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Contributo di
Savino Pezzotta, Presidente del CIR per la Giornata mondiale del
rifugiato promossa a Napoli con il Comune di Napoli
Sono molto
contento che quest’anno il Comune di Napoli ospiti un’importante
manifestazione promossa alla vigilia di questa Giornata del
rifugiato in stretta collaborazione con il CIR e altre
organizzazioni impegnate nel lavoro con i rifugiati.
Secondo le
statistiche, Napoli presenta, rispetto ad altre grandi città, un
numero limitato di rifugiati e richiedenti asilo. Questo non perché
a Napoli rifugiati e richiedenti asilo non siano presenti, ma perché
molti di loro hanno incontrato grandi difficoltà ad accedere alla
procedura per il riconoscimento dello status. Questa Giornata deve
innanzitutto servire per sensibilizzare le istituzioni affinché i
rifugiati presenti in città “emergano” dall’“invisibilità”.
Oggi non mi
sento di celebrare la Giornata mondiale del rifugiato, ma piuttosto
di usare questa occasione per ricordare, sensibilizzare e
rivendicare.
Ricordare
Vorrei
innanzitutto ricordare le migliaia di esseri umani -
rifugiati, richiedenti asilo, migranti, studenti, che ancor prima
dell’inizio dell’estate, continuano a tentare di attraversare il mar
Mediterraneo e l’Atlantico orientale. Queste persone non hanno
alcuna alternativa a questi viaggi, durante i quali, ormai, i morti
e i dispersi si contano in percentuali anche a due cifre.
Ricordare che in Europa non si è ancora
riusciti a creare un sistema di solidarietà efficace che permetta a
Paesi più deboli e più esposti, come Malta e Cipro, di accogliere,
anche solo temporaneamente, le persone in arrivo via mare. Ciò
naturalmente non giustifica il non rispetto degli obblighi
internazionali che impongono di salvare vite umane in mare e di
consentire lo sbarco in un posto sicuro.
Ed infine
ricordare, per l’ennesima volta, che l’Italia non ha ancora una
normativa organica sul diritto d’asilo e la protezione sussidiaria.
Sensibilizzare i politici affinché le
proposte parlamentari per una legge organica sul diritto d’asilo
abbiano priorità nei lavori di Camera e Senato.
Sensibilizzare il Governo affinché sia
reso disponibile un fondo economicamente sufficiente, reperibile
anche attraverso la diminuzione dei costi delle misure repressive,
di trattenimento, di controllo e di respingimento.
Sensibilizzare i giornalisti e attraverso
di loro, l’opinione pubblica, sul tema dei rifugiati, troppo spesso
confusi con gli immigrati, a volte, perfino con i terroristi, e
relegati sempre alle pagine di cronaca nera.
Rivendicare a nome di chi non ha voce -
perseguitati e vittime di violenza - il diritto ad essere accolti, a
trovare protezione, ad avere una reale possibilità di inserimento
nella società ospitante. |