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NUOVO RAPPORTO UNHCR, N AUMENTO IL NUMERO DI RIFUGIATI E DI SFOLLATI INTERNI NEL MONDO

18 giugno 2008, GINEVRA – I nuovi dati pubblicati ieri dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) -  nel nuovo rapporto statistico annuale “Global Trends”, edizione per il 2007 -  mostrano come, alla fine del 2007, vi erano 11,4 milioni di rifugiati al di fuori dei loro paesi d’origine e 26 milioni di sfollati interni fuggiti a guerre o persecuzioni, di cui 13,7 milioni assistiti dall’UNHCR.

Queste cifre contribuiscono a far sì che vi sia oggi un numero complessivo di rifugiati e sfollati costretti a lasciare le proprie case di competenza dell’UNHCR che non ha precedenti. In totale, le persone cui l’Agenzia per i rifugiati fornisce assistenza sono attualmente 31,7 milioni. La diminuzione rispetto al 2006, quando le persone di competenza dell’UNHCR erano 32,9 milioni, è dovuta, nonostante l’incremento nel numero di rifugiati e sfollati, al massiccio calo nel numero degli apolidi.

“Dopo cinque anni consecutivi – dal 2001 al 2005 - in cui il numero di rifugiati è calato, negli ultimi due anni è stato registrato un aumento, e questo è per noi motivo di preoccupazione”, ha affermato António Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, a Londra per inaugurare una settimana di eventi legati alla Giornata Mondiale del Rifugiato, che si celebrerà il 20 giugno e che quest’anno sarà dedicata al tema della protezione, intesa sia come difesa del diritto d’asilo che come riparo ed aiuto umanitario. In Italia l’UNHCR organizzerà una conferenza che si terrà a Roma (Sala dei Piceni, Musei di San Salvatore in Lauro, Piazza San Salvatore in Lauro, 15) dalle ore 11,00 e nel corso della quale Andrea Camilleri consegnerà il Premio UNHCR-Guardia Costiera ‘Per Mare – al coraggio di chi salva vite umane’.

“Dobbiamo far fronte ad una serie complessa di sfide globali che potrebbero portare ad un numero ulteriore di movimenti forzati di popolazione in futuro”, ha detto Guterres. “Queste sfide comprendono molte nuove emergenze dovute a conflitti nei punti caldi del pianeta, una mancanza di standard democratici in molti paesi, il drammatico rialzo dei prezzi dei generi alimentari, che ha colpito maggiormente i più poveri e sta generando instabilità in molte zone e, infine, il deteriorarsi dell’ambiente a causa dei cambiamenti climatici, che, a sua volta, porta ad una maggiore competizione per risorse sempre più scarse”.

Nel 2007 i rifugiati di competenza dell’Agenzia sono passati da 9,9 a 11,4 milioni, mentre, secondo l’Internal Displacement Monitoring Center (Centro di Monitoraggio sugli Sfollati Interni), il numero complessivo di sfollati interni fuggiti a causa di conflitti è aumentato dai 24,4 milioni del 2006 agli attuali 26 milioni. L’UNHCR attualmente fornisce protezione e assistenza dirette o tramite i propri partner a 13,7 milioni di sfollati (contro i 12,8 milioni del 2006). Stando ai dati raccolti in 150 paesi, il numero di rifugiati e di sfollati interni di cui si prende cura l’UNHCR è aumentato di 2,5 milioni nel corso del 2007, raggiungendo la cifra record di 25,1 milioni alla fine dell’anno.

L’edizione per il 2007 del rapporto statistico annuale dell’UNHCR, ‘Global trends’, fornisce dati su altre categorie di competenza dell’UNHCR, tra cui gli apolidi, i richiedenti asilo, i rifugiati rimpatriati, gli sfollati interni che hanno fatto ritorno a casa ed altri gruppi. Dai 31,7 milioni di persone che hanno diritto a ricevere assistenza dall’UNHCR sono esclusi i 4,6 milioni di rifugiati palestinesi di cui si occupa l’UNRWA (UN Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi del Vicino Oriente).

