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Gemma Criscuolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Progetto finanziato dalla Presidenza

del Consiglio dei Ministri

con il fondo dell'otto per mille dell'IRPEF

devoluto dai cittadini alla diretta gestione

statale per l'anno 2009

 

Intervento di supporto al ricongiungimento familiare

 

 

Ritrovare la vita lasciata indietro, da cui si è stati costretti a scappare.

Ricostruire la propria identità, attraverso legami che si riallacciano.

Passare dall’impossibilità di rivedersi, dalle distanze e dalle separazioni forzate,

alla vicinanza che riunisce il passato, il presente e il futuro.

Il progetto Ritrovarsi per ricostruire è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il fondo dell'otto per mille dell'IRPEF devoluto dai cittadini alla diretta gestione statale per l'anno 2009, e ha l’obiettivo di favorire il processo di riunificazione familiare di 300 rifugiati e persone con protezione sussidiaria.

E’ il più importante intervento mai finanziato in Italia sul ricongiungimento familiare per rifugiati. Coinvolge 6 regioni (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, Lazio, Calabria, Sicilia) e 11 città e province (Udine e Gorizia; Milano, Bergamo e Varese; Verona; Roma; Crotone, Catanzaro e Cosenza; Catania).

Prevede il lavoro di un ampio e articolato partenariato: il Consiglio Italiano per i Rifugiati come capofila, la Fondazione Franco Verga e la CGIL Camera del Lavoro a Milano; la Cooperativa Panta Rei a Verona; il Centro Astalli, la Federazione delle Chiese Evangeliche e la CRS - Cooperativa “Roma Solidarietà”a promossa dalla Caritas diocesana di Roma a Roma; la Promidea Soc. Coop. in Calabria; e si avvarrà del supporto tecnico della Contalegis e della Codacons.

Perché questo progetto

La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato, sancisce la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. La famiglia non solo è la base sociale ma, allo stesso tempo, è la base per la costruzione e per il consolidamento dell’identità personale. Una dimensione che ha un valore particolare per i rifugiati che sono costretti a vivere fuori del paese d’origine e sono necessariamente lontani dai propri riferimenti affettivi e identitari. Che non possono tornare e sono separati forzatamente dalle loro famiglie. Famiglie che spesso si trovano in condizioni di pericolo, esposte al rischio di persecuzione.

Per i rifugiati la garanzia del ricongiungimento è una precondizione per consentire l’effettiva salvaguardia dell’integrità soggettiva, oltre a quella del nucleo familiare.

Le storie dei rifugiati ci raccontano però che la concreta fruizione di questo diritto fondamentale è ancora estremamente problematica. Nella quotidianità il ricongiungimento è ostacolato da una serie di difficoltà di carattere giuridico e burocratico e, ancor più pesantemente, da fattori di carattere economico, sociale e lavorativo.

Gli interventi previsti

Partendo dal supporto legale che accompagna il rifugiato nella procedura per ottenere i documenti necessari al ricongiungimento fino al sostegno sociale per il rafforzamento delle condizioni lavorative e alloggiative, il progetto prevede interventi complessi finalizzati a rafforzare il percorso di integrazione sociale di tutto il nucleo familiare.

Il progetto garantirà:

· Supporto legale per le problematiche di tipo burocratico e amministrativo legate al rilascio dei visti, al rapporto con le ambasciate, al test del DNA, all’organizzazione del viaggio. E’ previsto un limitato sostegno economico diretto all’utenza per il pagamento delle spese di viaggio, del test del DNA, di eventuali spese per documenti.

· Supporto sociale finalizzato a facilitare l’integrazione lavorativa dei rifugiati attraverso l’orientamento e l’inserimento in percorsi di formazione e riqualificazione professionale. Ad almeno 150 rifugiati verrà garantito l’inserimento in specifici percorsi orientativi e formativi e per alcuni di questi verranno attivati tirocini formativi con borsa lavoro.

· Sostegno alla creazione di micro-impresa: 25 utenti verranno supportati, anche attraverso contributi economici, nello start up di una micro-impresa. Per queste nuove imprese verrà costituito un incubatore d’impresa e un centro servizi che li accompagnerà nella gestione.

· Orientamento e supporto nella ricerca alloggiativa autonoma, verrà fornita assistenza diretta a circa 200 rifugiati attraverso l’erogazione di contributi per il pagamento di caparre, depositi cauzionali, costi d’agenzia immobiliare o un contributo trimestrale a scalare per coprire le spese del canone d’affitto.

 

- Leggi la 2a newsletter dedicata al progetto

- leggi la 1a newsletter dedicata al progetto 
- leggi il comunicato stampa

 

Contatti

Progetto: Fiorella Rathaus, Coordinatrice esecutiva del progetto e Responsabile Area Integrazione CIR, tel. 06 69 200 114 int 231, rathaus@cir-onlus.org

Ufficio stampa: Valeria Carlini, Responsabile relazioni esterne e comunicazione CIR, tel. 06 69 200 114 int 216 carlini@cir-onlus.org