Progetto “DOMUS”
Obiettivo
Garantire ai
rifugiati e alle persone in
protezione umanitaria un
effettivo diritto all'alloggio.
Obiettivo generale
dell’iniziativa è quello di
migliorare il livello di
assistenza ai rifugiati e a
coloro che godono di protezione
umanitaria facilitandone il
percorso di integrazione sociale
attraverso la
sperimentazione e il
potenziamento
di
sostenibili forme di supporto
alloggiativo.
Destinatari
Beneficiari
finali:
sono soggetti destinatari un
minimo di 150
nuclei familiari e singoli,
regolarmente riconosciuti
rifugiati o in protezione
umanitaria, residenti in Italia
e selezionati dagli operatori,
secondo i criteri fissati dal
coordinamento centrale del
progetto (vedi allegato).
I
destinatari finali saranno così
suddivisi sul territorio
nazionale:
·
Provincia di Roma
un numero di 75 persone;
·
Provincia di
Milano un numero di 45 persone;
·
Provincia di
Caserta 20 persone;
·
Provincia di
Crotone 10 persone.
Beneficiari
intermedi:
tutti gli attori della società
civile che sui territori di
riferimento influiscono in
maniera determinante sul
processo di inserimento
alloggiativi dei rifugiati e dei
protetti umanitari.
Partner
Capofila
Consiglio Italiano per i
Rifugiati
Partner operativi sul territorio
di Roma
Centro Astalli
Federazione Chiese Evangeliche
in Italia - FCEI
Partner operativi sul territorio
di Milano
Camera del lavoro- CGIL di
Milano
Partner operativi sul territorio
di Caserta
l’Associazione “Comitato per il
Centro Sociale”
Partner operativi sul territorio
di Crotone
Consorzio dei Servizi Sociali-
COPROSS
Attività dirette ai beneficiari
finali
Azione 1
Costituzione di un fondo
per
contributi-alloggio,
finalizzato a superare i
maggiori ostacoli al reperimento
di alloggi da parte dei
rifugiati (es. mancanza di
liquidità per il pagamento della
caparra) e a garantire i
locatari contro i rischi, reali
- o presunti- della locazione,
provvedendo le garanzie
finanziarie per la stipula di un
numero significativo di
contratti di locazione e
permettendo al beneficiario
stesso di essere soggetto attivo
della ricerca.
Il fondo funziona secondo la
seguente modalità:
·
un “modulo”
iniziale che consente di fare
fronte alle ordinarie richieste
di deposito cauzionale,
mensilità anticipata e
l’eventuale commissione delle
agenzie;
·
un secondo
“modulo” trimestrale di
contributo-alloggio decrescente
dal 1° al 3° mese che
supportando ulteriormente il
beneficiario nella fase iniziale
della gestione di un alloggio e
delle relative utenze, faciliti
la riuscita del percorso di
integrazione.
L’ammontare medio pro-capite è
previsto in € 3.350,00,
variabile secondo contesto
territoriale e status personale.
Ai fini dell’erogazione del
contributo si prevede la
costante mediazione degli
operatori territoriali che, con
interventi di mediazione e
“garanzia”, si adopereranno per
il superamento delle eventuali
resistenze del proprietario a
sottoscrivere un contratto con
un rifugiato.
Azione
2
Realizzazione di un
servizio di accompagnamento
sociale da sviluppare
nelle 4 aree territoriali di
intervento, propedeutico
all'individuazione,
all'orientamento e alla
selezione degli utenti che
potranno beneficiare del
contributo-alloggio. Al fine di
assicurare il corretto ed
efficace impiego dei contributi
concessi, l'accompagnamento
sociale garantirà anche la presa
in carico globale del caso e il
monitoraggio di ogni singolo
utente nel suo percorso di
integrazione alloggiativa sul
territorio.
Le attività
finalizzate all'assistenza e
all'orientamento nei confronti
del mercato abitativo,
includeranno il rapporto con le
agenzie immobiliari, con gli
uffici comunali e le relazioni
con la comunità e la società
circostanti, e saranno svolte in
forme complementari e aggiuntive
a quelle di assistenza sociale
già poste in essere in via
ordinaria. A tal fine sono
impiegati specifici operatori
sociali, mediatori culturali e
per ciascuna delle aree locali
di interesse del progetto sarà
individuato un operatore
responsabile.
