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Sottocommissione ad hoc dell’APCE del Consiglio
d’Europa: i centri di accoglienza di Lampedusa non sono adatti al
trattenimento di migranti
4
ottobre 2011-Riportiamo nota del Consiglio d’Europa di ieri: ‘I
centri di accoglienza di Lampedusa non sono adatti al trattenimento
di migranti irregolari, in particolare tunisini. Essi vi sono
praticamente detenuti, senza avere accesso a un giudice, ha indicato
la Sottocommissione ad hoc dell’Assemblea parlamentare del
Consiglio d’Europa (APCE) sull’arrivo massiccio di migranti
irregolari, richiedenti asilo e rifugiati sulle coste meridionali
dell’Europa, nel rapporto sulla visita condotta a Lampedusa (*). “I
centri di accoglienza dovrebbero rimanere tali, e non essere
trasformati in centri di trattenimento”, ha dichiarato Christopher
Chope (Regno Unito, GDE), Presidente della sottocommissione ad
hoc e della Commissione Migrazioni, Rifugiati e Demografia dell’APCE.
In
questo contesto, la sottocommissione ad hoc mostra
preoccupazione per le tensioni accresciutesi in maniera esponenziale
sull’isola: un incendio doloso verificatosi il 20 settembre nel
principale centro di accoglienza, causando danni notevoli, ha
infatti provocato un’impennata di violenza e portato le autorità
italiane a dichiarare Lampedusa “porto non sicuro”. “Bisogna
condannare fermamente questi atti di violenza, che non rendono
giustizia agli sforzi compiuti dalla popolazione locale e dalla
Guardia costiera italiana che, giorno dopo giorno, fanno tutto il
possibile per prestare soccorso alle persone in pericolo in mare e
offrire loro un rifugio temporaneo sull’isola”, hanno dichiarato i
membri della sottocommissione ad hoc.
Il 2011 è stato
segnato da numerose tragedie nel Mar Mediterraneo dove migliaia di
persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste
europee. A ragione della sua vicinanza con l’Africa settentrionale,
Lampedusa è un territorio chiave per impedire nuove morti in mare.
“Finché il porto di Lampedusa sarà considerato come un porto ‘non
sicuro’, le traversate saranno più lunghe, più pericolose e le
operazioni di salvataggio dei guardacoste saranno rallentate dalle
maggiori distanze da percorrere partendo dalla Sicilia. Per salvare
delle vite, è urgente che Lampedusa possa essere di nuovo in grado
di accogliere gli arrivi”, ha commentato il Sig. Chope.
Nel
suo rapporto, la sottocommissione ad hoc ha esortato le
autorità italiane a intensificare quanto prima le capacità ricettive
di Lampedusa e a garantire il rapido trasferimento dei nuovi
arrivati in centri di accoglienza situati in altre parti d’Italia.
Dovrebbero inoltre essere previste strutture di accoglienza adeguate
per i minori non accompagnati, garantendo che questi ultimi non
siano detenuti e che siano separati dagli adulti.
Lampedusa resta sempre
in prima linea per quanto riguarda gli arrivi via mare di flussi
migratori misti, provenienti in particolare dalla Libia e dalla
Tunisia. Gli arrivi non sono diminuiti, e l’Italia e l’Europa devono
essere pronte a far fronte ad afflussi potenzialmente ancora più
massicci.
(*)
I cinque membri della sottocommissione ad hoc si sono recati
a Lampedusa nei giorni 23 e 24 maggio 2011 per condurre una visita
informativa su invito della delegazione italiana presso l’APCE.
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Comunicato stampa -
APCE 080 (2011)
Rapporto in allegato
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