Il nuovo rapporto nota come gli afgani (di cui circa 3 milioni sono ancora rifugiati, la maggior parte dei quali in Pakistan ed in Iran) e gli iracheni (circa 2 milioni dei quali sono fuggiti fuori dal paese, perlopiù in Siria ed in Giordania) costituiscano quasi la metà del numero totale di rifugiati di cui si occupava l’UNHCR alla fine del 2007. I gruppi più numerosi dopo gli afgani e gli iracheni sono i colombiani (552mila persone che si trovano in una situazione simile a quella dei rifugiati pur non essendo tutti tecnicamente tali), i sudanesi (523mila) ed i somali (457mila). L’aumento del numero di rifugiati nel 2007 rispetto all’anno precedente è dovuto in gran parte alle difficili condizioni di sicurezza in Iraq. I primi paesi d’asilo dei rifugiati nel 2007 sono stati il Pakistan, la Siria, l’Iran, la Germania e la Giordania.

Tra gli sfollati, il primo gruppo è costituito dai colombiani (fino a 3 milioni di sfollati interni secondo la Corte costituzionale colombiana), seguiti dagli iracheni (2,4 milioni), dai cittadini della Repubblica Democratica del Congo (1,3 milioni), dagli ugandesi (1,2 milioni) e dai somali (un milione di sfollati). Il numero totale di sfollati assistiti dall’UNHCR in 23 paesi è di 13,7 milioni.

L’anno scorso sono state presentate 647.200 domande individuali d’asilo o per il riconoscimento dello status di rifugiato ai governi o agli uffici UNHCR presenti in 154 paesi. L’aumento rispetto al 2006 – il primo da quattro anni a questa parte – è stato del 5% ed è dovuto, secondo il rapporto, al numero considerevole di iracheni che hanno cercato asilo in Europa. I primi paesi d’origine dei richiedenti asilo nel mondo nel 2007 sono stati l’Iraq (52mila domande inoltrate), la Somalia (46.100), l’Eritrea (36mila), la Colombia (23.200), la Federazione Russa (21.800), l’Etiopia (21.600) e lo Zimbabwe (20.700). Per quanto riguarda, invece, i paesi dove sono state presentate le domande d’asilo, ai primi posti nel 2007 si trovavano gli Stati Uniti d’America, il Sudafrica, la Svezia, la Francia, il Regno Unito, il Canada e la Grecia. Il rapporto nota con preoccupazione che i tassi di riconoscimento dello status di rifugiato variano in maniera significativa tra i diversi paesi d’asilo. La maggior parte dei rifugiati, inoltre, è ospitata nelle regioni del pianeta da dove provengono, e non nei paesi industrializzati.

Circa 731mila rifugiati sono potuti tornare a casa usufruendo di programmi di rimpatrio volontario nel 2007. Le maggiori operazioni hanno visto coinvolti i rifugiati provenienti dall’Afghanistan (374mila rientri nel 2007), dal Sudan meridionale (130.700), dalla Repubblica Democratica del Congo (60mila), dall’Iraq (45.400) e dalla Liberia (44.400). Nel corso del 2007, inoltre, circa 2,1 milioni di sfollati interni hanno fatto ritorno nelle zone d’origine.

Nel 2007 è aumentato in maniera significativa il numero di casi sottoposti ai governi per il reinsediamento. L’UNHCR ha presentato 99mila domande individuali di reinsediamento ai governi che aderiscono al programma, la cifra più alta da quindici anni a questa parte e con un aumento dell’83 percento rispetto all’anno precedente. Tuttavia, va notato come meno dell’1 percento dei rifugiati presenti nel mondo usufruiscano del reinsediamento. Alla fine del 2007 75.300 rifugiati erano stati accolti dai paesi che aderiscono al programma di reinsediamento.

L’anno scorso sono diminuiti inoltre gli apolidi. Circa tre milioni di persone che fino al 2006 erano state considerate senza nazionalità ne hanno acquistata una nel 2007, perlopiù grazie a modifiche alla legislazione in Nepal, che hanno portato allo regolarizzazione di circa 2,6 milioni di persone, ed in Bangladesh. Si stima che vi siano circa 12 milioni di apolidi in tutto il mondo, ma i dati non sono in alcun modo esaustivi.

 

Comunicato stampa dell’UNHCR, tratto dal sito www.unhcr.it