Paesi in cui non vi sono
conflitti. Che si fa
con tutte queste persone?". Il direttore del
Cir propone di
concedere la protezione umanitaria temporanea
della durata di almeno
6 mesi, durante i quali ciascuno possa
scegliere fra tre
opzioni: il rientro assistito in patria, il
rientro in Libia per
chi era li' per lavoro ed e' stato costretto
a salire sui barconi
dai militari di Gheddafi, rimanere in Italia
per chi riesce a
trovare un impiego. Una protezione umanitaria
che hanno ottenuto i
tunisini arrivati sulle coste del Belpaese
prima del 5 aprile
2011. "Non ha senso consigliare ai profughi di
fare ricorso in caso
di diniego della domanda di asilo -aggiunge
il direttore del Cir-.
Vogliamo intasare i tribunali con migliaia
di cause?". Allo Stato
costerebbe di meno avviare progetti di
rientro con incentivi
che non sopportare tutte queste cause
giudiziarie. "Durante
il ricorso -avverte Christopher Hein-,
dovrebbero comunque
essere assistiti a spese dell'Italia. La
soluzione quindi non
e' giudiziaria, ma politica. Altrimenti non
se ne esce".
La Lombardia ha
accolto finora 3.600 profughi dal nord Africa. Di
questi 720 sono ospiti
in strutture delle Caritas lombarde.
"L'emergenza ha messo
in luce le difficolta' che gia' esistevano
nell'accoglienza dei
profughi", racconta don Roberto Davanzo,
direttore di Caritas
ambrosiana. Normalmente il sistema prevede
che per chi ha
ottenuto asilo politico gli enti d'accoglienza
abbiano tempo e
risorse per circa 10 mesi per insegnargli
l'italiano, trovargli
un lavoro e una casa. "Troppo pochi, con
l'emergenza il sistema
e' di fatto saltato -sottolinea il
sacerdote-. Fra
l'altro i profughi dal nord Africa, proprio
perche' sono in attesa
di asilo politico, per legge non possono
lavorare. Stiamo
creando una forma di assistenzialismo che da'
una pessima immagine
dell'Italia a questi giovani e sconcerta i
cittadini". Anche il
direttore della Caritas ambrosiana e'
preoccupato per il
futuro dei migranti dal nord Africa. "La
maggior parte non
otterra' l'asilo politico. E' necessario che la
politica progetti
qualcosa. Altrimenti che facciamo? Lasciamo che
vadano a ingrossare le
fila degli immigrati irregolari?". (dp)
(www.redattoresociale.it).
ANSA/IMMIGRAZIONE:
UNHCR,NEL 2011 QUASI 60MILA DA LIBIA E TUNISIA
+102% DOMANDE ASILO
IN 6 MESI; CIR,IN CANALE SICILIA 2.200 MORTI
(ANSA) - MILANO, 18
GEN - Nel 2011 sono state 28 mila le
persone arrivate in
Italia in fuga dalla Libia in fiamme, anche
se in gran parte non
si e' trattato di libici ma di cittadini
provenienti da altri
Paesi africani. Altrettante sono state
quelle arrivate dalla
Tunisia dopo la caduta di Ben Ali.
Un incremento nel
normale flusso migratorio che ha avuto come
effetto anche
un'impennata nelle domande di asilo: 10.860 nei
soli primi sei mesi
dell'anno scorso, il 102% in piu' rispetto
all'anno prima,
secondo stime al ribasso.
I dati dell'Unhcr,
l'alto commissariato per i rifugiati,
illustrano bene un
aspetto delle conseguenze umanitarie
provocate dai
sommovimenti della cosiddetta primavera araba in
nord Africa.
Un altro aspetto e'
quello di chi non ce la fa, e muore
durante la traversata.
''Per il 2011 le stime parlano di 2.200
persone annegate nel
canale di Sicilia, il numero piu' alto in
assoluto da quando e'
iniziato il fenomeno degli
attraversamenti'',
denuncia Christofer Hein, direttore del
Consiglio italiano per
i rifugiati (Cir), che a Milano ha
organizzato un
convegno insieme alla Fondazione Ismu per
discutere di questi
temi. ''E l'emergenza - afferma - non e'
ancora finita''.
Molti sono quelli che
hanno trovato rifugio in Lombardia, tra
beneficiari del
soggiorno temporaneo e richiedenti asilo. Ad
oggi, secondo la
Fondazione Ismu, sono presenti 3.037 profughi
arrivati dal nord
Africa. ''La Lombardia - afferma l'assessore
regionale alla
Famiglia, Giulio Boscagli - e' una delle regioni
piu' accoglienti
grazie ai suoi centri. Certo, ci sono problemi
aperti, come il tempo
molto lungo che passa tra l'accoglienza e
il riconoscimento
dello statuto giuridico e il fatto che queste
tematiche dovrebbero
essere affrontate in modo comune a livello
europeo''. (ANSA).
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