LIBIA, ARCIVESCOVO
MARCHETTO: CREARE 'CORRIDOI' PER RIFUGIATI
18 maggio 2011- In
Libia ''si creino dei corridoi umanitari per quanti vi sono rimasti
intrappolati e che sono rifugiati, seppur mai riconosciuti, per
principio ideologico, dal Governo libico, o addirittura respinti a
suo tempo dall'Italia. Non perdiamo il treno della storia, non
pensiamo difermare il mare con un pettine!''. Lo ha detto
l'arcivescovo Agostino Marchetto, gia' segretario del Pontificio
Consiglio per la pastorale dei migranti e gli itineranti
ribadendo le
posizioni espresse nel libro intervista con Marco Roncallipubblicato
dall'Editrice La Scuola: 'Chiesa e migranti. La miabattaglia per una
sola famiglia umana'. Marchetto e' intervenuto(ieri-ndr) al convegno
internazionale 'Il Mediterraneo e le citta''sul tema 'I migranti del
Mediterraneo e la Chiesa Cattolica'. Assurdo, secondo Marchetto, lo
''spazio Schengen'' dove nonsi ritengono ''nemici'' gli Stati, ma si
valutano come una''minaccia'' i Paesi considerati di origine o di
transito dellemigrazioni. Citando uno dei suoi ultimi libri,
infine,l'arcivescovo ha auspicato ''l'assunzione da parte dell'Europadi
una strategia africana, poiche' l'Africa e' nostro alleatonaturale
in un mondo in cui nell'arena internazionale accanto aStati-nazioni
vi sono Stati-continenti. Si dovrebbe poiattendere che ci raggiunga,
in futuro, il mondo arabo. Del restodalla crisi libica si dovrebbe
aver imparato che non si puo'procedere saggiamente in Africa senza
l'accompagnamentodell'Unione Africana e della Lega Araba. Dobbiamo
insommaguardare lontano, non essere miopi; piu' che del microscopio
cioccorre il cannocchiale, e questo vale soprattutto per gliuomini
politici, inchiodati in genere, nello sguardo, sul tempodel loro
corto mandato elettorale''. (ANSA Firenze).