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Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Progetto co-finanziato dall Unione Europea

Ministero dell’Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione

 

Fondo Europeo per i Rifugiati

 

Progetto “Intrecciare Percorsi, Integrare persone”

 

 

Obiettivo

Il progetto si pone come obiettivo l'integrazione, sui territori di Roma, Napoli, Caserta e Ancona, di 42 persone in protezione internazionale particolarmente vulnerabili (15 a Roma, 10 a Napoli, 10 a Caserta e 7 ad Ancona) attraverso 4 azioni specifiche: sostegno all'autonomia alloggiativa, sostegno all'inserimento lavorativo, sostegno al riconoscimento delle professionalità e studi pregressi, formazione professionale e tutela della salute.

 

 

Azioni e modalità operative

Nei quattro territori, in considerazione della particolare vulnerabilità dell'utenza, si lavorerà con equipe multidisciplinari in grado di implementare interventi articolati. Le equipe, composte da operatori sociali, operatori legali, medici e psicologi, saranno formate da operatori del CIR, della Cooperativa Dedalus, dell'Ex Canapificio e dai professionisti dei servizi territoriali con i quali si concluderanno accordi di collaborazione.

 

Gli utenti verranno segnalati all'equipe multidisciplinare dai servizi territoriali degli Enti locali di riferimento attraverso l'utilizzo di schede di invio strutturate e modalità di presa in carico concordate.

 

La presa in carico da parte degli operatori del CIR e dei partner territoriali si declinerà con un approccio olistico e integrato, volto a sostenere la persona nel percorso individuale che, partendo dall'analisi delle proprie risorse e del contesto territoriale, porti alla elaborazione e realizzazione di un sostenibile percorso di autonomia. Verranno quindi elaborate, a seconda delle esigenze emerse nei colloqui individuali,  risposte progettuali attinenti a differenti aree - alloggio, salute, formazione e lavoro -  parti essenziali del processo di integrazione.

 

 

Ad ogni utente verrà proposto un microprogetto di integrazione, mirato sulle specifiche esigenze. E’ previsto un ammontare medio pro-capite di 1.750 euro per sviluppare i suindicati percorsi di integrazione. Tale cifra potrà essere utilizzata flessibilmente secondo il contesto territoriale e le condizioni personali.

 

 

 

Alloggio: verranno implementate sui 4 territori azioni volte a favorire l’incontro tra domanda e offerta alloggiativa, attraverso sportelli informativi per l’orientamento e l’accompagnamento nella ricerca della casa.

Nei 4 territori verrà inoltre prevista la costituzione di un fondo per contributi-alloggio finalizzato a superare i maggiori ostacoli al reperimento di alloggi da parte dei rifugiati e a garantire i locatari contro i rischi, reali - o presunti- della locazione, provvedendo le richieste finanziarie iniziali per la stipula di contratti di locazione. Il fondo potrà essere utilizzato anche per piccoli lavori di ristrutturazione, per il pagamento di interventi necessari alla messa in opera delle unità abitative e per l’inserimento in strutture protette.

 

Salute: la specificità dei traumi subiti dai beneficiari finali dell'intervento, soprattutto per le vittime di tortura e inframaggiorenni, e la complessità della situazione vissuta dai nuclei monoparentali con figli minori, rendono necessario uno specifico intervento medico-psicologico. Su ciascun territorio si collaborerà con realtà pubbliche per un accesso protetto alle cure. I centri individuati cui gli utenti saranno prontamente inviati potranno garantire una adeguata cura non solo della salute fisica, ma anche psicologica. I differenti aspetti medico-sanitari infatti verranno demandati al personale medico dei servizi territoriali competenti. Inoltre si provvederà a coprire ticket, spese per cure mediche e interventi specialistici non coperti dal S.s.n. 

 

Formazione: Nell'ottica di un percorso di integrazione che miri ad un equilibrio tra le competenze pregresse, quelle nuovamente acquisite e le realistiche aspettative dell'utente, uno spazio di attenzione particolare verrà dedicato all'analisi di tali elementi. Nei casi in cui si riscontri un gap tra le competenze e l'attuale situazione lavorativa o formativa dell'utente si metteranno in essere interventi correttivi quali l'attivazione del processo per il riconoscimento dei titoli di studio, l'iscrizione a corsi di formazione professionale o di studio utili a favorire un adeguato processo di integrazione lavorativa. La frequenza a corsi di formazione potrà essere incentivata anche attraverso il riconoscimento di borse di frequenza e facilitata attraverso l'acquisto di testi e libri per lo studio.

 

Lavoro: Nei casi in cui sarà necessario consolidare la posizione professionale degli utenti verranno realizzate azioni volte all'inserimento lavorativo. Il declinarsi di queste azioni dipenderà in maniera diretta dalle difficoltà riscontrate da ogni singolo utente e dalle corrispettive potenzialità. Verranno quindi applicati in maniera flessibile interventi indirizzati nei singoli casi a risolvere l'ostacolo riscontrato. Tra gli interventi, i tirocini formativi che avvicinano l'utente al mondo lavorativo e favoriscono l'acquisizione di competenze specifiche. I tirocini formativi saranno attivati attraverso convenzioni stipulate con i servizi territoriali competenti, aziende selezionate e prevederanno per l'utente impegnato una borsa lavoro. Altre misure di sostegno all'inserimento lavorativo possono essere nel caso di singoli genitori di minori gli interventi atti a favorire l'indipendenza del parente (iscrizione a scuole materne, asili nido, attività di baby sitting).

 

 

(a cura di Valeria Carlini)