CIR

 Consiglio Italiano per i Rifugiati onlus 

Via del Velabro 5/A
00186 Roma
Tel.06-69200114
Fax.06-69200116

p.iva 04132611007

C.f. 96150030581
cir@cir-onlus.org

Chi siamo Presidente Direzione e Struttura Bilancio Dove siamo COME AIUTARE  CONTATTI Home  

ATTIVITA'

Cosa facciamo

Utenza CIR

Rapporti annuali

 

PROGETTI

Servizi sul territorio

Integrazione

Gruppi vulnerabili

Collaborazioni Internazionali

 

 

I RIFUGIATI

Chi è un rifugiato

Glossario

Quadro statistico

Le storie

 

DIRITTI

La procedura in Italia

Informazioni pratiche

Archivio giuridico

Giurisprudenza

 

 

COMUNICAZIONE

Ufficio Stampa 

Comunicati news

Pubblicazioni

Interviste

Gallerie fotografiche

 

 

FORMAZIONE

Corsi e Master

 

COLLABORA CON NOI

 

LINK

 

Segui il CIR su

 

 

______________

 

Risoluzione consigliata 1024x768

webmaster

Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 
Napolitano: “Occorre scongiurare il rischio di ogni scivolamento nell'indifferenza e reagire moralmente e politicamente alle tragedie dei profughi che periscono in mare"

6 giugno 2011- “Di fronte alla tragedia dei tanti migranti inghiottiti dal mare, l'indifferenza è un «rischio da scongiurare» e per questo occorre reagire «moralmente e politicamente». Lo scrive il capo dello Stato Giorgio Napolitano in una lettera inviata a Claudio Magris, e che sarà pubblicata domani (oggi -ndr) sul Corriere della Sera, cogliendo una sollecitazione dello scrittore sulla stessa testata nell'edizione di sabato (dalla nota ufficiale del 5/6 del Quirinale)

Dopo il naufragio al largo della Tunisia di un peschereccio partito dalla Libia, Magris aveva rilevato come «le tragedie odierne dei profughi in cerca di salvezza o di una sopravvivenza meno miserabile che periscono, spesso anonimi e ignoti, in mare non sono meno dolorose, ma non sono più un'eccezione sia pur frequente, bensì una regola», e rappresentano una «cronaca consueta» che «non desta più emozioni collettive», provocando «assuefazione che conduce all'indifferenza». Per il capo dello Stato l'indifferenza è proprio «la soglia che non può e non deve essere varcata». Scrive il Presidente Napolitano a Magris: «Lei ha spiegato con crudezza come miseria della condizione umana l'acconciarsi a convivere con quella che diviene orribile "cronaca consueta". Ma se in qualche modo è istintiva l'assuefazione, è fatale anche che essa induca all'indifferenza? A me pare sia questa la soglia che non può e non deve essere varcata. Se è vero, come lei dice, che la democrazia è tale in quanto sappia "mettersi nella pelle degli altri, pure in quella di quei naufraghi in fondo al mare", occorre allora scongiurare il rischio di ogni scivolamento nell'indifferenza, occorre reagire con forza - moralmente e politicamente - all'indifferenza: oggi, e in concreto, rispetto all'odissea dei profughi africani in Libia, o di quella parte di essi che cerca di raggiungere le coste siciliane come porta della ricca - e accogliente? - Europa ». Per il Presidente della Repubblica, chi quotidianamente organizza la partenza dalla Libia, «su vecchie imbarcazioni ad alto rischio di naufragio, di folle disperate di uomini, donne, bambini» compie un «crimine» di fronte al quale «la comunità internazionale e innanzitutto l'Unione Europea, non possono restare inerti». Stroncare questo «"traffico" di esseri umani", prevenire nuove, continue partenze per viaggi della morte (ben più che "viaggi della speranza") e aprirsi - regolandola - all'accoglienza: è questo - per Napolitano - il dovere delle nazioni civili e della comunità europea e internazionale, è questo il dovere della democrazia».(tratto dal sito Quirinale.it-nota