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Azione
1.1.B-Interventi di accoglienza, riabilitazione, integrazione
socio-economica dei richiedenti/titolari di protezione
internazionale vittime di tortura e violenza
PROGETTO FER INVITO-INtegrazione
VIttime di TOrtura
Il progetto INVITO è iniziato il 1
luglio 2011 ed è in linea con l’impegno che il CIR persegue da oltre
15 anni nell’ambito dell’accoglienza e cura di rifugiati
sopravvissuti a esperienze di tortura.
In particolare questo progetto ha
come obiettivo primario la riabilitazione di 180 tra richiedenti
asilo e rifugiati sopravvissuti a tortura e violenza estrema,
attraverso interventi interdisciplinari e integrati che prevedono:
ü
attività legale (supporto alla procedura);
ü
attività sociale (orientamento, promozione dei
percorsi di integrazione, laboratori di riabilitazione psicosociale,
etc.);
ü
cure mediche e psicologiche.
In tutte le attività del progetto,
viene garantita una specifica attenzione alla promozione
dell’uguaglianza di genere. Particolare cura è riservata a tutti
quegli ambiti della salute delle donne collegati con le esperienze
traumatiche, come i disturbi del comportamento alimentare, disturbi
ginecologici e problemi che si ripercuotono sulla salute
riproduttiva
Oltre agli interventi che
tradizionalmente il CIR realizza a favore di queste persone e
nell’ottica di contribuire alla ricostruzione della loro identità
ferita, quest’anno per la prima volta il progetto ha previsto anche
la creazione di un piccolo centro di accoglienza che fin qui ha
accolto 7 persone. L’esperienza di accoglienza gestita
congiuntamente con l’Arciconfraternita è realizzata nello stesso
comprensorio che ospita il centro SPRAR della Provincia di Roma,
Riserva Nuova. Gli uomini singoli, ospiti del centro, sono stati
individuati tra quei rifugiati sopravvissuti a tortura e seguiti
all’interno del progetto più a rischio e bisognosi di un’attenzione
specifica. Il presupposto è che una buona situazione d’accoglienza
costituisca di per sé un’importante strumento terapeutico e un
potente strumento di attivazione delle risorse positive di ognuno
degli ospiti.
Il progetto nella sua globalità, mira
a intercettare gli specifici bisogni dell’utenza e attraverso
interventi di cura medico-psicologica e l’inserimento in percorsi di
riabilitazione individuali e personalizzati, intende contribuire a
ristabilire il benessere globale della persona, presupposto
indispensabile per qualsiasi percorso di autonomia socio-economica e
abitativa.
Per le cure mediche e psicologiche il
CIR, lavora in stretta collaborazione con il Centro per lo Studio
e il Trattamento delle Patologie Post-Traumatiche e da Stress
dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, che ha
sviluppato un’esperienza specifica nella diagnosi, cura e
certificazione di pazienti sopravissuti a tortura. Il Progetto
fornisce allo staff medico-psicologico la mediazione
linguistico-culturale e le informazioni legate alla storia e utili
alla valutazione clinica del caso, nonché i medicinali non coperti
dal Servizio Sanitario Nazionale.
Tra le varie opzioni terapeutiche
proposte, stanno per iniziare due percorsi di riabilitazione
psico-sociale, a forte valenza terapeutica. Oltre al laboratorio di
riabilitazione psicosociale di teatro, sta per iniziare un
laboratorio nell'ambito della comunicazione "Da vittime a
testimoni". Questo laboratorio è pensato per utenti con un buon
livello di resilienza e in particolare è rivolto a un gruppo di
rifugiati che lavoreranno insieme a esperti di comunicazione, di
diritti umani e psicologi per favorire un loro percorso personale di
passaggio da “vittime” a “testimoni”. Questo laboratorio mira a
favorire l’espressione di un loro ruolo attivo in campagne di
sensibilizzazione e comunicazione nell’ambito dell’asilo |