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Progetto FER “Elaborating a common interdisciplinary working methodology (legal-psychological) to guarantee the recognition of the proper international protection status to victims of torture and violence” – Maieutics

 

co-finanziato dalla Commissione Europea-Direzione Generale Affari Interni

Fondo Europeo per i Rifugiati 2010 –Azioni Transnazionali 2010

 

Dal luglio 2011 è iniziato il Progetto FER “Elaborating a common interdisciplinary working methodology (legal-psychological) to guarantee the recognition of the proper international protection status to victims of torture and violence” – Maieutics di cui il CIR è il capofila. co-finanziato dalla Commissione Europea – Direzione Generale Affari Interni con il Fondo Europeo per i Rifugiati – Azioni Transnazionali 2010. 

 

Il Progetto Maieutics, della durata di 15 mesi, mira a garantire il riconoscimento dello status di protezione internazionale alle vittime di tortura e violenza, attraverso l’elaborazione di una metodologia di lavoro interdisciplinare legale e socio-psicologica.

 

Il progetto si pone l’obiettivo di colmare un gap attualmente esistente tra la fase iniziale di identificazione delle vittime di tortura e violenza, la cui importanza è stata ampiamente sottolineata a livello internazionale, e quella immediatamente successiva di presa in carico della persona, sia dal punta di vista legale che psicologico e sociale.

 

Il progetto coinvolgerà 5 paesi (Grecia, Italia, Romania, Paesi Bassi e Regno Unito), all’interno dei quali sono stati coinvolti, in qualità di partner, associazioni con un’elevata esperienza nel campo dell’assistenza ai richiedenti asilo e rifugiati vittime di tortura e violenza, sia da un punto di vista legale che socio-psicologico, nonché esperti individuali.

 

E’ infatti noto che per le vittime di tortura e violenza estrema è spesso molto difficile prendere la decisione di fare domanda d'asilo e ancor più penoso affrontarne il difficile iter legale, a causa dei disturbi post-traumatici e da stress legati al trauma subito o ancora alle barriere culturali esistenti nel paese di accoglienza. Affrontare la procedura d’asilo e l’eventuale ricorso può inoltre porre la persona di fronte a rischi reali di re-traumatizzazione, essendo necessario per la stessa ripercorrere l’esperienza dolorosa che li ha costretti a lasciare il proprio paese.

 

Se il sistema d’asilo, per come attualmente strutturato, presuppone che il richiedente sia in grado di dimostrare i fatti e le circostanze alla base della propria richiesta di protezione, i vuoti di memoria e i disordini psicologici spesso connessi al trauma, impediscono alle vittime di tortura e violenza di soddisfare questa condizione.

 

Inoltre, l'esperienza dimostra che più profondo è il trauma vissuto, più difficile è per la persona rivelare la propria storia e parlare della violenza subita e questo purtroppo fa si che, molto spesso, le decisioni in merito ad una domanda di protezione internazionale non rendano giustizia al reale bisogno di protezione delle persone coinvolte.

Il progetto parte dal presupposto che un approccio multidisciplinare legale e psicologico nelle attività di consulenza rivolte a richiedenti asilo e rifugiati vittime di tortura e traumi estremi nella fase di avvio della procedura d’asilo e nel corso del suo svolgimento o eventualmente dell’appello, possa avere un riflesso positivo sia per quanto riguarda il riconoscimento di uno status di protezione corrispondente ai reali bisogni della persona (riducendo quindi anche la necessità di fare appello avverso la decisione di una commissione di eleggibilità di prima istanza), sia per quanto riguarda la riduzione dei rischi di traumatizzazione secondaria.

 

La metodologia di lavoro che il progetto mira ad elaborare potrà fungere da strumento operativo per i professionisti legali, sociali e medico-psicologici che operano con richiedenti asilo e rifugiati vittime di tortura e violenza, che potrà essere utilizzato nelle diverse fasi dell’orientamento, della presa in carico e dell'assistenza di persone bisognose di protezione internazionale che sono vittime di tortura e violenze.

 

Per l'attuazione del progetto, i partner seguiranno un approccio scientifico che si svolgerà in più fasi: inizialmente si provvederà alla elaborazione della metodologia di lavoro legale/medico-psicologica, sulla base delle migliori pratiche in essere, dello scambio delle esperienze acquisite e di interviste con attori rilevanti e richiedenti asilo e rifugiati vittime di tortura e violenza, successivamente si attuerà una verifica del modello elaborato, sulla base di una sua sperimentazione su un numero identificato di beneficiari finali, e infine si provvederà al perfezionamento del modello, che sarà poi condiviso a livello europeo. 

La metodologia di lavoro proposta verrà riassunta in un manuale operativo contenente i principali risultati del progetto e le procedure elaborate, manuale che sarà ampiamente distribuito in tutti gli Stati membri che partecipano al progetto. Sono previsti altresì eventi nazionali di formazione in ciascuno stato parte dell’iniziativa, per spiegare e condividere la nuova metodologia predisposta.

 

Sono partner del progetto Maieutics:

Il Greek Council for Refugees (Grecia);

La ICAR Foundation e il Romanian National Council for Refugees in Romania;

Il Centrum '45 (afferente al gruppo Stichting Arq Psychotrauma Expert Groep) in Olanda

La Medical Foundation for the Care of Victims of Torture nel Regno Unito.

 

 

(a cura di Martina Socci, CIR)