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L’ITALIA RINUNCIA FORMALMENTE ALLA
POLITICA DEI RESPINGIMENTI
28 luglio 2012 – L’Italia rinuncia
formalmente alla politica dei respingimenti: questo annuncio è stato
fatto in una nota ufficiale del Governo italiano al Comitato dei
Ministri del Consiglio d’Europa sul piano d’azione a seguito della
sentenza Hirsi vs Italia della Corte Europea dei Diritti
Umani.
Il Governo italiano sottolinea che
non vi è rischio si ripetano le violazioni constatate dalla Corte
nella sentenza Hirsi, in considerazione del fatto che le
persone eventualmente intercettate in mare vengono accompagnate in
specifici centri in Italia dove le situazioni individuali sono
esaminate nel rispetto di tutte le garanzie richieste dalla
Commissione Europea sui Diritti Umani“(traduzione libera del testo
francese).
Nella nota poi si legge che il
“processo verbale” firmato a Tripoli il 3 Aprile 2012 tra i due
governi non implica la ripresa della politica dei respingimenti dei
migranti intercettati in mare.
Per quanto riguarda la cooperazione
tra l’Italia e la Libia la nota parla di un impegno per una buona
gestione dei centri di accoglienza in Libia e, in particolare, della
costruzione di un nuovo centro di accoglienza e cura medica a Kufra
(nell’estremo sud-est della Libia); in più si parla dell’istituzione
di un comitato di garanzia italiano-libico che dovrà riunirsi
periodicamente nell’uno e nell’altro paese.
Secondo la Convenzione Europea sui
Diritti Umani uno Stato condannato dalla Corte deve riferire al
Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa le modalità con le
quali intende dar seguito al verdetto e di garantire la non
ripetizione delle violazioni dei diritti umani incriminate.
Il
testo di questo “piano d’azione” in versione francese, può essere
richiesto al CIR a
cirstampa@cir-onlus.org
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