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Obiettivo: modifica
della legge cittadinanza entro un anno.
Ha avuto luogo ieri
presso la Camera dei Deputati il Workshop: immigrazione e diritti
di cittadinanza – è tempo di riscrivere il contratto sociale a
cui hanno preso parte parlamentari e rappresentanti della società
civile. Sono intervenuti Fabio Porta - Parlamentare, Giuseppe
Casucci – Responsabile Immigrazione UIL, Christopher Hein, Pino
Ciociola – Giornalista di Avvenire, Antonio Golini - Demografo,
Fabrizio Molina – Direttore di Nessun Luogo è Lontano, Andrea
Sarrubbi - Parlamentare, Piero Soldini – Responsabile Immigrazione
CGIL, Franco Pittau – Responsabile Dossier Caritas Migrantes,
Mohamed Talimoun – Portavoce Rete G2, Savino Pezzotta -
Parlamentare, Roberto Zaccaria - Parlamentare, Marina Porro –
Segretario Confederale UGL, Madison Godoy – Consigliere aggiunto del
Comune di Roma, Liliana Ocmin – Segretario Confederale CISL e Fabio
Granata- Parlamentare.
L’impostazione del
tavolo di lavoro è stata quella di favorire un dialogo positivo tra
le parti sociali andando oltre le ideologie che hanno ispirato le
varie proposte di legge al fine di individuare un compromesso
realistico, una linea comune su cui far “massa critica”e creare
consensi nell’opinione pubblica.
Obiettivo
dell’incontro è stato quello di rilanciare il dibattito sulla
cittadinanza e di promuovere la ripresa dei lavori parlamentari per
arrivare alla modifica della legge sulla cittadinanza e quella sul
diritto di voto. E’ dal dicembre 2009, infatti, che il tema non
viene discusso in Parlamento e la legge vigente - del ‘91-‘92 - è
completamente inadeguata a rispondere alle esigenze di un contesto
completamente mutato, e non solo in termini di peso numerico. Nel
workshop è stata presentata una fotografia della nuova società
italiana che vede un incremento di 10 volte del numero degli
immigrati presenti rispetto al 1992. Attualmente sono 5 milioni gli
stranieri residenti in Italia, di cui 700.000 sono minori.
Sotto il profilo
demografico, strettamente connesso a quello relativo alla crescita
economica del paese e alla sua competitività, il ruolo
dell’immigrazione è di assoluto rilievo. Secondo le proiezioni
demografiche ONU del 2010 in Italia nel 2050 ci saranno 58.000
persone 12 milioni in più rispetto alle proiezioni fatte dalle
stesse Nazioni Unite nel 2000. Unica variabile del decennio, che ha
invertito un pericoloso calo demografico per il nostro Paese, è
stato l’incremento della popolazione immigrata.
Base della discussione
è stata l’analisi dell’inadeguatezza della legislazione italiana. La
legge in vigore in Italia è infatti tra le più restrittive a livello
europeo. Questa rigidità crea una situazione paradossale: la
percentuale di migrati sul territorio rimane alta perché non
riescono a naturalizzarsi. In Italia gli stranieri rimangono tali
alimentando allarmismi e paure. La percezione sociale è che l’Italia
abbia numeri di migranti più alti di altri paesi, nella realtà è che
non sono previste vie d’uscita dalle migrazioni e di inclusione nel
tessuto sociale. Questo è chiaro se si confrontano le cifre: in UK
200.000 immigrati naturalizzati nel 2009, 180.000 in Germania, 135
in Francia, e solo 64.000 in Italia ( pari al 7% della popolazione
Europea) In Francia il 23% dei cittadini è di origine straniera.
Nel tavolo di lavoro
si è concordato su un punto fondamentale, che nella profusione di
proposte si individuino punti di contatto che permettano di arrivare
all’obiettivo comune. E’ evidente che non si possa più aspettare:
700mila ragazzi - come giustamente è stato sottolineato un numero
equivalente alla popolazione di una regione italiana come il Molise
e superiore a quello della Basilicata - sono, de factu,
apolidi. Non appartengono più alla terra dei loro genitori, ma non
sono ancora italiani. E per molti di loro sarà difficile diventarlo.
Per questo si è concordato sull’importanza di trovare proposte
condivise basate sul principio di uno ius solis temperato,
di cui restano da definire i termini e tempi specifici. Altrettanto
importante, come è stato sottolineato da molti, sarà rivedere
l’applicazione pratica, i regolamenti attuativi e l’iter
amministrativo che porta al riconoscimento della cittadinanza
attualmente caratterizzato da lungaggini e veri e propri labirinti
che portano spesso a risposte negative. In molti hanno sottolineato
che sul tema della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori
regolarmente residenti o per i minori arrivati in tenera età il
consenso politico è più ampio e, partendo da proposte di legge che
già ci sono, la strada per la trasformazione in norma meno lunga e
difficile. Potrebbe essere arrivato il momento per riuscire a
modificare una norma iniqua.
Meno consenso sul tema
del diritto di voto agli stranieri quale strumento di piena
partecipazione alla vita del paese, tema che a più riprese è emerso
nel dibattito. Un tema che però difficilmente può essere eluso,
dobbiamo infatti ricordare che una fetta consistente della
popolazione residente non è rappresentata. La presenza degli
immigrati raggiunge in alcuni municipi di Roma, così come in diversi
comuni italiani, il 20-25% della popolazione. Una condizione che
mette a rischio il principio stesso della rappresentanza universale,
base della democrazia. Ma su questo tema, le opinioni di molti
sembravano concordare, sarà più difficile trovare un accordo per
l’approvazione a breve termine di una norma.
Tra gli spunti
propositivi lanciati nella tavola rotonda centrale è la
costituzione di un gruppo trasversale di parlamentari interessato
alla materia e capace di portare con forza all’attenzione di un
parlamento i cui equilibri sono mutati il tema della riforma della
legge sulla cittadinanza. In un momento in cui lo stesso
Presidente della Repubblica ha intravisto uno spiraglio per riaprire
il dibattito e portare a termine questa riforma. Nel commentare il
mutato contesto politico, da diversi partecipanti, ad esempio, è
stato sottolineata l’importanza politica della creazione di un
ministero ad hoc per l’integrazione e la cooperazione. La
prima volta nella storia Repubblica, un gesto istituzionale di
grande significato.
E’ in questa direzione
si iscrive l’iniziativa di oggi, che si è conclusa concordando che
da gennaio le azioni di lobby e sensibilizzazione devo essere
rilanciate.
Nei prossimi giorni
metteremo a disposizione sul sito tutti gli interventi al workshop..
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