Nella più ampia attività di
accompagnamento sociale quindi
sono comprese non solo le
attività di assistenza diretta
al rifugiato, tra le quali anche
un'approfondita informazione sui
propri diritti e doveri, ma una
più ampia intermediazione volta
a facilitare l'inserimento del
rifugiato nel territorio.
L'operatore dovrà quindi fungere
da interfaccia con i diversi
interlocutori coinvolti nel
processo di inserimento
alloggiativo:
·
enti interessati:
uffici pubblici, agenzie
immobiliari, comunità di
rifugiati, sindacati affittuari;
·
comunità locale e
la società circostante.
Questo intervento di apertura e
contatto con il territorio sarà
necessario anche al fine di
prevenire il manifestarsi di
quelle forme di pregiudizio,
discriminazione, rifiuto che
gravano costantemente sulla
dinamica dell'offerta di
locazioni.
Gli operatori,
inoltre, garantiranno il
monitoraggio degli
inserimenti alloggiativi
effettuando anche visite
domiciliari presso i nuclei loro
assegnati e ricercando, quando
necessario, le relazioni con
operatori del mercato
immobiliare e con ogni altro
utile interlocutore. L’azione
degli operatori potrà avere
funzione preventiva
nella riduzione dei
rischi
(morosità, danneggiamento alle
suppellettili e agli immobili) e
di accompagnamento dei casi per
un tempo ulteriore rispetto a
quello della fruizione dei
contributi utile a stabilizzare
il percorso integrativo e a
contrastare i rischi di un
fallimento tardivo e non
sufficientemente valutato
preventivamente.
Attività dirette ai beneficiari
intermedi
Azione 3
Al fine di garantire il maggior
impatto e sostenibilità
all'intervento, verrà costituito
un Gruppo
di stakeholder di
riferimento sui territori di
realizzazione. Verranno
infatti contattati e coinvolti
nell’implementazione delle
attività progettuali gli attori
più significativi sul tema
dell’accesso all’alloggio
nei quattro territori
del progetto: operatori
di Enti locali, Servizi e
agenzie immobiliari e di
rappresentanza sindacale,
Fondazioni e Istituti Bancari,
istituti di ricerca sociale,
comunità di rifugiati.
La finalità dei Gruppi di
stakeholder è quella di mettere
in comune pratiche già applicate
nei diversi contesti, nonché
elaborare modelli sperimentali
al fine di individuare modalità
di intervento realizzabili nel
breve e medio periodo per
incidere positivamente
sull'accesso all'alloggio dei
rifugiati e protetti umanitari.
Una volta individuati gli
stakeholder e costituiti i
gruppi, si realizzeranno 2
workshop nazionali il cui
obiettivo sarà individuare,
selezionare, e reperire
possibili linee di intervento
sull'inserimento alloggiativo
nonché promuovere soluzioni
inclusive sostenibili.
Attività di comunicazione
sociale, sensibilizzazione
territoriale e diffusione dei
risultati.
Azione 4
Verrà
garantita la raccolta,
pubblicazione e diffusione dei
dati e dell’esperienza
realizzate nei vari territori
coinvolti, al fine di delineare
una possibile buona pratica per
l’accoglienza alloggiativa
e fornire agli Enti locali e ai
Comuni italiani strumenti
conoscitivi per un’ulteriore
programmazione di interventi
adeguati.
Si prevede la pubblicazione del
Rapporto finale
e la diffusione dei risultati
ottenuti nel corso di una
Tavola Rotonda
aperta al pubblico.
Durante l'implementazione
progettuale verrà condotta una
attività di sensibilizzazione
territoriale sulla problematica
alloggiativa dei rifugiati. A
tal fine saranno realizzati
materiali specifici: poster,
brochure informative e spot
radiofonico.
Sarà organizzata
1 conferenze stampa di avvio al
fine di poter coinvolgere e
sensibilizzare il maggior numero
possibile di soggetti
istituzionali e privati che
potranno garantire al progetto
la massima efficacia.
Coordinamento centrale del
progetto:
Marina Bozzoni tel 06 69 200 114
int 226
bozzoni@cir-onlus.org
Valeria Carlini tel 06 69 200
114 int 216
carlini@cir-onlus.org