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Mondocartoon: diritti negati e immigrazione

Stazione Ostiense,  a 60 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani,

disegnatori da tutto il mondo raccontano i viaggi del sogno

 Mostra promossa dal CIR

 

9 dicembre 2008- Più di 100 autori da tutti i continenti - la gran parte dall’Africa, dall’Iran, dalla Cina e molti di loro rifugiati - hanno scelto di raccontare il viaggio, i loro sogni e le loro disillusioni. Ne è nata la mostra MONDOCARTOON, curata da Marisa Paolucci, promossa dal CIR e realizzata grazie al sostegno dell’Amministrazione Provinciale di Lucca e di Centostazioni (Gruppo FS). MONDOCARTOON sarà allestita da mercoledì 10 a venerdì 19 dicembre a Roma presso la Stazione Ostiense - sottopasso lato binari - in occasione della celebrazione del 60° anniversario della Carta Universale Onu dei Diritti Umani, sottoscritta da tutte le Nazioni del pianeta.

La mostra vuole sottolineare come ancora oggi  milioni di persone siano costrette a vagare per il mondo alla ricerca dei propri diritti umani fondamentali. Le migrazioni raccontate sono infatti dettate dall'impossibilità di vivere nei Paesi di provenienza e scandite dalla difficoltà di essere accolti in quelli di destinazione.

Attraverso fumetti e vignette le storie di uomini e donne si intrecciano, le orme della fatica raccontano il peso della speranza e la satira denuncia il profondo malessere del terzo millennio aprendo anche squarci di speranza. Con la collaborazione di autori provenienti da aree geografiche di estrema difficoltà, viene svelata la forza di denuncia e la difficile sopravvivenza non solo nei territori di provenienza ma anche in quelli di approdo.

I nuovi esploratori del terzo millennio, cittadini del mondo, seguono i sentieri della curiosità, della speranza o della disperazione alla ricerca di sogni e nuove prospettive di vita. Il miraggio dell’Europa, vicina e impossibile, diventa il sogno di molti che decidono di rischiare la vita per superare frontiere sigillate. I loro Paesi sono troppo poveri e troppo lacerati da guerre e ambiguità per essere in grado di fornire un futuro. Le frontiere dell’Europa contengono lo scrigno del benessere, il Mediterraneo diventa il mare della libertà e le sue acque bagnano le sponde del futuro. Allora l’attesa di un nuovo orizzonte può durare anni, perché la posta in gioco è alta. Per questo motivo, in pochi accettano di tornare indietro: il prezzo è rinunciare al sogno. Alle spalle c’è l’assenza di qualunque prospettiva e una famiglia che ha deposto nelle mani di quel figlio l’attesa di una vita migliore, al prezzo del rischio più grande: la vita.

 

Una scelta non casuale, quella di ospitare la mostra alla Stazione Ostiense, nella convinzione che la struttura possa davvero costituire un punto di riferimento per la collettività in grado di diffondere il senso della solidarietà e della convivenza civile, anche attraverso iniziative artistiche come questa.

 

Per ulteriori informazioni:

Valeria Carlini
CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati
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