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“Mai più respingimenti
indiscriminati”
Breve riflessione di Christopher Hein,
direttore del CIR, sulla Giornata Mondiale del Rifugiato 2012
La
Giornata Mondiale del Rifugiato 2012è stata l’occasione in cui
finalmente il governo italiano ha dichiarato che non ci saranno più
respingimenti indiscriminati via mare, con queste parole il
direttore del cir Crhistopher Hein presenta una breve riflessione
che riportiamo di seguito per intero.
“Durante il suo intervento al convegno organizzato dall’UNHCR alla
Casa del Cinema a Roma, il Professor Andrea Riccardi, Ministro per
la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, l’ha detto in forma
solenne.
Il
Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, nell’intervento
pubblicato, sempre il 20 giugno, su “La Stampa”, ha detto “non
seguiremo la via dei respingimenti in mare”, e vogliamo
interpretarlo come l’annuncio di una politica nuova e
incondizionata.
Tuttavia, il Ministro Cancellieri ha subito aggiunto “…anche perché
stiamo lavorando per creare le condizioni per cui la Libia si doti
di strumenti e mezzi in grado di evitare partenze dalla sue coste.”
E’
come dire: “non ci saranno barconi da intercettare in alto mare e
migranti e rifugiati da respingere perché verranno intercettati già
prima della partenza dalla Libia”. E che fine faranno poi? Finiranno
tutti in centri di detenzione? Verranno deportati verso i paesi
vicini? O, quale alternativa si presenta in un paese che non
riconosce il diritto d’asilo, che non ha aderito alla Convenzione di
Ginevra del 1951 sui rifugiati, che non ha formalmente riconosciuto
la delegazione dell’UNHCR?
Durante il dibattito, organizzato dall’Associazione “A Buon Diritto”
sempre il 20 giugni, il Ministro Cancellieri ha detto con enfasi che
si devono combattere “i mercanti di schiavi che lucrano sulla pelle
dei migranti” - giusto! Ma quale alternativa hanno rifugiati e
migranti in Libia se non quella di pagare “i mercanti di schiavi”?
Possono venire legalmente in Italia o in un altro paese europeo?
Possono ottenere un visto? Possono essere reinsediati o presentare
richiesta di protezione alle ambasciate a Tripoli?
Temiamo che la rinuncia ai respingimenti indiscriminati dal mare non
indichi la svolta auspicata ieri da Luigi Manconi, presidente di “A
Buon Diritto”, “dalla politica delle porte chiuse ad una politica di
accoglienza”.
Comunque non vogliamo mai perdere l’ottimismo,
vogliamo apprezzare che almeno un passo sia stato fatto, passo per
cui il CIR lotta da tre anni, da quell’8 maggio 2009, che vedeva il
respingimento di 200 migranti e rifugiati, e che segnò l’inizio
della politica italiana di push-back.”
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