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Progetto co-finanziato dall Unione Europea

Fondo Europeo per i Rifugiati

Programma annuale 2010

 

Azione 1.1.B-Interventi di accoglienza, riabilitazione, integrazione socio-economica dei richiedenti/titolari di protezione internazionale vittime di tortura e violenza

PROGETTO FER INVITO-INtegrazione VIttime di TOrtura

Il progetto INVITO è iniziato il 1 luglio 2011 ed è in linea con l’impegno che il CIR persegue da oltre 15 anni nell’ambito dell’accoglienza e cura di rifugiati sopravvissuti a esperienze di tortura.

In particolare questo progetto ha come obiettivo primario la riabilitazione di 180 tra richiedenti asilo e rifugiati sopravvissuti a tortura e violenza estrema, attraverso interventi interdisciplinari e integrati che prevedono:

ü  attività legale (supporto alla procedura);

ü  attività sociale (orientamento, promozione dei percorsi di integrazione, laboratori di riabilitazione psicosociale, etc.);

ü  cure mediche e psicologiche.

In tutte le attività del progetto, viene garantita una specifica attenzione alla promozione dell’uguaglianza di genere. Particolare cura è riservata a tutti quegli ambiti della salute delle donne collegati con le esperienze traumatiche, come i disturbi del comportamento alimentare, disturbi ginecologici e problemi che si ripercuotono sulla salute riproduttiva

Oltre agli interventi che tradizionalmente il CIR realizza a favore di queste persone e nell’ottica di contribuire alla ricostruzione della loro identità ferita, quest’anno per la prima volta il progetto ha previsto anche la creazione di un piccolo centro di accoglienza che fin qui ha accolto 7 persone.  L’esperienza di accoglienza  gestita congiuntamente con l’Arciconfraternita è realizzata nello stesso comprensorio che ospita il centro SPRAR della Provincia di Roma, Riserva Nuova. Gli uomini singoli, ospiti del centro, sono stati individuati tra quei rifugiati sopravvissuti a tortura e seguiti all’interno del progetto più a rischio e bisognosi di un’attenzione specifica. Il presupposto è che una buona situazione d’accoglienza costituisca di per sé un’importante strumento terapeutico e un potente strumento di attivazione delle risorse  positive di ognuno degli ospiti.

Il progetto nella sua globalità, mira a intercettare gli specifici bisogni dell’utenza e attraverso interventi di cura medico-psicologica e l’inserimento in percorsi di riabilitazione individuali e personalizzati, intende contribuire a ristabilire il benessere globale della persona, presupposto indispensabile per qualsiasi percorso di autonomia socio-economica e abitativa.

Per le cure mediche e psicologiche il CIR, lavora in stretta collaborazione con il Centro per lo Studio e il Trattamento delle Patologie Post-Traumatiche e da Stress dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, che ha sviluppato un’esperienza specifica nella diagnosi, cura e certificazione di pazienti sopravissuti a tortura. Il Progetto fornisce allo staff medico-psicologico la mediazione linguistico-culturale e le informazioni legate alla storia e utili alla valutazione clinica del caso, nonché i medicinali non coperti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Tra le varie opzioni terapeutiche proposte, stanno per iniziare due percorsi di riabilitazione psico-sociale, a forte valenza terapeutica. Oltre al laboratorio di riabilitazione psicosociale di teatro, sta per iniziare  un laboratorio  nell'ambito della comunicazione "Da vittime a testimoni". Questo laboratorio è pensato  per utenti con un buon livello di resilienza e in particolare è rivolto a un gruppo di rifugiati che lavoreranno insieme a esperti di comunicazione, di diritti umani e psicologi per favorire un loro percorso personale di passaggio da “vittime” a “testimoni”. Questo laboratorio mira a favorire l’espressione di un loro ruolo attivo in campagne di sensibilizzazione e comunicazione nell’ambito dell’asilo