|
“Oltremare”,
progetto pilota di “reinsediamento” in Italia
17 marzo 2008-
Il progetto Oltremare, iniziato il 21 Ottobre 2007, è il
primo progetto di “resettlement” sperimentato in Italia, guidato dal
Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e
l’Immigrazione in collaborazione, per la parte attuativa, con il CIR
e la Provincia di Rieti/Comune di Cantalice e con il sostegno dell’UNHCR.
Con tale progetto sono stati reinsediati nel nostro paese 39
cittadini eritrei, di età compresa tra i 17 e i 35 anni, tutti
ex-detenuti nel campo di Misratah in Libia, riconosciuti rifugiati
sotto il mandato internazionale dell’UNHCR e selezionati da
quest’ultimo in base alla vulnerabilità.
La cogestione del
progetto tra diversi soggetti nasce dalla volontà di mettere insieme
diverse competenze e diversi mandati al fine di poter meglio gestire
la complessità del processo di reinsediamento.
Il gruppo di rifugiati
- arrivato all’Aeroporto di Fiumicino lo scorso 9 novembre 2007 - è
costituito prevalentemente di donne (ci sono solo 4 sono uomini),
tutte estremamente vulnerabili, che fuggite dall’Eritrea
prevalentemente per sottrarsi al servizio di leva, hanno raggiunto
il Sudan e, attraversando il deserto, si sono recate in Libia. La
loro particolare posizione non consente il rimpatrio volontario in
quanto temono di essere gravemente perseguitate come disertori, né
possono rimanere in Libia, dove sono detenuti ed eventualmente a
rischio di espulsione.
Il progetto
Oltremare, attraverso i partners della Provincia
di Rieti/Comune di Cantalice, prevede l’attivazione di interventi
riguardanti due diversi ambiti:
-
Servizi per
l’accoglienza (accoglienza abitativa;
vitto, fornitura di beni di prima necessità e pocket money; sostegno
all’accesso ai servizi presenti sul territorio; orientamento e
assistenza sociale; corsi di alfabetizzazione e lingua italiana;
supporto all’inserimento in percorsi educativi e di istruzione;
servizi di mediazione e interpretariato);
-
Servizi
individualizzati per l’integrazione (supporto nella successiva
ricerca di opportunità alloggiative autonome; corsi di formazione
professionale e supporto all’inserimento lavorativo).
Il CIR, sulla base
della sua consolidata esperienza nel settore della assistenza ai
rifugiati vittime di tortura e traumi estremi maturata attraverso il
progetto VITO, ha messo a disposizione la propria esperienza
maturata nell’affiancare e supportare lo staff locale impostando il
suo lavoro su due fronti principali:
- attraverso un
confronto regolare con gli operatori
- un lavoro di
condivisione con loro di tematiche rilevanti e di problematiche
emergenti.
Un esperto di
integrazione del CIR propone e valuta insieme all’équipe locale
i progetti individuali con possibili percorsi di integrazione
psico-sociale, formazione e inserimento lavorativo dei beneficiari.
Il CIR ha inoltre
predisposto sia un servizio di consultazione psicologica a
favore dei singoli casi che richiedono un sostegno psicologico o un
orientamento sia un servizio di consulenza legale ad hoc, che
viene garantito qualora se ne individui la necessità per le finalità
di integrazione sul territorio (ricongiungimento familiare,
residenza, alloggio, matrimonio, etc.). Il servizio legale viene
anche implementato con azioni di informazione-formazione sui
diritti/doveri dei rifugiati.
Il CIR garantisce,
infine, un servizio di supervisione sociale e uno di supervisione
psicologica in favore dell’équipe degli operatori impegnati a vario
titolo nell’accoglienza. Due figure esperte che, a cadenza
periodica, effettuano la valutazione e la discussione sui casi in
carico.
In questi primi
quattro mesi di implementazione del progetto, lo staff del CIR ha
lavorato in stretta collaborazione con gli operatori sociali della
Provincia di Rieti/Comune di Cantalice su diversi fronti, garantendo
il più alto livello possibile di protezione della salute, fisica e
psicologica delle donne e uomini sopravvissuti alle esperienze di
violenza estrema, con un’attenzione specifica alla promozione di un
corretto approccio alle tematiche legate alla parità di genere.
|