CIR

 Consiglio Italiano per i Rifugiati onlus 

Via del Velabro 5/A
00186 Roma
Tel.06-69200114
Fax.06-69200116
cir@cir-onlus.org

Chi siamo Presidente Direzione e Struttura Bilancio Dove siamo COME AIUTARE  CONTATTI Home

ATTIVITA'

Cosa facciamo

Utenza CIR

Rapporti annuali

 

PROGETTI

Servizi sul territorio

Integrazione

Gruppi vulnerabili

Collaborazioni Internazionali

 

I RIFUGIATI

Chi è un rifugiato

Glossario

Quadro statistico

Le storie

 

PAESI DI ORIGINE

 

DIRITTI

La procedura in Italia

Informazioni pratiche

Archivio giuridico

 

COMUNICAZIONE

Ufficio Stampa 

Comunicati news

Pubblicazioni

Interviste

 

 

FORMAZIONE

Corsi e Master

 

COLLABORA CON NOI

 

LINK

 

Video CIR su

______________

 

Risoluzione consigliata 1024x768

webmaster

Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

7 giugno 2006

Misteriosa morte in carcere di un rifugiato eritreo
Il CIR: il Ministero di giustizia faccia luce sui punti oscuri

Il CIR si è rivolto oggi al Ministero di Giustizia per appoggiare la richiesta delle Comunità eritree in Italia di chiarire le circostanze della morte in carcere del rifugiato eritreo Eyasu Habteab.

La versione ufficiale sostiene che Eyasu 36 anni, militante per l'indipendenza dell'Eritrea, si sia impiccato il 14 maggio 2006 nel carcere di Civitavecchia, in una cella di isolamento dopo una lite con altri detenuti. La versione però non convince gli eritrei che lo conoscevano da anni.

Forte dubbio viene espresso anche sui motivi della sua carcerazione avvenuta il 15 aprile all'aeroporto di Fiumicino di ritorno da un breve viaggio in Gran Bretagna, con l'accusa di favoreggiamento all'immigrazione clandestina.
"Abbiamo anche ricevuto alcuni messaggi da parte di rifugiati eritrei in USA, Germania, e Sud Africa" dice Christopher Hein Direttore del CIR. "Bisogna assolutamente far luce sulla vicenda considerando anche la morte di un altro rifugiato eritreo nel carcere di Catanzaro a fine febbraio nonché le morti, negli ultimi tempi, di altri stranieri nel carcere di Civitavecchia. Siamo anche al fianco dei familiari di Eyasu che tra l'altro era padre di una bambina nata tre mesi fa in Italia "

Il CIR partecipa alla manifestazione organizzata dal Comitato Eritreo di Roma domani 8 giugno ore 9:00 largo Benedetto Cairoli, davanti al Ministero di Giustizia.
 


Le notizie su Eyasu che fin qui abbiamo potuto raccogliere attraverso i familiari e l’avvocato incaricato da loro.

Eyasu Habteab rifugiato eritreo.

Eyasu è morto nel carcere di Civitavecchia il 14 maggio 2006, secondo la versione ufficiale si è impiccato con un lenzuolo.
Nato il 3/05/1970 a Adi – Keih, Eritrea, ha svolto il servizio militare nel suo paese nel 1994-1995, è poi fuggito per motivi di persecuzione politica in Sudan nel 1996.
A Khartoum ha conosciuto una donna eritrea dalla quale ha avuto 2 figlie: la prima di 10 anni, attualmente residente in Eritrea, e la seconda di tre mesi nata in Italia e attualmente residente presso la madre a Roma.
Eyasu a seguito di rapimenti di cittadini eritrei in Sudan lascia Khartoum e arriva in Italia con transito in Libia nel 2003 e chiede asilo. Il 5/10/2004 viene riconosciuto rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra.
Residente inizialmente a Crotone, si sposta a Bologna dove abita ormai la sua convivente, lavorando in una agenzia di spedizioni.
I primi di aprile 2006 viaggia in Inghilterra, con un documento di viaggio per rifugiati, per motivi ancora non chiariti.
Sabato 15 aprile ritorna da Londra a Fiumicino dove viene subito arrestato e detenuto nel carcere di Civitavecchia. Sembra che l’accusa del PM di Crotone sia di favoreggiamento d’immigrazione clandestina e riduzione in schiavitù.
Sembra anche che amici di Eyasu siano stati arrestati a Crotone con simile accuse, uno di loro è morto in carcere a Crotone.
Il 16 maggio 2006 Eyasu viene trovato morto nella sua cella.
Secondo le autorità carcerarie ci sarebbe stata una lite in cella tra Eyasu, un altro detenuto africano e un italiano, di conseguenza Eyasu sarebbe stato messo in cella isolato dove si sarebbe impiccato con le lenzuola. E’ stata effettuata l’autopsia però il referto può tardare anche due mesi.
Amici di Eyasu, rifugiati eritrei in Italia, Germania, USA e Sud Africa dichiarano la loro totale incredulità circa un atto di suicidio e anche circa il coinvolgimento di Eyasu in attività criminali.
Viene anche sollevato il fatto che in tempi recenti nel carcere di Civitavecchia altri detenuti sono stati trovati morti.
Una zia di Eyasu, suora presso la Comunità Sant'Anna a Roma, ha incaricato l’avvocato Luca Santini, Roma, abilitato per Civitavecchia. Rappresentanti delle comunità eritree lamentano che fin qui sulle circostanze concrete della morte di Eyasu in carcere siano stati forniti informazioni contraddittorie e poco convincenti, tra l’altro le varie ferite trovate sul corpo di Eyasu non riconducibili ad un atto di suicidio richiedono spiegazioni.